In un’area non troppo nota dell’Emilia-Romagna, dove le province di Ferrara e Ravenna si toccano, c’è uno spazio di natura molto particolare. Una zona di pianura che riesce, in un modo assai speciale, a mescolare terra e acqua, vegetazione e fauna.

Una nicchia semi-segreta, in cui si concentrano tesori naturali preziosi e delicati, da conoscere, rispettare, proteggere.

le valli di argenta e campotto

Sto parlando delle Valli di Argenta e Campotto, conosciute anche come Oasi di Val Campotto, che si trovano in prossimità dell’abitato omonimo, Campotto, e a 4 km dalla città di Argenta, in provincia di Ferrara.

Valli di Argenta e Campotto: anatre e volatili tra i canneti
Una bella cartolina dalle valli di Argenta e Campotto!

Si tratta di un’area umida di circa 1.624 ettari, comprendente le casse di espansione di alcuni piccoli e grandi fiumi regionali che qui, in questa pacifica porzione di terra, si incontrano e si fanno un cenno di saluto. Questi corsi d’acqua sono il Reno, l’Idice, il Savena, il Sillaro, il Quaderna, insieme ad altri canali minori.

Vediamo ora nel dettaglio la suddivisione di queste particolarissime valli, poiché possiamo individuare almeno tre parti differenti:

  • Oasi Bassarone: è la più piccola e la più settentrionale, e raccoglie le acque in eccesso del canale Lorgana poco prima che questo si immetta nel fiume Reno. Il suo assetto è a forma di trapezio ed è separato dall’ oasi di Campotto mediante un sentiero percorribile con un’escursione guidata. Il pittoresco lamineto di ninfee e la splendida Pieve di San Giorgio, una delle chiese più antiche dell’Emilia-Romagna, sono i due gioielli di questo settore.
  • Oasi Campotto: costruita in seguito alle operazioni di bonifica attuate in queste zone un tempo paludose, quest’area è caratterizzata dal bacino d’espansione del torrente Idice. Anch’essa ha una forma trapezoidale, e la sua funzione originaria era quella di convogliare le acque dell’Idice prima che finissero in massa nel Reno, rischiando di causare grosse alluvioni.
  • Oasi Vallesanta: di forma triangolare, questa zona dal poetico nome ospita il bosco del Traversante, uno degli ultimi lembi di foresta igrofila padana, e corrisponde alla cassa di espansione del torrente Sillaro. Custodisce, inoltre, un piccolo prato umido, rifugio prediletto per diverse specie di uccelli.
Valli di Argenta e Campotto: un solitario airone tra le acque della Valle Santa
Scorci poetici di aironi e distese d’acqua dolce

l’unica stazione nell’entroterra del parco regionale del delta del po

Se fino agli anni Sessanta queste valli erano adibite a riserva di caccia, nel decennio successivo si capì finalmente lo straordinario valore naturalistico del posto: si istituirono le Valli di Argenta e Marmorta, un’oasi per la salvaguardia e protezione della fauna e della flora, la quale venne poi inclusa nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale della Convenzione di Ramsàr (1972).

Questo fu solo il primo passo verso il meritato riconoscimento; nel 1988 nacque il Parco Regionale del Delta del Po, una grande area naturalistica protetta che è anche Patrimonio dell’Umanità UNESCO. E pensate un po’: la sesta stazione di questo parco comprende proprio Campotto di Argenta, con le sue valli!

Panorama sui prati umidi e i canneti della Valle Santa di Argenta
Si tratta dell’unica stazione del Parco nell’entroterra; le altre sono tutte localizzate sulla costa

Il fatto che le Valli di Argenta e Campotto siano state inserite nel Parco regionale e in questo grande progetto di tutela e valorizzazione naturalistica ce la dice lunga su quanto sia preziosa questa zona. In essa troviamo ambienti naturali rari e variegati quali boschi igrofili, prati umidi, fitti canneti. Senza dimenticare, poi, la vastissima popolazione faunistica e floristica che predilige questi insoliti paesaggi.

un airone rosso davanti alle canne
Un airone rosso in posa

una fauna preziosissima

Passeggiare per le Valli di Argenta e Campotto significa inevitabilmente fare anche un po’ di sano bird-watching: tantissimi esseri pennuti in volo o in postazione fra i canneti e gli specchi d’acqua allietano l’atmosfera con i loro simpatici richiami. Essi sono i rappresentanti di un’avifauna decisamente nutrita e a tratti rara, che qui trova le condizioni ideali per nidificare e vivere.

