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Ebbene sì, Amiche e Amici, il momento è finalmente giunto.

Per tanto, troppo tempo ho rimandato la stesura del presente articolo, per tutta una serie di motivi che intrecciano pigrizia, mancanza di tempo e tracotante presenza di informazioni sulla destinazione in oggetto.

Perché sì, le Tre Cime di Lavaredo sono effettivamente le Dolomiti più conosciute di tutte, e ben pochi segreti sono rimasti tali su di esse.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: la veduta classica sulle pareti nord
Esiste ancora qualcuno che non conosce questa veduta? Ho i miei dubbi

Le tre iconiche piramidi di roccia grigia e rosa sono immediatamente riconoscibili a livello internazionale, e anche da chi non è particolarmente esperto di montagna, Veneto e Trentino-Alto Adige.

Sono loro il simbolo più gettonato delle Dolomiti, e ogni anno il numero di turisti ed escursionisti che giunge al loro cospetto è davvero esorbitante.

Ma siamo davvero sicuri che i frequentatori e le frequentatrici delle Tre Cime possiedano tutte le nozioni necessarie su di loro?

LE TRE CIME DI LAVAREDO

Note anche con l’appellativo tedesco di Drei Zinnen, e con quello ladino cadorino di Tré Zìmes, le Tre Cime di Lavaredo si collocano nell’omonimo Parco Naturale delle Tre Cime, e sono attualmente e storicamente zona di confine.

Attualmente, perché si trovano a metà fra il territorio del comune di Auronzo di Cadore (in provincia di Belluno) e quello di Dobbiaco e delle Dolomiti di Sesto (in provincia di Bolzano); storicamente, invece, perché proprio la loro cresta separava l’area del Sacro Romano Impero da quella della Serenissima.

drei zinnen in cornice di nuvole
C’è poco di inedito da dire sulle Tre Cime, se non ricordare che esse rappresentano una delle meraviglie più note di tutto il mondo alpino

Patrimonio dell’Umanità UNESCO, da ogni prospettiva di osservazione le Drei Zinnen regalano paesaggi unici: la veduta più celebre, quella sulle pareti nord, si apprezza dal territorio intorno a Dobbiaco, mentre la più possente e aspra sezione meridionale si osserva dal centro di Auronzo e il curioso lato sud-ovest si occhieggia, invece, da Misurina.

La loro forma ricorda vagamente tre rozze dita che, compatte e allineate, puntano verso il cielo. Il dito centrale, il più alto del complesso, è la Cima Grande (2.999 m), la più bassa è la Cima Piccola (2.857 m), mentre l’altra è la Cima Ovest (2.973 m).

Come accade al cospetto di molte altre montagne dolomitiche, anche le Tre Cime di Lavaredo, insieme al vicino Monte Paterno, hanno costituito un fronte di guerra fra il 1915 e il 1917. Ancora oggi, intorno ad esse, possiamo osservare resti di trincee, gallerie e baraccamenti che ci narrano di quei sanguinosi tempi.

TREKKING ALLE TRE CIME DI LAVAREDO: ITINERARIO AD ANELLO PASSANDO ANCHE PER IL RIFUGIO PIAN DI CENGIA

Da queste premesse, e considerando l’altissimo valore paesaggistico, culturale, storico, geologico e naturalistico che contraddistingue queste montagne, ne viene che esse siano meta pressoché obbligata per sensazionali escursioni e avventure all’aria aperta.

In questa sede vi propongo il più classico itinerario di trekking alle Tre Cime di Lavaredo: il giro ad anello intorno ad esse, ma con una tappa extra presso un bellissimo rifugio un po’ fuori dal più gettonato itinerario, per arricchire ulteriormente il cammino.

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DATI TECNICI

  • Itinerario: rifugio Auronzo – rifugio Lavaredo – rifugio Pian di Cengia – rifugio Locatelli – malga Langalm
  • Punto di partenza e arrivo: rifugio Auronzo (2.330 m)
  • Segnavia: CAI 101, 104, 105
  • Lunghezza del percorso: 15 km circa
  • Tempo di percorrenza totale: 5/6 ore
  • Dislivello: 550 metri
  • Altitudine massima: 2.522 metri
  • Periodo consigliato: dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno

COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA PER IL TREKKING ALLE TRE CIME DI LAVAREDO

Raggiungere il punto di partenza del presente trekking alle Tre Cime di Lavaredo, ovvero il rifugio Auronzo, potrebbe rivelarsi un’impresa assai stressante in alta stagione. Per evitare problemi, vale come non mai il consiglio di svegliarsi (molto) presto ed essere in zona di primo mattino.

Le modalità più indicate per arrivare quassù e iniziare il giro ad anello sono due, e ora passo a illustrarvele.

ARRIVARE ALLE TRE CIME DI LAVAREDO IN MACCHINA

Il modo senz’altro più rapido, veloce e comodo per raggiungere le Drei Zinnen è l’auto o il proprio mezzo motorizzato.

Con essa dovrete percorrere la strada di circa 7 km che da Misurina sale a tornanti su fino al rifugio Auronzo, e all’inizio del sentiero per il giro delle Tre Cime.

Una volta superato il lago di Misurina, dovrete semplicemente imboccare la prima strada sulla destra, seguendo le indicazioni per il Monte Piana e le Tre Cime. Raggiungerete e sorpasserete poi il piccolo lago d’Antorno, e dopo circa 500 metri raggiungerete il casello della strada.

Sì, avete capito bene: si tratta proprio di una strada a pagamento, aperta da fine maggio a fine ottobre (condizioni meteo permettendo).

Ecco qui i prezzi aggiornati al 2022, che variano a seconda del vostro mezzo:

  • Auto: € 30,00 (a vettura)
  • Moto e motocicli: € 20,00
  • Autobus e pullman fino a 30 posti a sedere: € 60,00
  • Autobus e pullman oltre 30 posti a sedere: € 120,00
  • Caravan, autocaravan e Camper: € 45,00
  • Biciclette: gratis
  • Vetture che trasportano persone con disabilità: gratis

Il biglietto di accesso alla strada delle Tre Cime è valido 24 ore e alla scadenza sono previsti supplementi per i giorni aggiuntivi, ovvero:

  • Auto: € 15,00
  • Moto e motocicli: € 5,00
  • Caravan, camper, autocaravan: € 25,00
  • Autobus fino a 30 posti a sedere: € 30,00
  • Autobus oltre 30 posti a sedere: € 60,00

Noterete che non è un’opzione propriamente economica raggiungere il rifugio Auronzo con l’auto. Tuttavia, la decisione di imporre tali prezzi è stata presa dal consorzio turistico per cercare di tutelare la zona (visto l’altissimo tasso di frequentatori, negli ultimi anni) e incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e delle proprie gambe (gli altri due metodi per arrivare quassù che ora vi narro).

ARRIVARE ALLE TRE CIME DI LAVAREDO CON IL BUS

Un’opzione alternativa per raggiungere il rifugio Auronzo è l’autobus.

Dal 4 giugno al 9 ottobre 2022 è disponibile un servizio navetta da Dobbiaco al Rifugio Auronzo. Utilizzando l’autobus, non dovrete pagare il costo di accesso alla strada ma dovrete acquistare il biglietto, preferibilmente online. Il costo del biglietto dal lago di Misurina è di 4 euro (8 euro andata e ritorno), e da questa località le partenze sono molto frequenti, circa un bus ogni mezz’ora.

Se invece desiderate proprio non prendere la macchina e salire a bordo da Dobbiaco (dalla cui stazione degli autobus parte la navetta), allora il costo del biglietto è di 8 euro (16 euro andata e ritorno).

