Tra le brulle e selvagge lande dell’appennino bolognese, nei pressi del comune di Grizzana Morandi e non molto distante da Porretta Terme, c’è un capolavoro d’arte e architettura.

Un castello gioiello, che sembra essere uscito dalla raccolta di fiabe Le Mille e Una Notte e non avere nulla a che fare con la geografia circostante. Un edificio che lascia inevitabilmente di stucco i passanti ignari della sua presenza.

Signori e signore, sto parlando proprio di lei, della Rocchetta Mattei.

visitare la rocchetta mattei: la vista dall'alto sul castello
Una meraviglia da visitare assolutamente

la rocchetta mattei

Che cosa ci fa un eccentrico castello dalle fattezze decisamente orientali in un contesto di appenninica e ancestrale natura?

Si tratta proprio di un bizzarro contrasto, difficilmente classificabile e impossibile da inserire in omogenee correnti artistiche, storiche e architettoniche.

la rocchetta mattei vista dall'alto della natura circostante
E forse, per questo, ancor più seducente e misterioso

Eretta nella seconda metà dell’Ottocento, la Rocchetta Mattei sorge su quelle che erano le rovine dell’antica rocca di Savignano, appartenuta alla contessa Matilde di Canossa. Lo stile architettonico ci appare subito eclettico e asimmetrico, con uno stampo medievale che si intreccia ad influenze arabo-moresche e si spolvera di note liberty e gotiche.

Nel corso dei quasi due secoli che ci separano dalla sua costruzione, la struttura della Rocchetta è stata più volte modificata, fino a raggiungere la forma odierna: un intrico di torri e torrette, monumentali scaloni e strette scalette a chiocciola, saloni e stanze, cortili, ponticelli.

visitare la rocchetta mattei: scorci sui vari edifici
Prospettive su cieli azzurri

Al cospetto di siffatta meraviglia, ogni visitatore desidera avidamente di saperne di più, ma non è semplice risalire alle sue origini. La prima cosa da fare è carpire informazioni su chi ha concepito l’idea, e la successiva realizzazione, della spettacolare Rocchetta.

il conte cesare mattei

Di personaggi come il conte Cesare Mattei non ce ne sono molti in giro. E se si ha la fortuna di incontrarne, non bisogna lasciarseli sfuggire.

Nato a Bologna nel 1809, il giovane Cesare crebbe nel contesto di una famiglia agiata, a stretto contatto con alcuni dei grandi pensatori dell’epoca (Marco Minghetti e Paolo Costa, per citarne due). Una vicinanza che fu decisiva nella definizione della sua cultura e del suo pensiero, sempre a sostegno di idee liberali ma moderate.

Non tardò molto a farsi conoscere dall’opinione pubblica e dall’ambiente borghese: fu, nel 1837, uno dei cento fondatori della Cassa di Risparmio di Bologna; ricevette, dieci anni più tardi, il titolo di Conte da Papa Pio IX, a seguito di una donazione terriera in zona Comacchio (la sua famiglia aveva origini ferraresi) che aiutò lo stato pontificio a fermare l’avanzata austriaca.

il conte cesare mattei in antica foto
Insomma, non si scherza con il Conte Mattei (foto presa dal web)

Venne in seguito nominato deputato al Consiglio di arruolamento della Guardia Civica Bolognese, con il grado di tenente colonnello, e capo dello Stato Maggiore. Successivamente, nel 1848, venne eletto deputato al Parlamento di Roma.

Un evento tragico segnò più di questi nobili titoli il destino del Conte: nel 1845, un cancro al seno uccise sua madre, Giulia Testoni. Cesare ne uscì estremamente provato, e da lì smise di avere fiducia nella medicina tradizionale, che nulla aveva potuto contro la malattia e la sofferenza della madre.

Decise, dunque, di abbandonare la vita politica e sociale per dedicarsi allo studio e alla realizzazione di una medicina altra, diversa, nuova, più efficace di quella classica. Iniziò a studiare con impegno e, nel giro di qualche anno, mise a punto una scienza innovativa, basata su un intreccio di omeopatia, fitoterapia, alchimia e magnetismo:

visitare la rocchetta mattei: preparati officinali
l’Elettromeopatia

il conte cesare mattei e l’elettromeopatia

Per farla molto breve, tale disciplina prevedeva l’estrazione dei principi delle piante officinali, la loro distillazione in granuli simil-omeopatici e la loro lavorazione insieme a cinque fluidi elettrici, utili a ristabilire il corretto equilibrio delle cariche elettriche del corpo umano.

Una pratica che ci può sembrare alquanto bizzarra, ma che ebbe un grande successo: si diffuse presto in tutta Europa, costringendo il Conte a costruire, oltre al deposito centrale bolognese, altri ventisei centri di smistamento, sparsi in tutto il mondo.

