LA CIMA DELLE ANIME
Hinterer Seelenkogel.
Questo il suo nome in lingua germanica, e devo dire che entrambi i toponimi si mostrano ai miei occhi carichi di suggestione e mistero.
Prima che mio fratello mi proponesse di andarci in cima, ignoravo completamente l’esistenza di questo quasi 3.500 altoatesino.
La Cima delle Anime è infatti un’austera montagna delle Alpi Venoste, ubicata proprio sulla linea di confine che separa il Trentino-Alto Adige dall’Austria. È la seconda cima più alta della Val Passiria e, contrariamente a quanto immaginavo, non deve il suo nome a defunte presenze incorporee, bensì a un ben più banale errore di traduzione: la radice See (che in tedesco significa lago) è stata infatti confusa con Seele (che significa anima), ed ecco fatto il misfatto.
Quella che doveva essere la Cima dei Laghi (per la presenza in loco di specchi d’acqua durante il disgelo) è diventata così la Cima delle Anime.

TREKKING ALLA CIMA DELLE ANIME, UNA SPLENDIDA ESCURSIONE A 3.475 METRI DI QUOTA PARTENDO DA PLAN
Ed eccoci dunque qui, io e fratellone, con in mano la cartina della Val Passiria e nella mente una nuova montagna su cui andare.
Insieme al nostro amico trentino Pat, abbiamo dunque pianificato e compiuto la splendida escursione che sono qui a descrivervi, un trekking alla Cima delle Anime bello tosto e adatto a chi ha già esperienza di avventure ad alta quota, che si può effettuare in giornata, ma che è molto meglio spezzare in due dormendo una notte in rifugio a 3.000 metri.

DATI TECNICI
- Punto di partenza: parcheggio delle funivie di Plan (Pfelders), in Val Passiria
- Itinerario: Plan (1.630 m) – malga Schneid (2.159 m) – rifugio Plan (2.989 m) – cresta Est Cima delle Anime – Cima delle Anime (3.575 m). Si rientra sul medesimo percorso
- Segnavia sentieri: 6A.
- Tempo di percorrenza totale: io ci ho messo 7 ore e 50 (senza considerare le tappe e la notte in rifugio), ma potrebbero occorrere tra le 8 e le 9 ore totali
- Altitudine massima: 3.475 metri
- Dislivello positivo: 1.900 metri
- Lunghezza: 15,7 km
- Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
- Periodo consigliato: da luglio a settembre (neve permettendo)
- Mappe e cartine consigliate: Cartina escursionistica 044 Kompass Val Passiria/Passeiertal oppure Cartina Tabacco 039 Passeiertal / Val Passiria