Eccovi qui il link del sito con gli orari e altre informazioni.

Non menziono in questa sede la terza opzione, quella più economica ed ecologica (le proprie gambe), poiché purtroppo non funzionale poi a intraprendere in serenità tutto il giro ad anello delle Tre Cime.

DAL RIFUGIO AURONZO AL RIFUGIO LAVAREDO

Che propendiate per il vostro mezzo o per la navetta, ad accogliervi e a segnalare l’inizio del percorso ad anello per le Tre Cime di Lavaredo ci sarà sempre lui: il rifugio Auronzo.

Collocato subito accanto al parcheggio, nel settore veneto, esso rappresenta la tappa ideale per un bel caffè energetico pre-partenza, e per iniziare ad abituarsi alla bellezza del territorio circostante: già da qui, infatti, la veduta sul mondo e sulle Dolomiti circostanti è davvero mozzafiato.

Non aspettatevi però di ammirare già da qui l’iconica vista sulle Drei Zinnen: ci troviamo infatti sul versante meridionale, e per poter ammirare le Tre Cime al meglio bisognerà spostarsi sul versante opposto del massiccio.

Quando sarete pronti/e, dovrete imboccare il sentiero CAI 101, che potrete percorrere sia in senso orario che antiorario. Io qui vi narro l’itinerario nella sua seconda opzione, iniziando dunque con la comoda mulattiera storica sul lato destro del rifugio.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: veduta sul lago di auronzo di cadore
Suggestiva veduta dal primo tratto del percorso su Auronzo di Cadore e il suo azzurrissimo lago

Data la semplicità di questa prima porzione di itinerario, potreste trovare qui un discreto affollamento di turisti e famiglie con bambini, certamente diretti (come voi) al rifugio Lavaredo.

Quest’ultimo si raggiunge infatti in meno di 45 minuti e sempre sulla comoda mulattiera sopra menzionata, chiusa sul lato sinistro dalle sublimi pareti sud delle Tre Cime e affacciata, dall’altro lato, su alcune splendide vette della zona tra cui vi cito il Monte Cristallo, le Marmarole e i Cadini di Misurina.

Fiori, chiesetta, montagne e nuvole intorno alle Tre Cime di Lavaredo
Ma prima di arrivare al rifugio, incontrerete la splendida Cappella degli Alpini

DAL RIFUGIO LAVAREDO AL RIFUGIO PIAN DI CENGIA

Sappiate che quando vi ritroverete al cospetto del pittoresco rifugio Lavaredo, avrete già macinato 2 km di percorso.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: il rifugio lavaredo
Benvenuti e benvenute al rifugio Lavaredo!

La quota qui è di 2.390 metri, e si è alla base della Cima Piccola e del Monte Paterno, sempre sul versante veneto. Una zona davvero privilegiata, con vista esclusiva sulla Val Marzon e su Auronzo di Cadore con il suo lago turchese.

Attenzione ora, amiche e amici, perché qui al rifugio Lavaredo troverete un bivio: per il classico giro ad anello delle Tre Cime di Lavaredo di 10 km si gira a sinistra, puntando verso la forcella Lavaredo e il rifugio Locatelli, mentre tenendo la destra si punta al rifugio Comici e al Pian di Cengia.

Sarà proprio questa l’opzione (che è il sentiero 104) da seguire, ma nulla vi vieta di optare comunque per il più corto itinerario classico.

Teniamo dunque la destra, seguendo il sentiero che si fa un po’ più stretto ma sempre agevole. Proprio da questo punto si ammira una suggestiva prospettiva di taglio sulle Tre Cime di Lavaredo.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: la veduta laterale delle drei zinnen
Direste mai che sono sempre le Drei Zinnen?

Proseguendo in questo modo, si oltrepassa la Forcella Passaporto, si circumnaviga la parete del Monte Paterno e ci si gode un meraviglioso tratto pianeggiante, addirittura in discesa, fino a raggiungere un bel lago alpino.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: bellissimo lago alpino
Guardate che spettacolo!