Il Mattei divenne molto famoso, e oltre alla produzione di massa dei rimedi elettromeopatici, iniziò presto a ricevere e curare gli ammalati di persona. Indovinate dove? Proprio alla Rocchetta Mattei, che fungeva già da un po’ di tempo, da sua personale dimora e studio.

la rocchetta mattei vista dal basso, prima di entrare per la visita
Immaginate lo stupore dei pazienti nel ritrovarsi al cospetto di questo “studio medico”..

Il misterioso Conte e la sua elettromeopatia sono citati nientepopodimeno che da Dostoevskji ne I fratelli Karamàzov; e nel 2019 i registi Diego Schiavo e Marco Melluso gli hanno dedicato Il Conte Magico, un film documentario che annovera tra gli attori Ivano Marescotti, Eraldo Turra, Luciano Manzalini, Roberta Giallo ed Antonio Pisu (il film è vincitore delle Giornate del Cinema Lucano a Maratea, e sarà presente al Festival di Cannes 2020).

visitare la rocchetta mattei: dettagli
“Ma che filosofia e filosofia, quando tutta la parte destra del corpo mi si è paralizzata e io non faccio che gemere e lamentarmi. Ho tentato tutti i rimedi della medicina: sanno fare la diagnosi in maniera eccellente, conoscono la tua malattia come il palmo delle loro mani, ma non sono capaci di curare. [..] Disperato, ho scritto al conte Mattei a Milano, che mi ha mandato un libro e delle gocce, che Dio lo benedica”. [Fëdor Dostoevskij

visitare la rocchetta mattei

Ecco perchè è importante visitare la Rocchetta Mattei: per conoscere e capire la storia di un personaggio tanto estroso quanto speciale, che ha investito nelle proprie passioni e ha dato lavoro e benessere a moltissime persone.

E anche perchè ci ha lasciato uno strabiliante patrimonio di arte e architettura impossibile da imitare, che richiama in questa porzione di appennino tanti turisti, italiani e stranieri.

visitare la rocchetta mattei: scalette e torri del castello
Un capolavoro che, con vari riferimenti, inneggia all’equilibrio cosmico, all’esoterismo, all’alchimia

L’intrico di asimmetriche torri e coperture dorate, che fa capolino tra i lussureggianti boschi appenninici, risponde alla precisa volontà del Conte, che progettò la stratificata struttura del castello come un percorso iniziatico verso la scienza e la conoscenza.

L’ingresso, in stile moresco, ci svela subito l’aurea magica propria di questo luogo, il suo essere un complesso e misterioso contenitore di simboli e significati.

la scalinata d'ingresso per la rocchetta mattei
Una suggestiva scalinata in pietra sale fino all’entrata ufficiale del castello, sorvegliata da numerose statue ottocentesche.
visitare la rocchetta mattei: statua posta sullo scalone d'ingresso
Questo busto, insieme all’ippogrifo e all’arpia presenti qui vicino, rimanda a precisi significati, avvolti dal mistero…

Nel cortile centrale comincia la visita guidata, l’unico modo per visitare la Rocchetta Mattei e per conoscerne i segreti.

il cortile interno della rocchetta
Già qui si toccano con mano i diversi stili architettonici caratterizzanti la struttura

Le guide della Rocchetta sono bravissime e molto preparate, e il tour è davvero interessante: ci consente di visitare gli splendidi spazi del castello, ognuno con la propria storia e le proprie caratteristiche.

visitare la rocchetta mattei: dettagli particolari del primo cortile
Curiosi dettagli di uno degli ingressi al cortile

il castello fiabesco dell’appennino bolognese

Magnifici la Loggia Carolina, in stile orientale, il ponte levatoio che dalla scala della Torre conduce alla camera da letto del Mattei (in cui si conservano ancora i mobili originali e le sue pipe), il cortile pensile, tra le cui balaustre in cemento (che sembrano vero e proprio legno), si ammirano gli edifici che compongono la Rocchetta.

visitare la rocchetta mattei: una suggestiva vista sul motovolo e sull'appennino
Insieme a una suggestiva vista verso il parco del Montovolo e la natura circostante

Ogni ambiente della Rocchetta è unico nel suo genere. Prendiamo, per esempio, il Cortile dei Leoni: la fontana centrale con i suoi quattro leoni è circondata da uno splendido portico ricco di stucchi.

il cortile dei leoni all'interno della rocchetta mattei, in stile arabo-moresco
Gli archi sono sovrastati da formelle recanti l’immagine della torre della Visione, il logo dei medicamenti Mattei

Un‘iscrizione in lingua araba corre sui quattro lati della struttura, le pareti sotto il portico sono ricoperte di pregiate piastrelle sivigliane in ceramica. A che cosa somiglia, in modo assai evidente, questo cortile?

