Le cose che mi hanno fatto innamorare profondamente dell’Alto-Adige?

Il verde acceso dei prati, il profumo inebriante del pino cembro, i canederli, il colore delle Dolomiti al tramonto. Il vino Kerner, l’aria pulita, frizzante, cristallina, il calore delle stube, la radicata cultura del benessere.

Il clima mutevole, il poter toccare le nuvole con un dito, i paesaggi mozzafiato visti dalle cime dei monti, le mucche e i cavalli al pascolo, le finestre fiorite, la zuppa d’orzo. Le medagliette dei rifugi, l’Hugo, l’amore per i dettagli, i sentieri, la neve a fine agosto, lo strudel di mele con la salsa di vaniglia, il piumone.

Il Lagrein. I fiori di zafferano nei prati. Lo speck. Le Kaiserschmarren.

Potrei continuare per ore e trovare sempre qualcosa da aggiungere a questa lista, forse farei prima a dire cosa non mi piace, cioè praticamente nulla! O forse le tagliatelle al ragù di cervo, ecco. O il castrato.

In ogni caso, questa terra mi ha rapito il cuore sin da quando ero una piccola kinder, e come si può facilmente dedurre dal precedente elenco, anche la gola.

i dettagli perfetti giallo e violetto di un fiore di zafferano montanaro

La cultura eno-gastronomica alto-atesina mescola ingredienti, sapori e tradizioni di diversa provenienza. Le note mediterranee e la ricercatezza propria della cucina italiana ammortizzano e si fondono perfettamente con i gusti schietti e saporiti di quella austriaca, dando vita ad un’arte culinaria di altissima qualità.

Una buona e ricchissima tavola accompagnata da eccellenti vini, tra cui troviamo il celebre Gewürztraminer, il Müller Thurgau, il Sylvaner, il Pinot nero.

Ogni sua zona o valle si contraddistingue, poi, per le più diverse interpretazioni e per i tocchi personali al nutrito ricettario sudtirolese. L’itinerario del gusto che vi propongo oggi tocca cinque posticini sparsi nella verdeggiante Val Pusteria, in cui è possibile sperimentare queste prelibatezze e capire perché vacanza in Alto Adige = viaggio nella sublimità del gusto.

• Alpenhotel Ratsberg 

La mia personale ricetta della felicità è la somma di tre ingredienti: bel posto, buon cibo, buona compagnia. Poche altre cose equivalgono la bellezza di sedersi intorno a una tavola a condividere racconti, piatti e calici di vino.

In questo tempio della cucina pusterese a 1650 metri d’altitudine, tale formula vi verrà prontamente donata, tradotta in una terrazza affacciata su di un panorama mozzafiato e in una eccellente grigliata di carne servita su di una lanterna, una padella di Schlutzkrapfen (le buonissime mezzelune tirolesi), un tagliere di prelibatezze pusteresi con “sorpresa” annessa. E tanto altro.

Insomma, nessun palato rimarrà deluso!

il tagliere con la merenda pusterese, servito all'alpenhotel ratsberg

Hubertushof

Luci soffuse, tavole di legno, entrée di pane, burro e formaggi, ricchissimo buffet. Il luogo ideale per godersi una rigenerante cena di qualità in un ambiente caldo e confortevole, dopo una giornata di trekking e avventure sui monti.

Consigliatissimo il bis di ravioli della casa e, per gli amanti della carne, il magico Piatto Hubertus!

Il bis di ravioli della casa del ristorante Hubertus, a Dobbiaco

 Baita Gröberhütte 

Rilassante paradiso di legno in estate, con una bellissima terrazza per godersi il sole e tornare bambini giocando al Forza Quattro gigante, in inverno si converte nel punto di ritrovo per eccellenza di sciatori e skateboarder, i quali affollano le sue eleganti stube per un bombardino riscaldante, a fine giornata.

Vale sempre la pena fare tappa in questa bella baita ai piedi del Monte Elmo, lasciandosi viziare dal suo ambiente che profuma di casa e dalle prelibatezze gastronomiche genuine che la sua autentica cucina pusterese offre.

• Baita del cacciatore Jägerhütte (1830m) 

Da piccola, una delle mie fantasie più ricorrenti era quella di poter vivere in una piccola casetta di legno, in mezzo a prati soleggiati e monti, circondata da tantissimi animali. Alla Heidi insomma.

Questo sogno d’infanzia che, in realtà, non mi ha mai abbandonato, è ritornato prepotentemente a invadere i miei pensieri non appena sono approdata al cospetto di questa baita. Vi spiego: casa di legno piccina, finestrelle decorate da vasi di fiori, bellissimo terrazzo soleggiato.

Fuori, i prati lussureggianti dell’Elmo (che in inverno si tramutano in candide distese innevate), un bosco di abeti e pini alle sue spalle, una vista sublime sulla Val Pusteria e sulle Dolomiti di Sesto.

Dentro, tavole in legno con lampade dalle luci soffuse, il calore della stube, il profumo del legno di cembro e cirmolo che si mescola con quello delle tagliatelle al ragù di selvaggina, della polenta con i funghi, delle frittelle coi mirtilli rossi.

Io voglio vivere qui!

 • Helmhotel Restaurant 

È uno dei ristoranti più frequentati della zona, uno dei pochi che ti trova un tavolo anche dopo le ore 21. La bontà del suo tris di canederli, della zuppa d’orzo e dei suoi dolci, unita al ricercato design tirolese della location, vi faranno dimenticare presto la piccola attesa per sedersi e il perenne affollamento.

tris di canederli al burro fuso proposto dal ristorante Helm a San Candido

 

Guten Appetit!

