Lungo la celebre Via Emilia, nel tratto di Romagna che collega Forlì e Cesena, sorge una città non troppo famosa ma assai sorprendente.
Gli e le amanti della storia, dell’archeologia e del gusto avranno già indovinato a chi sto alludendo: si tratta proprio di lei, Forlimpopoli, altresì nota come Città Artusiana.
Proprio qui, infatti, è nato il celebre letterato e gastronomo Pellegrino Artusi (1820 -1911), colui che, con il manuale La Scienza in cucina e l’Arte di mangiare bene, ha raccolto e organizzato per primo le ricette provenienti da ogni regione d’Italia, rivoluzionando la cucina italiana.
Oltre a questo notevole connotato culinario, Forlimpopoli vanta anche radici antichissime e un passato denso di storia, e di storie. Già il suo stesso nome deriva da quello della vivace e prospera città romana Forum Popili che proprio qui, per diversi secoli, è stata un importante snodo nevralgico.
Ed è proprio di tale argomento che parleremo nel presente articolo, con il quale voglio portarvi con me a fare un bel tuffo nel passato, in un luogo molto speciale.

VISITARE IL MAF – MUSEO ARCHEOLOGICO DI FORLIMPOPOLI: UN MERAVIGLIOSO VIAGGIO NELLA STORIA
Il centro di Forlimpopoli è dominato da un’imponente Rocca trecentesca a pianta quadrangolare, e proprio all’interno di quest’edificio troviamo il MAF – Museo Archeologico Tobia Aldini di Forlimpopoli.

Fondato nel 1961, e dedicato al medico forlimpopolese Tobia Aldini, questo museo è un vero e proprio gioiello che custodisce millenni di storia e preziosissime testimonianze archeologiche.
Il percorso espositivo è articolato su sei sale, e conduce i visitatori in un’esperienza immersiva nella storia della città e del territorio circostante, nella vita quotidiana e nella cultura delle varie civiltà che hanno vissuto qui, dalla Preistoria fino all’età rinascimentale.
Il modo migliore per visitare il museo è in compagnia di una guida, per seguire un filo conduttore tra le diverse epoche e scoprire storie, curiosità, nozioni e segreti davvero sorprendenti. Al termine dell’articolo vi lascio tutti i dettagli per prenotare la vostra visita, nel mentre però allacciate le cinture e venite con me… nel Paleolitico!
CONOSCIAMO L’UOMO PREISTORICO
La prima sala del MAF ci riporta indietro all’epoca preromana: una ricca serie di manufatti e strumenti di selce scheggiata ci narrano di come il territorio di Forlimpopoli sia stato abitato fin dal Paleolitico inferiore.


Troviamo poi vari oggetti bronzei (vasellame, asce, armi e oggetti di toeletta e ornamento), che ci riportano indietro all’Età del Bronzo (tra il 1.500 a.C. e il 1.100 a.C.) e all’Età del Ferro (fino al 400 a.C.), periodi in cui vi erano diversi centri abitati in tutto il territorio artusiano.

UN SALTO NELLA VIVACE CITTÀ ROMANA FORUM POPILI
Proseguendo il viaggio a ritroso nella storia, il percorso museale ci trasporta in epoca romana, ai tempi della fondazione della città Forum Popili.

La sua pianta era caratterizzata da isolati quadrangolari, e nel sobborgo orientale sorgeva il quartiere artigianale in cui, tra il I e il III secolo d.C., si producevano le anfore dette del tipo Forlimpopoli.

La visita ci consente di scoprire un’altra caratteristica fondamentale della cultura romana: le necropoli. Queste città dei morti trovavano posto al di fuori del perimetro urbano, e la più importante di esse, collocata a ovest di Forum Popili, contava ben 299 tombe, tutte a inumazione.

Le ricerche e gli scavi archeologici hanno individuato quattro tipologie di tombe differenti: la più diffusa era quella “alla Cappuccina” (una struttura triangolare ottenuta accostando tegole o mattoni a doppio spiovente). Vi erano poi le tombe a cassa laterizia (a pianta rettangolare e con struttura interrata), quelle in fossa semplice (dove il defunto giaceva all’interno di una fossa scavata nel terreno e priva di alcuna struttura di fondo), e le tombe in anfora (dedicate specialmente a infanti o giovani, il cui corpo veniva deposto in un’anfora appositamente frammentata).


MEDIOEVO E RINASCIMENTO
Un’altra chicca assai interessante del MAF sono le vestigia della cattedrale romanica intitolata a Santa Maria Popiliense, che si collocava proprio qui, presso la Rocca. Dove oggi c’è la corte interna, un tempo sorgevano le tre navate della chiesa, e su un lato lungo della sala maggiore del museo si nota molto bene il triplo semicerchio dell’abside.

L’ultima sala del museo ubicata nel torrione nordorientale della Rocca, ci trasporta invece in epoca post-classica, precisamente in quel periodo compreso tra il 1.300 e il 1.500.
Qui sono custoditi oggetti e manufatti inerenti in particolar modo alla preparazione e conservazione del cibo: pentolame da cucina, bottiglie invetriate (ovvero rivestite da una particolare pasta vetrosa), maioliche e ceramiche di uso comune e vari oggetti recanti gli emblemi gentilizi della famiglia Zampeschi, che governò Forlimpopoli dal 1535 al 1592.

COME VISITARE IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI FORLIMPOPOLI
Potete visitare il museo in due modi: liberamente, acquistando il ticket di 4 euro e scegliendo il giorno e l’orario che preferite tra le opzioni proposte, oppure partecipando ad una visita guidata. Io vi consiglio caldamente questa seconda opzione, che vi permetterà di apprezzare al meglio l’esperienza di visita e di scoprire tante curiosità, nozioni e storie aggiuntive.
Ogni prima domenica del mese si svolge la visita guidata Tesori del tempo. Anfore e mosaici a Forlimpopoli (quella a cui ho partecipato io); è davvero molto interessante, e le guide sono bravissime e molto preparate.
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ORARI D’APERTURA E INFORMAZIONI UTILI
- Il Museo Archeologico di Forlimpopoli si trova in Piazza Antonio Fratti 5, Forlimpopoli (FC)
- È aperto il martedì dalle 15.30 alle 18.30, il giovedì, il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 (chiuso lunedì, mercoledì e venerdì).
- Ecco qui i contatti: 337 118 0314 / maf@comune.forlimpopoli.fc.it
Articolo scritto in collaborazione con AmaParco.

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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