COSA PORTARE CON SÈ: ATTREZZATURA E CONSIGLI
- Scarponcini o scarpe da trekking in suola scolpita, meglio se alti alla caviglia e in ottimo stato – In questa mia lista di prodotti selezionati per il trekking troverai alcune tipologie e marche di ottime calzature da trekking;
- Zaino comodo, tecnico e capiente – Ecco un’ottimo zaino Salewa, e anche un’alternativa più economica (ma comunque buona);
- Bastoncini da trekking – fondamentali per salvaguardarvi ginocchia ed energia, e per darvi maggiore sicurezza e stabilità nei tratti più ardui;
- Giacca impermeabile antipioggia o kway – anche se la giornata promette sole splendente, alle alte quote il “twister” pomeridiano è sempre dietro l’angolo;
- Acqua (almeno 1.5 litri) e snack energetici;
- Cartina Tabacco 039 Passeiertal/Val Passiria – anche se viviamo in un mondo digitale, le mappe cartacee sono sempre fondamentali per orientarsi correttamente, specialmente nel caso di escursioni così impegnative.
SPECIAL TIP – Dato che siete in procinto di compiere una camminata assai lunga, vi consiglio di scaricare sul vostro smartphone l’app WeWard! Con essa più camminate e più guadagnate dei soldini. Leggete il mio articolo dedicato e preparatevi anche a ricevere un bonus da parte mia di 1.00 euro! Come? Inserendo sull’app, nella sezione Inserisci il codice di riferimento, il codice VALE-TazXE (occhio alle corrette maiuscole e minuscole).
📸 Per uno spoiler video-fotografico di questo trekking alla Cima delle Anime cliccate qui.
PUNTO DI PARTENZA: IL PARCHEGGIO DELLE FUNIVIE DI PLAN
Il punto di partenza per intraprendere il qui descritto trekking alla Cima delle Anime è il bucolico paese di Plan (Pfelders).
Ubicato proprio al termine della Valle di Plan (in Val Passiria), a 1.630 metri di quota, Plan è un centro tranquillo e chiuso al traffico; le auto, infatti, rimangono parcheggiate fuori dal suo centro, e ogni cosa (hotel, ristoranti, ufficio informazioni, negozi…) è raggiungibile solo a piedi.
La natura che lo circonda è un incanto: un paesaggio di brughiera d’alta quota, con verdissimi pascoli attraversati da scroscianti ruscelli che aprono la via alle magiche montagne del Parco Naturale Gruppo di Tessa.
Tra di esse è già possibile notare colei che sarà la nostra meta, ovvera la Cima delle Anime. Anche se è meglio ammirarla al ritorno dal trekking, per non lasciarsi intimidire troppo. Per ora concentriamoci sull’arrivo qui, nel grande parcheggio delle funivie di Plan.
Trovarlo è facilissimo, in quanto si colloca proprio all’ingresso del paese (da Merano si raggiunge in circa 50 minuti e 37 km).
Poichè per questa escursione non si utilizzano gli impianti, il parcheggio è a pagamento, tutti i giorni dalle 8 alle 18. Non appena si entra nel suo perimetro, vengono automaticamente registrati il numero di targa e l’orario di arrivo. La prima ora è gratuita, mentre dalla seconda ora in poi la tariffa orario è di €1,00 (o di € 6,00 per la giornata intera).
Il pagamento si può effettuare presso le macchinette in loco (con monete o carta di credito/debito) oppure online, inquadrando gli appositi qrcode.
TREKKING ALLA CIMA DELLE ANIME: PRIMA TAPPA ALLA MALGA SCHNEID
Una volta posteggiato il mezzo e indossato gli scarponcini da trekking, l’escursione può ufficialmente cominciare.
Dal parcheggio occorre raggiungere il centro del paese (bellissimo!) e, seguendo le indicazioni dei cartelli presenti, imboccare il sentiero 6A in direzione della Malga Schneid (prima) e del Rifugio Plan (poi).
Si tiene la destra per raggiungere l’hotel Edelweiss, si attraversa il successivo ponte sulla sinistra e ci si porta in un rado bosco di larici, cominciando a salire verso un altro ponte. Il fondo del sentiero in questo primo tratto è terroso e ben inciso, e conduce a una sorta di piccolo dosso; da qui, il sentiero tende a sinistra entrando in una rigogliosa valle, percorsa da uno scrosciante torrente.

Si riattraversa il corso d’acqua e, sempre in costante salita, si superano diversi canaloni, puntando la svettante bandiera tirolese proprio sopra le nostre teste. Essa marca la prima meta dell’escursione, ovvero la malga Schneid.
I segnavia in paese indicavano 1 ora e 40 minuti per raggiungerla, ma se avete un buon passo impiegherete molto meno tempo.
Qui una sosta è d’obbligo, non solo per riprendere fiato vista la continua salita, ma anche per ammirare lo splendido panorama davanti a noi e per constatare la bellezza di questa malga.

Godetevi una bevanda fresca e uno snack ma rimandate a domani l’assaggio delle sue ghiotte specialità; sarà difficile resistere, ma il percorso post malga sarà sempre più ripido, e richiede l’assenza totale di pesantezza gastrica.

TREKKING ALLA CIMA DELLE ANIME: L’ARRIVO AL RIFUGIO PLAN (ZWICKAUER HÜTTE)
La tentazione di stabilirsi in modo permanente qui alla Schneidalm è fortissima, ma se si desidera conquistare rifugio Plan e Cima delle Anime occorre riprendere il cammino.
Si continua sul sentiero 6A attraversando i bei pascoli subito sopra la malga. La salita è (e sarà) sempre costante, portandoci presto su una specie di poggio panoramico corredato da panchina con croce in legno. Questo punto marca un importante bivio: a sinistra si va in direzione del Rifugio Petrarca all’Altissima, mentre a destra si sale allo Zwickauer Hutte, meglio noto a noi italici come rifugio Plan.
Quest’ultima, non c’è neanche bisogno di dirlo, sarà la nostra direzione. Salutate le placide mucche di questi ultimi baluardi di pascolo, si percorrono una serie di pressochè infiniti zig-zag e si raggiunge un secondo bivio, che vorrebbe sempre farci andare a sinistra al rifugio Petrarca.

Noi puntiamo il Plan, ma questa volta su una vasta pietraia: cominciamo infatti a raggiungere quote più alte, e i bei prati verdi si tramutano in un coccoloso ricordo (ma anche in una concreta visione sottostante, visto che anche da più in alto non si perderà mai di vista l’abitato di Plan).

Dopo una targa commemorativa, si giunge ad un ultimo bivio: l’ascesa continua affiancando un piccolo residuo glaciale e risalendo lo sperone sul quale si adagia il nostro agognato rifugio, ormai ben visibile sopra le nostre teste.
Quest’ultima parte potrebbe mettere un po’ alla prova polmoni e fiato, e richiede più attenzione per la presenza di alcuni tratti leggermente esposti e attrezzati con corde fisse.

