IL MONTE VIOZ
Quando mio fratello Matteo mi ha proposto la presente escursione alla cima del Monte Vioz, gli ho chiesto se mi stesse prendendo in giro.
Un 3.645 m sulla linea di confine fra Trentino-Alto Adige e Lombardia, raggiungibile interamente per via normale e senza l’ausilio di imbraghi, attrezzature e preparazioni particolari?

Ebbene sì, Amiche e Amici, dopo un momento di sgomento, ho constatato (con crescente stupore) che la proposta fraterna non era affatto una gag: un’escursione con le appena citate caratteristiche esiste veramente, si può fare in Val di Peio (nella sezione trentina del Parco nazionale dello Stelvio) nella bella stagione, ed è davvero un giro Strepitoso, con la S maiuscola.
TREKKING AL MONTE VIOZ, UNA SPETTACOLARE ESCURSIONE SU VIA NORMALE A 3.645 METRI DI QUOTA
E così, il 12 agosto 2023, io e fratellone abbiamo messo la nostra banderina anche su questa peculiarissima cima.
Imponente custode di tutta la Val di Peio, il Monte Vioz domina il mondo dall’alto dei suoi 3.645 metri di quota, ed è la settima cima (in ordine di altezza) del Gruppo Ortles-Cevedale.

Si tratta di una delle rare vette di questa catena che si lascia conquistare senza troppa fatica, con il solo ausilio delle proprie gambe e del proprio fiato. L’unica insidia del percorso per raggiungerlo è proprio l’elevata altitudine, fattore da non sottovalutare anche se si è montanari esperti e allenati.
Bando alle ciance, ora vi lascio al racconto di questa strepitosa giornata (tra l’altro dal meteo splendido) e ai dettagli del trekking.
A voi i dati tecnici.
DATI TECNICI
- Percorso: andata e ritorno sullo stesso percorso
- Punto di partenza: Rifugio Doss dei Cembri (2.380 metri)
- Altitudine massima: 3.645 metri
- Dislivello positivo: 1.265 metri
- Segnavia: 138, 139, 105
- Tempo di percorrenza: tra le 8 e le 10 ore totali (soste escluse)
- Lunghezza: 10 km
- Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
- Periodo consigliato: da luglio a settembre (neve permettendo)
COSA PORTARE CON SÈ: CONSIGLI E ATTREZZATURA
Un’escursione di questo genere richiede ovviamente un’attrezzatura adeguata e un’attenta preparazione dello zaino. Ecco qualche tips utile (fornite da una Guida Ambientale Escursionistica):
- Scarponcini o scarpe da trekking in suola scolpita, meglio se alti alla caviglia e in ottimo stato – In questa mia lista di prodotti selezionati per il trekking troverai alcune tipologie e marche di ottime calzature da trekking;
- Zaino comodo, tecnico e capiente – Ecco un’ottimo zaino Salewa, e anche un’alternativa più economica (ma comunque buona);
- Bastoncini da trekking – fondamentali per salvaguardarvi ginocchia ed energia, e per darvi maggiore sicurezza e stabilità nei tratti più ardui;
- Giacca impermeabile antipioggia o kway – anche se la giornata promette sole splendente, alle alte quote il “twister” pomeridiano è sempre dietro l’angolo;
- Acqua (almeno 1.5 litri) e snack energetici;
- Cartina Tabacco 08 Ortles-Cevedale – anche se viviamo in un mondo digitale, le mappe cartacee sono sempre imprescindibili per orientarsi correttamente, specialmente nel caso di escursioni così impegnative.
- Assicurazione – se non l’avete già, consiglio sempre di attivare una polizza specifica per le attività outdoor e le escursioni. Un’ottima scelta è Heymondo, che dispone di opzioni dedicate proprio a queste avventure.
TIP SPECIALE – Siete già in possesso dell’app WeWard, che vi consente di guadagnare soldini camminando, vero? Se ancora non l’avete fatto, scaricatela prima di intraprendere questa luuunga escursione. Qui troverete maggiori informazioni in merito, e potrete subito ricevere 1.00 euro come regalino!
TREKKING AL MONTE VIOZ: GLI IMPIANTI DA PEIO FONTI
Il punto di partenza ufficioso della presente escursione è il paese di Peio Fonti (1.173 metri di quota), precisamente presso il parcheggio degli impianti di risalita Peio Funivie.
Ho scritto ufficioso perché, come immaginerete, questo non è il comienzo vero e proprio della camminata ivi descritta, bensì il luogo in cui ci si accinge a salire sulla telecabina Pejo Fonti – Tarlenta, per ascendere senza sforzo a quota 2.000 metri.
SPECIAL TIP – Controllate sempre gli orari degli impianti, che cambiano in funzione della stagione, e fate in modo di prendere le primissime corse, così da non rischiare di arrivare lunghi per il rientro.
Qui è caldamente raccomandata ai caffeinomani una breve sosta al rifugio/albergo Lo Scoiattolo, poiché essa potrebbe essere l’ultima pausa caffè nell’arco di diverse ore (il rifugio Mantova al Vioz è da considerarsi come punto di arrivo, e il rifugio Doss dei Cembri potrebbe essere chiuso).