Dopo aver superato l’idilliaco laghetto, la pacchia finisce e comincia una bella salita a zig zag fra i massi. Si riprende un po’ fiato in una radura, nella quale si osservano segni di postazioni militari della prima guerra mondiale.

Manca poco ormai alla prossima tappa: un’ultima salita, e si sarà arrivati al rifugio Pian di Cengia (2.528 m), entrando ufficialmente anche in territorio altoatesino.

il rifugio pian di cengia, nel territorio delle tre cime di lavaredo
Benvenuti e benvenute al rifugio Pian di Cengia

Questo caratteristico rifugio in legno vanta davvero una posizione privilegiata, incastonato com’è fra le rocce dolomitiche e circondato da un panorama che di più belli è difficile trovarne.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: il rifugio pian di cengia
Qui si è nientepopodimeno che nel rifugio contemporaneamente più alto e più piccolo del Parco Naturale Tre Cime, proprio nel cuore della Meridiana dei Monti di Sesto

Se siete partiti alla giusta ora, mantenendo un ritmo buono ma rilassato, potreste proprio capitare qui all’ora di pranzo, pronti/e per testare la gustosa cucina del rifugio.

DAL RIFUGIO PIAN DI CENGIA AL RIFUGIO LOCATELLI

Dopo un bel piatto di canederli, è tempo di abbandonare questa bella alcova dolomitica e rientrare nei ranghi del classico trekking ad anello intorno alle Tre Cime di Lavaredo.

Non preoccupatevi se avete mangiato una Kaiserschmarren di troppo: la bella notizia è che il percorso è in discesa e offre, ancora una volta, una vista indimenticabile che fa davvero tanto bene al cuore e all’anima.

Sempre scendendo, a tratti anche ripidamente, sorpasserete la forcella del Pian di Cengia e vi ritroverete in un paesaggio che ha del lunare e del fiabesco insieme: colori strepitosi, rocce perlacee, macchie di rada vegetazione, quell’incredibile rosa delle rocce dolomitiche che da sempre mi fa emozionare.

In tale contesto si macinano metri su metri, e in breve si inizia a intravedere la piccola sagoma del celebre rifugio Locatelli, continuando sempre a camminare lungo il ghiaione del Monte Paterno.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: veduta  spettacolare sulle dolomiti
Un saluto dalla mia concezione preferita di Paradiso

Il paesaggio sembra mutare ad ogni passo, regalando vedute di pura magia: un susseguirsi maestoso e romantico di vette dolomitiche, tappeti erbosi che, a tratti, ricoprono lo spazio fra le bianche e rosee rocce, sentieri idilliaci, nuvole, piccoli spiazzi di neve, laghetti d’incanto

Giochi di luce e colori sulle cime dolomitiche nei pressi del Rifugio Locatelli
Didascalia muta

A questo punto, la prossima meta è davvero vicina. Occorre tuttavia un piccolo sprint finale in salita, per cui è importante non perdersi d’animo.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo: il ridugio locatelli
Ma il rifugio Locatelli è proprio lì, sopra di voi, che vi chiama!

Qui, al cospetto di questo storico rifugio altoatesino (che deve il proprio nome a quello del pilota dell’aeronautica italiana Antonio Locatelli, divenuto famoso per le sue gesta durante la Grande Guerra) a quota 2.450 m, sarete nel punto più iconico di tutto l’anello delle Tre Cime.