Valli di Argenta e Campotto: un airone bianco che si specchia nell'acqua
Un airone bianco che si specchia nell’acqua

Tantissimi esemplari di limicoli (ovvero uccelli acquatici che prediligono habitat fangosi e paludosi) popolano le zone a fondale basso. Vi cito, giusto per fare qualche esempio, il Cavaliere d’Italia, le Avocette, la Pavoncella, le Pittime Reali, i Combattenti. Molte di queste specie hanno qui fissa dimora, mentre altre si fermano in valle per un soggiorno prima di nuove migrazioni.

Facilissimo incappare, inoltre, in Aironi (rossi, bianchi e cenerini soprattutto), starnazzanti Germani Reali e in qualche simpatica Garzetta. Per non parlare delle Canapiglie, dei Codoni e delle Alzavole, del Picchio rosso maggiore e del picchio verde, del Cuculo e del Pettirosso, che prediligono i boschi e grandi pioppi secolari.

Valli di Argenta e Campotto: un airone cenerino in volo tra i canneti
Un airone cenerino timido

Se parliamo invece di anfibi, rettili e mammiferi, vi segnalo la presenza della volpe, la donnola, il tasso, il tritone crestato, la tartaruga d’acqua, il ramarro, il serpente Biacco e varie tipologie di rane e rospi. Animali, questi, difficili da avvistare durante una semplice passeggiata.

una flora delicata e variegata

Ormai che ci sono, lascio libero il mio animo da Guida Ambientale Escursionistica e vi racconto qualcosa anche della vegetazione che fodera questo peculiare lembo di terra e acqua.

Come vi ho già detto, le Valli di Argenta e Campotto costituiscono una zona umida di pianura in cui i prati si alternano a specchi d’acqua dolce e boschi. Tutta la flora e la vegetazione dell’area ama l’umidità, e tra gli alberi che fanno da padroni troviamo il pioppo bianco, il frassino, l’olmo, il salice, che vanno molto d’accordo con arbusti quali il biancospino, il sambuco e il sanguinello.

Fra i prati, invece, spiccano le piccole canne del tifeto, i gialli ranuncoli, il bel giunco fiorito e le immancabili canne.

Dove le acque sono più profonde, arrivando a toccare i 50-100 cm di profondità, troviamo splendidi esemplari di ninfea, genziana d’acqua, il particolarissimo morso di rana e la bella ninfea gialla.

scoprendo le valli di argenta e campotto

Insomma, la bellezza e l’importanza di questo peculiare ambiente emiliano-romagnolo non ha eguali. La pace, il silenzio ravvivato a tratti dai suoni degli animali e della natura, ha un’intensità molto particolare qui.

Bisogna andarci di persona, e a tal proposito sappiate che nelle Valli di Argenta e Campotto vi sono diversi percorsi, sia liberi che soggetti a prenotazione e a visita guidata, che si possono intraprendere a piedi, in bicicletta e, alcuni, anche in barca.

Un giro molto bello, di cui vi parlerò in un prossimo articolo, è quello da fare su due ruote lungo gli argini che delimitano la Valle Santa, passando anche per la pista ciclabile che collega il Museo delle Valli alla Pieve di San Giorgio di Argenta.

Altrimenti, si può raggiungere in macchina l’area della Valle Santa e continuare a piedi fino alla torretta di legno, da cui si gode di una bella vista sull’area e sui suoi piumati abitanti, o fino all’argine.

Oasi di Campotto e Valle Santa al tramonto
Porzione di Valle Santa al tramonto

Vi consiglio anche le escursioni guidate nell’area del Bosco del Traversante e dell’oasi di Campotto, per poter apprezzare al meglio il luogo imparandone la storia e le caratteristiche.


un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blog

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), il basilico, il caffè.


3 commenti

Sara · 25 Maggio 2020 alle 10:37

Questo è un vero paradiso terrestre, da salvaguardare per l’eternità. Poi gli aironi, non so perchè, suscitano in me sempre emozione.

foodeviaggi · 24 Maggio 2020 alle 9:16

Bellissimi questi posti! Non avevo idea di tutte queste oasi naturali in Emilia Romagna. E’ un ottimo punto di partenza per visitare la regione in un week end pieno e intenso ….. magari verso settembre/ottobre quando la vegetazione cambia colore.

Sara · 22 Maggio 2020 alle 21:07

Non conoscevo questi posti così naturali e particolari nel delta del Po, li tengo in considerazione per un week end fuori porta!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: