UNA GITA NEL PIACENTINO
Ok, lo ammetto: sono un’emiliana che, fino al principio del 2024, non si era mai spinta fino al territorio piacentino. O meglio, ci era sicuramente transitata in varie occasioni, ma non aveva mai avuto modo di soffermarsi in tale area ed esplorare ciò che essa ha da offrire.
E ciò che essa ha da offrire, signore e signori, è davvero tanto! Lo affermo dopo aver dedicato un’intensa giornata a zonzo per alcuni borghi piacentini che da tempi immemori figuravano sulla mia bucket list.

Per obbligate questioni logistiche e di tempo a disposizione, ho selezionato solo tre mete, le quali però si sono rivelate assolutamente idonee per una ricca gita giornaliera nel settore nordoccidentale dell’Emilia-Romagna.
Tre borghi del piacentino a mio avviso perfetti da visitare nel periodo natalizio, ma sicuramente anche in primavera e in autunno.
Ora ve li narro.
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TRE BORGHI DEL PIACENTINO DA VEDERE IN UN GIORNO
Arrivo subito al cuore della questione: i tre borghi piacentini oggetto del presente articolo sono Grazzano Visconti, Castell’Arquato e Vigoleno.
Situati tutti a breve distanza da Piacenza (il capoluogo dell’omonima provincia), sono località molto particolari del territorio, ciascuna con le sue specifiche peculiarità.
Il motivo cardine che mi ha spinto a scegliere Grazzano Visconti era la presenza di un posticino super potteriano, che mi tormentava da tempo in diversi post su Instagram. La seconda meta, ovvero Castell’Arquato, aveva richiamato la mia attenzione mediante un articolo su un numero (ora non rimembro quale) della rivista Bell’Italia (della quale i miei genitori sono collezionisti), mentre Vigoleno mi è stato consigliato da mio padre (ed era in strada per rientrare verso il bolognese).
Esaminiamoli ora nel dettaglio.
• GRAZZANO VISCONTI
Su Grazzano Visconti c’è tanto da dire, ma consentitemi prima di confessarvi una grande verità: è una meta turistica. Molto turistica. Decisamente troppo turistica per i miei gusti.
Tra i (due) parcheggi a pagamento, i ristoranti poco tipici e molto affollati, la marea di negozietti pullulanti di ninnoli plasticosi e senza nulla da invidiare alle bancarelle dei mercati di periferia… Si rischia di finire per non apprezzare al meglio codesta località.
Nonostante l’infausta premessa, affermo che, comunque, questo paese situato proprio accanto alla strada provinciale della Val Nure merita assolutamente di essere visitato, magari con alcune accortezze: evitare possibilmente i giorni festivi e accantonare l’idea di pranzare o cenare tra le sue mura (a meno che, come è successo a me, non ci siano le postazioni di street food).

Perché, ordunque, inserire Grazzano Visconti nella lista di borghi del piacentino da vedere? Ecco qui quattro prime motivazioni:
- dal 1986 si bea del titolo di Città d’Arte della Regione Emilia Romagna;
- non è il classico borgo medievale che ci si aspetta: si tratta infatti di un raro e splendido esempio in Italia di architettura revivalistica (molto in auge nell’Europa sette-ottocentesca);
- tutto il villaggio è completamente pedonale, ed è molto ben curato e tenuto;
- si respira qui un’atmosfera magica, data dall’architettura neo-medievale, dall’infinità di dettagli e decori che abbelliscono ogni suo angolo e da alcune botteghe molto particolari.
La storia di Grazzano è stata legata per secoli a quella della famiglia piacentina degli Anguissola, ma il suo attuale assetto (e anche successo, oserei dire) si deve al colto nobile milanese Giuseppe Visconti di Modrone (1879 – 1941) il quale, agli inizi del Novecento, sceglie questo luogo per la realizzazione di un suo sogno: circondare l’esistente castello con pittoresco borgo neo-medievale, in cui trasferirsi insieme alla propria famiglia.

Imperdibile, dunque, l’esplorazione di tutte le sue lastricate strade e stradine: dalla chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano al Museo delle Cere e delle Torture, l’intero abitato merita di essere scoperto, soffermandosi su ogni sua particolarità e su alcune delle sue botteghe più particolari.