In men che non si dica, voilà: eccoci arrivati alla bella terrazza panoramica del rifugio Plan, proprio sotto la Cima delle Anime!
IL PERNOTTAMENTO A QUASI 3.000 METRI DI QUOTA
Come ho scritto prima, se disponete di un eccellente livello di allenamento e resistenza, potete effettuare in giornata l’ascesa alla cima, che dal rifugio Plan dista “solo” 1 ora e 40. Io continuo però a consigliarvi di dividere in due l’avventura, pernottando qui allo Zwickhauer Hutte. In questo modo avrete tempo per ricaricare le energie, riposarvi e soprattutto vivere l’esperienza di una nottata a quasi 3.000 metri di quota.
Io e i miei compagni siamo giunti quassù nel pomeriggio, abbiamo preso possesso dei nostri letti e ci siamo concessi un bell’aperitivo nei tavoli all’aperto.

Da qui si ammira un panorama indimenticabile: oltre alla vicina Cima delle Anime (Seelenkogel), si riconoscono vette del calibro della Cima Altissima (Hohe Wilde), il Monte Scabro, il Scheiberkogel e il Liebenerspitze, la vicina vedretta di Plan, le vaste pareti del Gruppo di Tessa e delle Alpi Retiche, il Picco della Croce e anche, in lontananza, i famigliari profili dolomitici di Sas de Putia, Odle, Sassolungo e Sassopiatto, Marmolada, Antelao… .

Alle ore 19 si entra nella stube e si cena. Per noi quella sera il menù è consistito in insalatina fresca d’antipasto, ottimo gulash accompagnato da riso e una fetta di Sacher a conclusione.
E proprio come l’indimenticabile serata al rifugio Bicchiere, il post cena ci ha riportato in una splendida dimensione analogica e d’altri tempi: partite a carte e capatina all’esterno per ammirare sprazzi di cielo stellato che si sono impressi in modo permanente nelle mie grate retine.

DAL RIFUGIO PLAN ALLA CIMA DELLE ANIME LUNGO LA CRESTA EST
In men che non si dica, arriva l’alba e il richiamo della cima delle Anime si fa sentire. Tempo di un’energetica colazione e via che si parte per questa seconda parte di avventura.
Se l’ascesa al rifugio Plan è sì ripida e lungotta ma fattibile da chiunque abbia un buon allenamento, il tratto dal rifugio alla cima è invece tutta un’altra storia. A parte la primissima parte dietro al rifugio, l’intero percorso si svolge tutto sulla cresta orientale della montagna, e richiede anche abilità in tratti di facile arrampicata (e disarrampicata), buon acclimatamento alle alte quote, totale assenza di vertigini e il mindset adatto a non perdere la concentrazione.

I primi tornanti si affrontano facilmente, zig-zagando fra rocce e sfasciumi ma senza incontrare (per ora) tratti ostici o esposti. Man mano che si prosegue, la cresta si assottiglia e diventa sempre più ripida, e il sentiero si destreggia come meglio può fra grandi e piccoli blocchi di roccia. Occorre prestare molta attenzione ai segnali bianchi e rossi e agli ometti, per non perdere la giusta direzione.
Si supera sulla sinistra un primo passaggio esposto su esile cengia, che adduce ad una paretina da scalare in facile arrampicata.
Seguirà un’altra stretta cengia (munita di chiodo in cima per assicurarsi in caso di neve o ghiaccio) e un pulpito, dal quale parte una corda fissa per una trentina di metri. Dopo questo punto i tratti di sentiero sui grossi blocchi di roccia si alternano con altri in cui occorre procedere praticamente in quadrupedia (o comunque facendo grande affidamento sulle mani).

Con questo mood a metà tra alpinisti e stambecchi, si giunge infine a quello che per me è stato il punto chiave di questo trekking alla Cima delle Anime: la forcellina dell’orrore.
Trattasi di un peculiarissimo punto in cui la cresta si assottiglia e, aumentando la sua ripidità, giunge a una scalinata di roccia che adduce a una minuscola forcella, per raggiungere la quale occorre procedere per un breve tratto in disarrampicata.
Tale terrorifico micro-valico può ospitare solo una persona alla volta, e presenta il vuoto da entrambi i suoi lati. Una meraviglia, insomma. Ammetto che qui ho avuto qualche ripensamento sul fatto di continuare il percorso, e mi sono dovuta fare tanta forza per affrontare codesto passaggio.

Una volta messi i piedi sulla forcella, si affronta una paretina con tanti appigli comodi di roccia, e si procede sempre più o meno così per successivi blocchi (alcuni più ripidi ed esili, altri meno), alcune volte sul filo di cresta altre volte un po’ a strapiombo sulla Vedretta di Plan.
Quando appare la croce di vetta, è pressochè fatta: un ultimo muretto e si raggiunge così la vetta della Hinterer Seelenkogel, a 3.475 metri di quota.

IN VETTA ALLA CIMA DELLE ANIME
Che emozione è stata per me toccare la legnosa croce di vetta della Cima delle Anime!
Nel momento in cui scrivo (ovvero fine agosto 2026), essa si posiziona al secondo posto nella mia classifica di cime più alte conquistate, subito dopo i 3.645 metri del Monte Vioz. E, forse forse, anche sul podio delle cime più difficilotte, su via normale.
Ho assistito lassù a uno spettacolo notevole: un immenso blocco di nuvole grigie stava salendo verso l’alto, ma è rimasto come impigliato sulla cresta della montagna, che agiva da selvaggio spartiacque tra nubi e cielo cobalto.

Subito sotto la cima, oltre alla vedretta di Plan, si apre anche un piccolo (e, ahimè, molto malridotto) ghiacciaio, e un panorama ancora più aereo e a 360° rispetto a quello che si ammira dal rifugio. Trovandosi esattamente sul confine fra Italia e Austria, si apprezzano variegate cime tra cui il Similaun, le ardite creste di Val Passiria e Val Venosta, le grandi vette del Gruppo Ortles-Cevedale e della Palla Bianca, il Gruppo di Tessa e la Cima Altissima, i ghiacciai Langtal (Seelenferner e Wasserfallferner) che scendono verso la valle di Gurgler… E gli iconici profili dolomitici già citati prima.

IL RIENTRO A VALLE
Quassù, a quasi 3.500 metri di quota, si sta davvero bene, ma ahimè prima o poi bisogna tornare giù.
Il rientro a valle dalla Cima delle Anime avviene a ritroso sul medesimo percorso dell’andata, e occorre prestare tanta attenzione in particolare nel tratto di cresta post cima; se già in salita si è rivelato ostico, la discesa richiede forse ancora più concentrazione.
Non fatevi prendere dal panico, però: essa, almeno per me, si è rivelata più semplice del previsto, e la forcellina dell’orrore l’ho affrontata addirittura meglio che all’andata.
Procedendo con la dovuta calma, in circa un’ora rientrerete al rifugio Plan, e da lì, sempre seguendo il sentiero 6A, punterete decisi il parcheggio di Plan, sempre super visibile anche a queste alte quote.
Un’altra sosta alla malga Schleid è d’obbligo, e questa volta vi suggerisco di provare il loro tris di canederli al burro fuso.

INFORMAZIONI PRATICHE
- Come avrete intuito, questo trekking alla Cima delle Anime è tutto fuorchè banale, e non deve essere sottovalutato.
- Non è per nulla adatto a chi ha poca esperienza in alta montagna, a chi soffre di vertigini e di mal di montagna, e non si è mai cimentato con passaggi facili di arrampicata e disarrampicata;
- Si può fare in giornata solo se siete avvezzi/e alle sfacchinate e al macinamento di copiosi dislivelli in salita e discesa, altrimenti spezzate in due il giro come ho fatto io dormendo in rifugio;
- Partite con calma, e mantenete un passo regolare, senza strafare: in questo modo preserverete le energie necessarie per la scalata.
- Se non ve la sentite di intraprendere l’ultimo tratto di percorso in cresta fino alla Cima delle Anime, fermatevi al rifugio, che è già una bellissima conquista.
- Prima di partire, controllate il meteo della giornata (chiedete a qualche esperto locale, in caso di dubbio, specialmente se c’è molta neve verso la cima);
- Io ho compiuto l’escursione il 9 agosto 2026, e non vi era traccia di neve e ghiaccio sul percorso; se effettuerete il trekking in altri periodi potreste aver bisogno di ramponi, piccozza e casco.
- Portate con voi tanta acqua e vari snack; i punti di ristoro lungo il percorso sono due: la malga Schneid e il rifugio Plan.
- Inutile, vero, ricordarvi che sono obbligatori gli scarponcini da trekking in suola scolpita? E assolutamente anche un abbigliamento tecnico adeguato (lassù, anche se c’è il sole ed è piena estate, fa sempre freschetto).

DOVE DORMIRE A PLAN (PFELDERS)
Se avete qualche giorno a disposizione, un’ottima idea potrebbe proprio essere quella di alloggiare direttamente nel paese di Plan (Pfelders), così da intraprendere con calma il trekking alla Cima delle Anime e magari vivere qualche altra bella escursione in questo meraviglioso angolo di Val Passiria.
A tal proposito, vi lascio qui una lista di hotel e alloggi a Plan, dateci un’occhiata e inserite voi le date di vostro interesse e tutte le informazioni necessarie. Se vi è più comodo, eccovi qui anche il widget di Booking:
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Vi ringrazio di cuore!

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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