Facile: al sontuoso cortile dell’Alhambra di Granada, al quale il Conte si è ispirato per manifestare la propria apertura verso le culture e le religioni del mondo.

visitare la rocchetta mattei: dettagli del cortile dei leoni
Le parole in arabo dell’iscrizione riportano una nota frase, modificata ad hoc dal Mattei: “Non avrai altro Dio all’infuori di Dio”

Uscendo dal Cortile dei Leoni, vi è un’ampia scala a chiocciola molto particolare: l’alternanza di colori sulla parete circolare e sulla colonna centrale creano, insieme alla forma a spirale della scala, l’illusione di vedere due scale differenti che si specchiano.

visitare la rocchetta mattei: la scala a chiocciola illusoria
Uno dei giochi con cui il Mattei stupiva i propri ospiti. Secondo alcune fonti, richiamerebbe anche la struttura a doppia elica del DNA

Per non parlare poi della splendida cappella, l’ambiente più fotografato e instagrammato della Rocchetta Mattei.

la celebre volta della cappella della rocchetta mattei
Ta-dan!

Il sublime e ipnotico intrico di archi si ispira a quelli della Moschea di Cordoba, e le piccole dimensioni dell’ambiente ne accentuano il gioco prospettico. La cappella è costruita su due piani, entrambi visitabili durante la visita guidata; il piano superiore ospita il sarcofago in cui è sepolto il Conte Mattei, che presenta una curiosa scritta:

Diconsi stelle di XVI grandezza e tanto più lontane sono che la luce loro solo dopo XXIV secoli arriva a noi. Visibili furono esse coi telescopi Herschel. Ma chi narrerà delle stelle anche più remote: atomi percettibili solo colle più meravigliose lenti che la scienza possegga o trovi? Quale cifra rappresenterà tale distanza che solo correndo per milioni d’anni la luce alata valicherebbe? Uomini udite: oltre quelle spaziano ancora i confini dell’Universo! 

Di notevole interesse anche le stanze più alte della Rocchetta, dedicate allo studio personale del Mattei e alla sua professione; vi segnalo la Sala Rossa, un’ambiente che, secondo le fonti, era diviso in due da una tenda rossa. Il suo soffitto presenta elementi piramidali in carta pressata, che ricordano le muqarnas arabe, e la stanza ospita oggi un Orchestrion, splendido esemplare della collezione di strumenti musicali meccanici Marini, qui conservata.

visitare la rocchetta mattei: dettaglio di uno degli strumenti musicali della collezione
Durante la visita guidata, qui e nella Sala della Musica, dove Cesare e i suoi famigliari amavano ascoltare la musica, è possibile non solo vedere ma anche ascoltare alcuni degli antichi strumenti musicali della collezione

cosa fare nei dintorni della rocchetta

Dopo la visita alla Rocchetta Mattei, vi aspettano altre piacevolissime scoperte in zona. Nell’attesa di raccontarvi tutto per bene, in un nuovo articolo, vi lascio qui una breve traccia:

  • La Scola – a breve distanza dalla Rocchetta, vi è questo splendido e silenzioso borgo che, come pochi altri, ci riporta indietro nel Medioevo. Le case in pietra, costruite dai Maestri Comacini e risalenti al 1400-1500, l’armonia con il paesaggio circostante, il cipresso di oltre 500 anni, ne fanno una meta imperdibile;
  • Santuario della Beata Vergine della Consolazione – ubicato in cima al Montovolo, nel parco omonimo, è un complesso religioso risalente al XII secolo, storica meta di pellegrinaggi (molto famoso soprattutto prima della costruzione del Santuario di San Luca a Bologna);
  • Casa Museo Morandi – all’entrata del paese di Grizzana Morandi, vi è la casa di colui che da il nome al luogo, ovvero il famoso pittore e incisore novecentesco Giorgio Morandi. Qui si conservano gli arredi e lo studio in cui il pittore dipinse alcuni dei suoi quadri più famosi;
  • Chiesa di Santa Maria Assunta di Riola – progettata da Alvar Aalto, architetto, designer e accademico finlandese, essa è un capolavoro di architettura religiosa contemporanea, ed è l’unico progetto realizzato in Italia da questo finnico artista.

come visitare la rocchetta mattei

  • Indirizzo: Via Rocchetta 46A, Grizzana Morandi (BO);
  • La Rocchetta Mattei è visitabile il sabato e la domenica secondo i seguenti orari: dalle 10 alle 15 nel periodo invernale, dalle 9.30 alle 13, e dalle 15 alle 17.30 durante il periodo estivo;
  • La prenotazione è sempre obbligatoria, e si effettua sul sito ufficiale;
  • Il biglietto di ingresso costa 10€ (5€ l’ingresso ridotto per bambini dai 6 ai 12 anni e per persone affette da handicap, 7€ per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna);
  • Il biglietto è gratuito per i bambini di età inferiore ai 6 anni;
  • La visita è possibile solo alla presenza di una guida che conduce gruppi di 20 persone alla scoperta della Rocchetta (ecco perchè è necessaria la prenotazione).

un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blog

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), il basilico, il caffè.