Tra di esse, senza dubbio, figura il mitico Emporio Stregato, il primo negozio italiano interamente dedicato al mondo di Harry Potter. Varcando la sua soglia, non si può fare a meno di meravigliarsi davanti ad ogni cosa esposta: da un morbidoso Grattastinchi miagolante ai ferri a maglia della signora Wesley che lavorano da soli, passando per penne d’oca che scrivono interrottamente, sportelli che si aprono e un’immane quantità di oggetti magici e gadget che faranno capitolare ogni potterhead degno di questo nome.
Fate assolutamente una capatina anche nella Libreria Saphira, il cui contesto fantasy vi catapulterà immediatamente in un’antica epoca di cavalieri, draghi e creature fantastiche.
• CASTELL’ARQUATO
Imponente, inconfondibile, altamente scenografico: queste sono le prime tre definizioni che mi vengono in mente quando ripenso al borgo di Castell’Arquato, perla rara delle colline della Val d’Arda nel Parco regionale del Piacenziano.

Quando sono giunta qui, presso la piazza municipale su cui si affacciano la poderosa Rocca Viscontea, la romanica (ma con dettagli gotici e rinascimentali) Collegiata di Santa Maria Assunta e il Palazzo del Podestà, ho avuto la sensazione di trovarmi sul set del Trono di Spade: uno stormo di colombi svolazzava regalmente intorno all’imponente torre (alta 35 metri) della Rocca, osservando dall’alto i viottoli e le case medioevali in sasso perfettamente conservate costituenti il borgo stesso.

Per quanto piccolino, Castell’Arquato ospita diversi musei, che vi consiglio assolutamente di inserire nel vostro tour. Tra di essi vi segnalo:
- la già citata Rocca Viscontea – edificata nel 1342, quest’imponente costruzione di mattoni sorge su quello che fu un antico insediamento militare romano (il Castrum Quadratum) e sfoggia un’inconsueta struttura, circondata da un doppio ordine di mura (una più bassa e larga, e una cinta più alta e perpendicolare all’altra). Nel XIX e XX secolo, e fino agli anni Sessanta, fu adibita a prigione, e nel 1985 si prestò, insieme al borgo stesso, a set del film Ladyhawke.
- il Museo Geologico G. Cortesi – ospitato nelle ampie sale dell’Ospitale Santo Spirito (già in epoca medievale luogo di sosta per i pellegrini in viaggio verso Roma), custodisce variegate collezioni di fossili e reperti geologici dedicati alla storia evolutiva del bacino padano. Spiccano abbondanti esemplari di fauna fossile dello strato tipo del Piacenziano (terreni di origine marina di età compresa tra 3,5 e 2,5 milioni di anni fa), quali migliaia di molluschi fossili locali, grandiosi resti di balenottere e delfini (rinvenuti sulle pendici calanchive che circondano Castell’Arquato), e diversi esemplari di odontoceti.
- il Museo Luigi Illica – dedicato al giornalista, drammaturgo, verseggiatore nonchè esponente della scapigliatura milanese e librettista dell’epoca post-verdiana Luigi Illica, e ubicato proprio accanto alla casa natale di quest’ultimo.

Se, come me, capitate a Castell’Arquato nel periodo natalizio, non perdetevi per nessuna ragione al mondo la mostra Un Mondo di Presepi: da oltre quindici anni, presso il Palazzo del Podestà (nei locali del Mezzanino) è possibile ammirare centinaia di meravigliosi presepi, provenienti letteralmente da tutto il mondo!

• VIGOLENO
Ultimo ma non ultimo del trittico di borghi del piacentino da visitare in un giorno, vi presento Vigoleno, anch’esso certificato fra i Borghi piu Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Le prime caratteristiche che saltano all’occhio di questa perla piacentina sono la sua rara eleganza di forme e strutture, e l’integrità del suo imponente sistema difensivo (costituito da un camminamento di ronda molto panoramico, mura merlate e dalla spiccata mole del mastio quadrangolare (con quattro piani di visita) munito di feritoie, beccatelli e merli ghibellini.

Molto suggestiva la piazza principale di Vigoleno, con la sua cinquecentesca fontana, e la splendida chiesa romanica di San Giorgio (della seconda metà del XII secolo), che scoprirete addentrandovi nel cuore del borgo.
Altro aspetto che colpisce di Vigoleno è il suo essere giunto a noi perfettamente intatto nella sua atmosfera medievale, della quale conserva le già citate cinta murario, mastio e camminamento di ronda e anche la cisterna/ghiacciaia.
L’unico accesso al borgo, tra l’altro, è preceduto da un ampio rivellino, uno dei pochi rimasti al giorno d’oggi.
TIP SPECIALE – Se capitate qui sotto Natale, non perdetevi il presepe meccanico ed elettronico, allestito in una stanzetta in fondo al paese (e opportunamente segnalato da cartelli in loco). Si tratta di un’opera meravigliosa, in cui notte e giorno scandiscono movimenti e periodi di riposo fra le case, i boschi, gli animali e i personaggi del presepe, in un’atmosfera magica.
📸 Dai un’occhiata a questo carosello, e salvalo per la tua prossima gita nel piacentino!

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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