Da qui il prosieguo è semplicissimo: dovrete infatti accomodarvi sulla panoramica seggiovia Doss dei Cembri, che vi scorterà in breve tempo fino ai 2.380 metri del Rifugio Doss dei Cembri. Quest’opzione è facoltativa ovviamente, se lo desiderate potete anche andare a piedi (tenendo presente che dovrete percorrere ben 950 metri di dislivello aggiuntivi, i quali, per l’impresa che vi attende oggi, non sono affatto pochi).

Con la seggiovia (scelta raccomandata) o a piedi, giungerete presso l’appena citato rifugio Doss dei Cembri (quando ci sono stata io, nell’agosto 2023, era chiuso), e da qui, finalmente, potrete dare ufficialmente inizio al trekking per il Monte Vioz!

TREKKING AL MONTE VIOZ: LA PARTENZA UFFICIALE
Dalla bucolica località Doss dei Cembri si prende inizialmente il sentiero 138, seguendolo per circa 300 metri in direzione Val della Mite; occorre poi imboccare il sentiero 139, che si stacca sulla vostra destra e risale il costone roccioso fino a congiungersi con il sentiero 105.

Il percorso risale a zig zag la lunghissima dorsale che scende dal Monte Vioz in persona, fornendovi incantevoli vedute sulla già citata Val della Mite e sul vallone orientale verso Zampil, fra le ultime rocciose propaggini della tundra alpina.

Avete presente l’iconico sperone roccioso noto come Dente del Vioz (che compare già in due precedenti fotografie)? Ebbene, egli sarà la cartina tornasole di questo iniziale tratto: prima lo ammirerete dal basso, poi vi porterete praticamente alle sue falde e, infine, lo supererete, beandovi da ogni prospettiva del suo splendido portamento.
TREKKING AL MONTE VIOZ: IL DENTE DEL VIOZ E IL BRIK
Quando potrete vantarvi di osservare il Dente del Vioz dall’alto, prendete coscienza del fatto che… avrete già raggiunto i 3.000 metri di quota!
E qui è d’obbligo una premessa, da applicare anche già dai primi passi di questa escursione: non strafate. Mantenete sempre un passo lento e regolare, se vi viene l’affanno fermatevi, e ricordatevi di bere spesso, a piccoli sorsi.

L’unica difficoltà di tutto il trekking è proprio l’alta quota (a cui soprattutto noi montanari di pianura non siamo abituati, anche se allenati), per cui prendetevi tutto il tempo per varie pause relax.

Superato il Dente, non si scherza più: il sentiero si porta nuovamente verso sinistra e si inerpica più deciso, il fiato diventa vittima dell’altitudine, e Fatica e Affanno saranno la vostra diligente scorta fino all’arrivo. In tale contesto, reso più impegnativo anche dai grossi pietroni presenti sul percorso, raggiungerete il bivio con il 138 (proveniente dalla Valle della Mite) e, continuando a salire in buona pendenza, giungerete ad un tratto chiave del trekking: il Brik.