16 commenti

Pancaldi Chiara · 16 Ottobre 2020 alle 10:56

La Rocchetta Mattei è semplicemente magica! Da brava bolognese l’ho visitata anch’io e me ne sono davvero innamorata!

    Valentina · 23 Ottobre 2020 alle 11:25

    Davvero un luogo magico e misterioso, sono felicissima di averlo sul nostro appennino! 🙂

sandra · 24 Marzo 2020 alle 8:07

E’ un luogo magico! Avevo già visto alcune immagini di quesgto luogo online ma mai letto un resoconto così ben fatto e interessante. Appena si potrà, verrò a visitarla!

    Valentina · 2 Aprile 2020 alle 13:12

    Grazie mille Sandra, che bellissimo complimento! Spero che presto potremo di nuovo andare in giro per il nostro bel paese a visitare i suoi incantevoli luoghi!

Patty_unanimainviaggio · 23 Marzo 2020 alle 16:46

Quante belle informazioni! Sono della provincia di Bologna, non ho fatto una visita guidata alla Rocchetta, di cui ne ho sempre sentito parlare benissimo, ma l’ho vista in occasione di un evento di Harry Potter a cui ho portato mia figlia. Spettacolare quando viene la notte, con le guglie illuminate, veramente magica!

    Valentina · 2 Aprile 2020 alle 13:13

    Ho tanti amici che sono andati a quell’evento! E infatti anche loro me ne hanno parlato benissimo, mi piacerebbe molto, se lo rifaranno, partecipare! 🙂

silvia terracciano · 24 Febbraio 2020 alle 23:45

che posto stupendo, non ci sono mai stata ma ne avevo letto avendo studiato le basi dell’omeopatia non poteva mancare nei libri di letterata omeopatica

    Valentina · 20 Marzo 2020 alle 13:06

    Eheheh, il mitico Mattei ha segnato la storia dell’omeopatia italiana! Se ti capita, ti consiglio vivamente di visitare la Rocchetta, è un posto molto affascinante!

Sara Chandana · 24 Febbraio 2020 alle 12:36

Di questo luogo conoscevo solo lo scorcio super instagrammato. Il tuo post mi ha fatto venire i brividi e salire una voglia incredibile di andarci. Senza dubbio, è un luogo magico! Grazie per avercelo raccontato.

    Valentina · 24 Febbraio 2020 alle 12:52

    Grazie a te Sara! Sono felice che ti sia piaciuto 🙂 La Rocchetta Mattei è da visitare assolutamente se si capita in zona!

Serena Proietti Colonna · 23 Febbraio 2020 alle 22:33

Ciao,

ma questo castello è un capolavoro! Non lo conoscevo! Poi è un mix bellissimo di stili! Pensa che l’esterno mi rimanda molto al Palacio da Pena di Sintra (Portogallo) e il Cortile dei Leoni sembra architettura araba. Bello davvero *.*

    Valentina · 24 Febbraio 2020 alle 12:56

    Esatto, è proprio un eccentrico e affascinante connubio di stili e influenze artistiche e architettoniche di altre culture! 🙂

Sara Govoni · 23 Febbraio 2020 alle 10:03

Spettacolare la Rocchetta Mattei, l’ho visitata anni fa e vorrei tanto rivederla! Fin da subito si toccano stili diversi, è qualcosa di incredibilmente suggestivo, poi le guide sono davvero bravissime ad accompagnare i visitatori e raccontare la sotria del luogo e tutti i suoi aspetti più misteriosi.

    Valentina · 24 Febbraio 2020 alle 12:58

    Esatto! La visita è stata super affascinante, ero totalmente ammaliata dai racconti e dalle particolarità del posto! E ogni ambiente è unico nel suo genere 🙂

Elena · 20 Febbraio 2020 alle 13:28

È proprio vero che questo edificio – splendido! – sembra uscito da una fiaba orientale!
E poi, che bella la storia che cela dietro di sé!

    Valentina · 24 Febbraio 2020 alle 13:04

    Grazie Elena! 🙂 Hai visto? Ti fa rimanere a bocca aperta, soprattutto per il contesto geografico in cui si trova!

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