Negli ultimi anni, sempre più persone scelgono di unire il lavoro al viaggio, abbracciando lo stile di vita del nomade digitale.
Questa modalità di vivere e lavorare consente di scoprire il mondo senza rinunciare alla propria attività professionale, avendo a disposizione flessibilità e tempo per dedicarsi alla passione per i viaggi.

Tuttavia, organizzare la propria vita, ed una partenza in quest’ottica, richiede un’attenta e accurata pianificazione, nonchè grande attenzione a differenti dettagli.
Nel presente articolo vi illustro alcuni aspetti fondamentali da considerare per intraprendere un’avventura da nomade digitale, insieme a qualche ispirazione e consiglio.
• SCEGLIERE LA DESTINAZIONE IDEALE
Il primo passo per imbastire una vita e una carriera da nomade digitale potrebbe sembrare banale, ma non lo è affatto: si tratta di decidere dove andare.
Non tutte le destinazioni sono uguali per chi lavora da remoto: alcuni luoghi offrono condizioni e caratteristiche migliori, come una buona connessione internet, costi di vita contenuti e una comunità di nomadi digitali già ben consolidata.
Città come Lisbona (Portogallo), Bangkok (Thailandia) e Medellín (Colombia), ad esempio, figurano spesso tra le mete predilette dai digital nomads.

È molto importante, inoltre, valutare attentamente anche fattori quali le condizioni climatiche, la sicurezza e i requisiti di accesso e visto, per evitare spiacevoli sorprese ed inconvenienti.
• PREPARARE LA TECNOLOGIA NECESSARIA
Per lavorare in modo efficace da qualsiasi parte del mondo è essenziale essere in possesso della giusta attrezzatura. Un computer portatile affidabile, lo smartphone, un paio di cuffie con cancellazione del rumore e un hotspot portatile sono lo starter pack indispensabile per ogni nomade digitale che si rispetti.
Anche i software possono decisamente fare la differenza: applicazioni quali Google Workspace, Trello, Canva e Zoom consentono di pianificare al meglio la propria attività, e di connettersi in tempo reale con i colleghi e i clienti. Direi che è superfluo citare l’importanza di mettere in atto una strategia di backup per salvare i dati in caso di problemi tecnici.

• GESTIRE IL FUSO ORARIO
Uno degli aspetti più complessi per i nomadi digitali che si spostano spesso è il famigerato fuso orario.
Lavorare con clienti e colleghi in diverse parti del mondo richiede una gestione attenta e ponderata del tempo, pianificando le riunioni e gestendo il lavoro in base agli orari dei collaboratori.
A tal proposito, vi sono diversi strumenti molto utili, come World Time Buddy, che offrono un valido supporto per mantenere alto il livello di produttività anche da remoto e consentono di sapere sempre, con un semplice click, l’ora esatta in tutti i paesi del globo terraqueo.
• BUDGET E GESTIONE FINANZIARIA
Come sicuramente immaginerete, viaggiare e lavorare da nomade digitale implica anche una gestione oculata delle finanze.
È fondamentale avere già a priori una chiara idea del costo della vita nella destinazione scelta, stabilendo un budget per imprevisti e spese extra.
Molti nomadi digitali optano per carte di credito senza commissioni sui pagamenti all’estero, e servizi come Wise per trasferire denaro a costi ridotti.
Inoltre, un fondo di emergenza è sempre consigliato per fronteggiare eventuali problematiche o spese inaspettate.
• L’IMPORTANZA DELLA PARTITA IVA
Per i professionisti e le professioniste che lavorano da remoto (eccomi qui), è fondamentale mettere in regola la propria posizione fiscale, aprendo la partita IVA. Essa consente di operare legalmente, emettere fatture e gestire le proprie attività professionali in diversi paesi.
Chi sceglie il regime forfettario può beneficiare di una tassazione agevolata, ma è necessario essere a conoscenza delle sue caratteristiche e delle regole applicabili in Italia e nelle altre nazioni. Per semplificare la gestione fiscale, molti nomadi digitali si affidano a servizi come Fiscozen, una piattaforma che supporta i lavoratori autonomi nella gestione della Partita IVA.
Fiscozen offre consulenze personalizzate e strumenti per rendere il processo più semplice, trasparente e veloce.
• CREARSI UNA ROUTINE DI LAVORO
Viaggiare spesso comporta un continuo adattamento a nuove realtà e contesti.
A volte, mantenere alto il livello di produttività e stabilire una routine giornaliera può risultare una faccenda assai complessa.
A tal proposito, è molto utile trovare spazi di lavoro adeguati come coworking, locali e caffetterie ben attrezzate, nei quali si mantiene più facilmente la concentrazione. Vietato poi non concedersi una giusta alternanza tra lavoro e momenti di svago, per godersi appieno il viaggio e le esperienze senza trascurare le responsabilità professionali.

• SOCIALIZZARE E COSTRUIRE UNA RETE
Il nomadismo digitale non è solo lavoro, ma è un vero e proprio stile di vita nel quale anche i rapporti interpersonali giocano un ruolo chiave.
Entrare in contatto con altre persone, sia locali che straniere, arricchisce enormemente l’esperienza di vita e lavoro all’estero, e lo si può fare partecipando ad eventi di networking, gruppi sui social media o piattaforme (come Meetup).
Innumerevoli sono gli strumenti e i modi a disposizione per costruire una solida rete professionale e sociale, fondamentale non solo per integrarsi al meglio nella nuova realtà, ma anche per stringere amicizie e trovare nuove opportunità lavorative.
• AFFRONTARE LE SFIDE DEL NOMADISMO DIGITALE
Anche se il nomadismo digitale offre molti vantaggi e tanta libertà, non è ovviamente privo di difficoltà (scusate per la rima).
La mancanza di stabilità (aridaje), la lontananza da amici e famigliari e la necessità di adattarsi a culture diverse possono rappresentare delle belle sfide, richiedenti una generosa dose di adattabilità e pazienza.

Essere consapevoli di codeste difficoltà, senza lasciarsi abbattere dalle possibili problematiche, e sviluppare strategie per affrontarle, aiuta a vivere al meglio questa esperienza.
Tra le primissime azioni che si possono intraprendere, ad esempio, può essere utile crearsi una routine che includa attività rilassanti e contatti regolari con i propri cari; potrebbe sembrare una banalità, ma ciò può fare davvero la differenza.
Articolo scritto in collaborazione con FiscoZen.

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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