Si tratta del punto più delicato dell’escursione, un risalto roccioso dal passaggio un po’ esposto, ma attrezzato con una corda fissa a cui eventualmente tenersi. Non è comunque proibitivo, e se non si soffre di vertigini si supera senza problemi.

Ora, il sentiero piega a sinistra superando una scarpata e, con una serie di ampie diagonali, guadagna il filo di cresta. Ora è tutto più chiaro, e il primo obiettivo si vede chiaramente, poco sopra le nostre teste: il tetto metallico del Rifugio Mantova al Vioz appare come un tangibile miraggio, basta solo superare un facile crestone di detriti e/o neve.

L’ARRIVO AL RIFUGIO MANTOVA (3.535 METRI)
Non scherzo affatto quando dico chegli ultimi metri di ascesa prima del rifugio sono davvero tosti.
Io e Matty facevamo dieci passi e ci fermavamo, avevamo un fiatone perenne e un continuo lieve senso di vertigini (che passava subito una volta fermi).

Ma tutto ciò non mi ha impedito di emozionarmi tantissimo non appena mi sono ritrovata davanti alla porta del rifugio: mai, prima, ero arrivata così in alto, con il solo ausilio delle mie gambe e dei miei polmoni!

Quassù c’è un’atmosfera assurda: si può percepire il Silenzio, quello vero, quello dell’Universo. Così come l’essenza del cielo, delle nuvole, del vento, della terra e della roccia, gli elementi che compongono un panorama incredibile spaziante dalla Presanella all’Adamello, dal San Matteo al Tresero, dal Bernina al Monte Rosa, dal gran Zebrù all’Ortles e al Cevedale, per finire con le mie amate Dolomiti.

Nonostante l’emozione e il leggerissimo malessere (che passava totalmente stando ferma per qualche minuto), ho mangiato con gusto e gioia il mio meritatissimo panino, pregustando già il tanto agognato caffè del rifugio.

Ma prima del caffettoso premio, mancava ancora un’ultima, fondamentale cosa: la conquista vera e propria della cima Vioz.
IN CIMA AL MONTE VIOZ (3.645 METRI)
Quando anche voi arriverete al rifugio Mantova, lo constaterete con i vostri occhi: la cima è per davvero lì a due passi, non è il solito tranello montanaro che falsa le distanze.

Infatti, a separare la porta del rifugio dalla croce di vetta, vi sono semplicemente 20 minuti e meno di 100 metri di dislivello.
Il problema è che, se non si è adeguatamente acclimatati, questi venti minuti possono tranquillamente diventare quaranta, poiché le ascese al di sopra dei 3.500 metri mettono ancora più a dura prova i polmoni.
La salita è facile, basta seguire il sentiero lungo la dorsale pietrosa (e quasi certamente nevosa ai lati del sentiero), per raggiungere prima l’anticima (su cui campeggia una grande croce legnosa) e poi la cima propriamente detta, più pianeggiante e con vista privilegiata sul vasto Ghiacciaio dei Forni.

Spiegarvi a parole l’emozione che ho provato arrivando quassù è impossibile: ero trecento metri più su della mia cara Marmolada, con mio fratello, senza imbragature, ramponi e attrezzature varie, ma solo con l’ausilio delle mie gambe, dei miei (poveri) polmoni e della mia caparbietà.

Il panorama è incredibile, e per un’assidua frequentatrice delle Dolomiti like me, anche molto particolare e inedito: con un solo colpo d’occhio si coglie tutta la spettacolarità del Parco Nazionale dello Stelvio, un mondo di roccia scura e rossiccia, laghi e ghiacciai (come il vicinissimo Ghiacciaio dei Forni, il più grande ghiacciaio vallivo presente in suolo italico).