22 commenti

Alessandra · 6 Apr 2018 alle 20:55

Il tuo post mi ha fatto venire fame…ma, soprattutto, tanta nostalgia della Val Pusteria. Non vedo l’ora che arrivi agosto per tornare su, ammirare quei bellissimi paesaggi e mangiare tutte quelle cose buonissime!!

    Valentina · 9 Apr 2018 alle 18:44

    Ahahah grazie mille Alessandra! Anche io, in effetti, se lo rileggo, riguardo le foto e ripenso alla bontà di quei piatti vengo colta da una potentissima nostalgia! Coraggio che agosto è vicino!!

occhioalloscatto · 25 Mar 2018 alle 22:35

Quante prelibatezze, i ravioli della casa sono molto invitanti. 😉

    Valentina · 26 Mar 2018 alle 17:54

    Ti assicuro che erano veramente tanto buoni eheheh 😉

Giulia · 19 Mar 2018 alle 13:43

Quante buone cose, mangerei volentieri dei canederli vista l’ora!

Pronte che si viaggia · 12 Mar 2018 alle 17:01

I canederli me li farei endovena ahahaha!!! Forse a breve vado a casa di un amico di amici proprio da quelle parti, mi segno tutto grazie mille.

    Valentina · 13 Mar 2018 alle 11:51

    Grazie a te!! E mi raccomando, canederli come se piovesse!! 😀

Erika Agostino · 9 Mar 2018 alle 18:40

Adoro le entree! Non sono mai stata in Alto Adige ma mi piacerebbe molto provare la loro cucina e visitare i posti, sicuramente bellissimi! Che bella guida, la consulterò qualora dovessi recarmi lì, sicuramente.

Maurizio · 7 Mar 2018 alle 20:27

Anche se vivo dalla parte opposta dello “stivale” vado sempre volentieri – quando posso – in Alto Adige. Credo che i paesaggi che le Dolomiti riescono ad offrire siano fra i più belli d’Italia… ^_^ Non avevo mai approfondito, però, la tradizione gastronomica locale. Complimenti per l’articolo!

Sabrina Barbante · 7 Mar 2018 alle 19:10

I canederli ai funghi e crema di grana con crema di rafano come “side” sono elementi importanti e preziosi delle mie memorie olfattive e degustative! A parte il il Sylvaner (che assaggerò prima o poi) conosco anche tutti i vini e li trovo molto buoni. Delle mie esperienze in Trentino, i rifugi di legno erano anche per me una cosa bellissima, momenti in cui ho scoperto che il senso di HYGGE può essere molto presente anche in viaggio.

Giulia M. · 7 Mar 2018 alle 11:45

Leggere post così a un quarto a mezziognro è deleterio, adesso ho già fame! XD Mi hai fatto venire una gran voglia di tornare in Trentino Alto-Adige anche solo per mangiare, mi ispira soprattutto l’Hubertushof!

martina rossi · 7 Mar 2018 alle 10:20

wow sapori veramente unici! Grazie!

toochiclauratravellifestyle · 5 Mar 2018 alle 22:25

Grazie per aver condiviso questi posticini per godere dei gusti e sapori locali😊

Angelica · 5 Mar 2018 alle 19:18

Condivido la tua ricetta della felicità! Comunque a me la cucina alto atesina ispira moltissimo, sarà che comunque anche io vengo dalla montagna e sono abituata a certi tipi di sapore.

Poi i canederli.
Cioè.
I canederli.

Nicoletta C. · 5 Mar 2018 alle 16:44

I miei genitori sono amanti di queste zone e almeno una volta all’anno passano un mesetto qui: anche per me è un’occasione, con la scusa di andare a trovarli, per fare un giretto in val Pusteria e farmi offrire (lo confesso!!!) magnifici piattoni di canederli accompagnati da un bel bicchiere di rosso!!

Elisa Scuto · 20 Feb 2018 alle 21:21

Oddio è sempre bello tornare in questi posti anche “solo” con le parole…E le tue descrizioni e foto sono state eccezionali per me che condivido un antico amore per queste terre, i suoi piatti e i suoi vini…grazie!

Raf · 18 Feb 2018 alle 22:08

Che viaggio nel tempo mi hai fatto fare con questa carrellata di ristoranti e di foto! Ho fatto diverse stagioni come addetta al ricevimento in quella zona e non mi sono mai tirata indietro di fronte ad un piatto di canederli! 😉

Valeria · 16 Feb 2018 alle 18:48

A parte che amo la Val Pusteria (ci andavo spesso da piccola), tutta la cucina altoatesina è squisita! Grazie per questi consigli mangerecci, stai certa che ne proverò un paio alla prima occasione!

Paola · 5 Gen 2018 alle 11:47

I canederli mi ispirano proprio!

    Valentina · 9 Gen 2018 alle 16:50

    Bisogna assolutamente che li provi appena ti capita l’occasione 😉

Jamaluca · 17 Dic 2017 alle 18:44

mi hai fatto venire una voglia tremenda di canederli <3

    Valentina · 18 Dic 2017 alle 12:19

    Gnam!! Fosse per me li mangerei tutte le settimane!:) se ti capita di passare da queste parti ti assicuro che non rimarrai delusa 😉

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