Perché? Beh, perché proprio da qui si rivelerà a voi, finalmente, la tanto agognata veduta.

valentina alle tre cime di lavaredo
Io felicissima in posa con le Tre Cime di Lavaredo

Se riuscite a staccare gli occhi dalle Tre Cime e volgete lo sguardo dalla parte opposta, la spettacolarità del paesaggio non sarà certo da meno: eccovi i meravigliosi Laghi dei Piani dell’Ale dei Piani, incastonati tra le pendici della Croda Fiscalina e del Monte Paterno.

laghi dei piani lungo l'escursione ad anello intorno alle tre cime
E non finisce qui: dal rifugio potrete inoltre ammirare la stretta Val Sassovecchio, la superlativa Val Fiscalina e tantissime altre importanti e note vette dolomitiche

LA CHIUSURA DELL’ANELLO: DAL RIFUGIO LOCATELLI AL RIFUGIO AURONZO

Anche se si è in un Eden terrestre, il tempo scorre inesorabile e arriva sempre (troppo presto) il momento di riprendere il percorso.

Ci si prepara ora a chiudere l’anello, seguendo il segnavia 105 con le indicazioni per il Rifugio Auronzo e la Malga Langalm. Dal Locatelli si imbocca il percorso sterrato che, inizialmente, scende con moderata pendenza al Pian da Rin, salvo poi trasformarsi in una salita costante praticamente fino alla conclusione dell’anello.

Il tratto più faticoso dell’itinerario è quello subito prima di raggiungere Col Forcellina e la Malga Langalm, anche se la bellezza del paesaggio contribuisce ad alleviare il fiato corto.

La prossima meta è la Malga Langalm, una baita idilliaca circondata da piccoli corsi d’acqua freschissima, tra i quali troviamo la sorgente del fiume Rienza. Una pausa qui è pressoché d’obbligo, prima di affrontare l’ultimo quarto di giro delle Tre Cime di Lavaredo.

Si continua sempre in lieve ma costante salita, sino ad arrivare alla Forcella Col di Mezzo, dove la veduta alpina, questa volta, si apre su ulteriori notevoli gruppi montuosi delle Dolomiti di Sesto e d’Ampezzo, come i Cadini di Misurina, il Gruppo del Sorapiss e il Monte Cristallo.

Al bivio che incontrerete, occorre rimanere sul sentiero 105, affrontando l’ultimo tratto in salita.
Da quest’ultimo bivio, infine, manteniamo ovviamente ancora il sentiero 105, affrontando un ultimo e breve facile tratto in dolce salita, facendo così ritorno al parcheggio di partenza.

marmotta lungo il giro ad anello delle tre cime di lavaredo
Ehi! Ci siamo anche noi sull’anello delle Tre Cime!

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Il qui presente trekking alle Tre Cime di Lavaredo è una variante al classico itinerario ad anello;
  • anche se iper-gettonato nei mesi di luglio e agosto, è comunque un percorso in alta montagna, che richiede un buon allenamento, una certa attitudine alle camminate e un abbigliamento adeguato;
  • per abbigliamento adeguato intendo abiti sportivi e traspiranti adatti alla stagione, zaino comodo con giacca antipioggia, una scorta d’acqua e di viveri e gli scarponcini da trekking alti alla caviglia e in suola scolpita;
  • sì, avete letto bene e non avete nessuna scusa: se vi vedo con scarpe non adeguate vi redarguisco!
  • se potete, percorrete questa escursioni evitando i mesi di luglio e agosto;
  • se non potete, allora alzatevi davvero prestissimo;
  • comportatevi al meglio che potete: non sostate in mezzo al sentiero, non parlate a voce troppo alta, non raccogliete piante e fiori e portate sempre a valle con voi i vostri rifiuti.

COSA FARE NEI DINTORNI DELLE TRE CIME DI LAVAREDO, E DOVE ALLOGGIARE

Dopo aver percorso questo emozionante trekking alle Tre Cime di Lavaredo, vi aspettano innumerevoli altre avventure dolomitiche da vivere in queste indimenticabili zone.

Eccovi dunque qualche consiglio e ispirazione:

Vi lascio anche qualche idea per il vostro alloggio, consigliandovi due hotel in cui ho soggiornato e mi sono trovata molto bene:


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Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


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