Se avete ancora fiato e tempo a disposizione (cosa assolutamente non scontata), da qui potrete raggiungere anche Punta Linke (3.632 metri) e visitare il suo omonimo museo, ovvero la postazione con galleria e trincea delle truppe austro-ungariche più alta di tutto il fronte durante la Grande Guerra.
Constatate però prima la fattibilità della cosa: dovrete infatti compiere una breve traversata su ghiacciaio, non sempre percorribile senza ramponi e picozza. Magari informatevi bene a valle, prima di intraprendere l’escursione.
IL RIENTRO A VALLE
Purtroppo, e stavolta più che in altre imprese montanare, il tempo è quanto mai tiranno e arriva sempre troppo presto il momento del rientro.

Vi attendono però due notizie belle: il fatto che, da ora, sarà tutta discesa, e che c’è il caro rifugio Mantova a breve distanza pronto a elargire cibo, birrette e caffettini energetici.

Dopo di che, il gioco è molto semplice: basta seguire a ritroso i passi dell’andata. Ora andrete molto meglio in fatto di fiato e fatica, ma attenzione alle vostre gambe poiché la discesa sa comunque essere assai infima e spietata.

Se avrete un po’ di tempo, potrete bighellonare un po’ presso il bel rifugio Lo Scoiattolo, prima di salire sulla funivia che vi riporterà a Peio Fonti.
INFORMAZIONI PRATICHE
- Come avrete intuito, la conquista del Monte Vioz non è per nulla banale, e non è adatto a chi ha poca esperienza in alta montagna, a chi soffre di vertigini e di mal di montagna;
- Chi invece è già abituato alle sfacchinate montanare, non troverà difficoltà tecniche sul percorso, ma dovrà fare i conti con l’altitudine, che anche alle persone più allenate può creare qualche problema.
- Partite con calma, e mantenete un passo regolare, senza strafare: in questo modo preserverete le energie necessarie la scalata.
- Prima di intraprendere l’escursione, controllate il meteo della giornata (chiedete a qualche esperto locale, in caso di dubbio, specialmente se c’è molta neve verso la cima);
- Portate con voi tanta acqua e uno snack;
- Inutile, vero, ricordarvi che sono obbligatori gli scarponcini da trekking in suola scolpita? E assolutamente anche un abbigliamento tecnico adeguato (lassù, anche se c’è il sole ed è piena estate, fa sempre freschetto) e, se le condizioni del percorso lo richiedono, anche l’attrezzatura adeguata (come i ramponcini).
SPECIAL TIP – Un’ottima base per affrontare il qui descritto trekking al Monte Vioz è indubbiamente la località di Pejo Fonti. Eccovi qui una nutrita lista di alloggi e strutture per tutti i gusti e le esigenze, dateci un’occhiata!

SPECIAL TIP – Ricordatevi di non partire mai per un viaggio o un’avventura montanara senza assicurazione! Io utilizzo regolarmente l’assicurazione di viaggio Heymondo (l’ho testata durante il mio tour on the road in Marocco e per il viaggio in Oman), e mi trovo davvero bene. Motivo per cui sono qui a raccomandarla anche a voi, con un piccolo regalino: un 10% di sconto sul vostro acquisto!
Cari lettori e care lettrici, spero tanto che questo articolo sia stato di vostro gradimento! Se avete piacere, e se le informazioni vi sono state utili, potete offrirmi un caffè o fare una piccola donazione cliccando sul bottone qui sotto. Servirà a coprire le spese di mantenimento di questo sito, e a darmi ancora più motivazione per continuare a scrivere e creare contenuti per voi.
Vi ringrazio di cuore!
In alternativa, potete utilizzare uno dei link presenti in questo articolo per prenotare i vostri servizi e il vostro viaggio (assicurazione, attrezzatura per il trekking, hotel e alloggi…). Per voi non ci saranno costi aggiuntivi (anzi, avrete un prezzo scontato!), mentre io riceverò una piccola commissione.
Vi ringrazio di cuore!

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


0 commenti