piatto di tortellini in brodo con cucchiaio su tovaglia di natale rossa

bologna, 28 dicembre 2017 – pensieri golosi

La casa dei nonni, sempre calda e accogliente, una tovaglia natalizia rossa, una candela accesa e la famiglia riunita.

Questo è il mio giorno di Natale, da sempre.

E non potrei immaginarlo diversamente, perché per me il Natale può essere fatto solo di queste cose, di lamentele immotivate sul brodo (immancabilmente giudicato troppo salè o stiävd anche se è semplicemente perfetto), del profumo dell’arrosto che cuoce in forno, del nonno che racconta con trasporto episodi della sua vita di ragazzino. Sempre quelli, che tutti conosciamo già a memoria ma ascoltiamo sempre con tanto affetto.

C’è il presepe, tutti gli anni diverso ma sempre uguale, pieno zeppo di pulcini, pecore e pesci troppo grandi per il laghetto in carta alluminio. Tre piccoli Babbi Natale appesi al lampadario, le Stelle di Natale nell’angolo vicino alla finestra, sotto l’orologio a pendolo.

E poi ci sono loro, gli insostituibili, il vero simbolo della giornata di festa: i tortellini in brodo!

Fumanti, profumati, sublimi.. Giacciono in una pentola dalle dimensioni mastodontiche e sono sempre impeccabili, cotti alla perfezione e deliziosi.

Con un gesto dai connotati religiosi, una sapiente mano munita di mestolo riempie le scodelle, quelle del servizio buono ovviamente, e le distribuisce ai commensali, in trepidante attesa. Quasi tutti ne mangiano due piatti (io 4 di solito), e nessuno riesce a trovare le parole giuste per descrivere il solenne momento in cui, cucchiaio alla mano, ci si avventa sul piatto.

piccola divagazione (assolutamente necessaria) sui tortellini

I turtlèn, come si suol dire in dialetto bolognese, sono molto più di una semplice specialità gastronomica.

Sono un’opera d’arte, intimamente collegata con la cultura, il territorio, le tradizioni di Bologna e provincia. O meglio, di tutta l’Emilia-Romagna, visto che la paternità di questo fagottino di pasta all’uovo ripieno è aspramente contesa tra Bologna e Modena. Mai menzionare i tortellini se si è in presenza di un modenese e di un bolognese! Le conseguenze potrebbero essere molto gravi..

Lasciando da parte le dispute locali, si dice che i tortellini esistevano già nel remoto 1550, citati nel Diario del Senato della città di Bologna, nella sezione dedicata al menù per i festeggiamenti dei nuovi tribuni, sotto la dicitura “minestra dei torteleti”.

Ma la Ricetta con la R maiuscola, quella ufficiale, di questo piatto, fu depositata solo nel 1974 dalla Dotta Confraternita del Tortellino presso la Camera del Commercio di Bologna. E prevede rigorosamente il brodo di carne come unico e indiscutibile condimento.

la ricetta ufficiale dei tortellini in brodo depositata alla camera di commercio di bologna

La ricetta ufficiale dei tortellini redatta dalla Dotta Confraternita del Tortellino

Esiste anche una divertente leggenda (tra le tante) che si propone di spiegare l’origine del termine tortellino e della sua peculiare forma. Pare infatti che durante il Basso Medioevo, una giovane e splendida Marchesina giunse presso un’osteria di Castelfranco Emilia, allora sotto la città di Bologna. Il cuoco di suddetta locanda rimase assai folgorato dalla bellezza della fanciulla, al punto da arrivare a spiare la ragazza dal buco della serratura della sua camera.

Si narra che il sagace cuciniere si innamorò perdutamente dell’ombelico della marchesa, e decise di omaggiarlo riproducendolo in una delle sue creazioni culinarie. Con un pezzetto di sfoglia e un ripieno di carne macinata, si impegnò nel ricreare la forma di ciò che tanto lo aveva colpito.. ed ecco dunque spuntare i nostri tortellini!

in qualunque modo siano fatti, i tortellini in brodo sono sempre una sola cosa: amore

I tortellini sono, tradizionalmente, il cibo della festa. Quello delle cerimonie, dei compleanni, dei pranzi della domenica, delle occasioni importanti.

È così fin da quando i miei nonni erano giovini e le massaie di quei tempi si riunivano in una delle ampie cucine e, mattarello e farina alla mano, tiravano sfoglie ciclopiche assolutamente perfette.

La procedura che segue l’ho vista fare tante volte, replicata dalle abili mani delle mie due nonne: si taglia la sfoglia in quadratini, si depone in ognuno di essi una noce di ripieno (una delle cose più buone del mondo!), si uniscono i lembi a triangolo e si modella il fagottino intorno al dito, solitamente l’indice. E il gioco è fatto. Un piccolo gesto in cui è contenuto tutto il buono, il bello e l’amore: per la famiglia, per gli amici, per le cose belle.

Ogni mio compleanno, ogni più piccola occasione per festeggiare, ogni fotografia di festività varie nei miei album è intimamente legata ai tortellini. Per questo sono così importanti per me (oltre che squisiti).

In essi ci sono tutti i miei ricordi migliori, ci sono le mie radici e la mia idea di festa. C’è tutto.

E un Natale senza tortellini, qui a Bologna, è un Natale perso!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


40 commenti

Marina ilgustoinviaggio · 16 marzo 2018 alle 18:26

Ma lo sai che a me non piacciono per niente??? Ora la confraternita mi lincerá come minimo 😂😂😂

Raf · 14 gennaio 2018 alle 14:21

Leggere questo post è stato come entrare e sedermi in tavola con voi. Sento anche il profumo del brodo!

    Valentina · 15 gennaio 2018 alle 23:03

    Ma che bello il tuo commento! Se passi da Bologna, ti invito per un bel piatto di turtlèn 😀

      Raf · 15 gennaio 2018 alle 23:41

      Stai attenta. Vivo all’estero e sono a digiuno di pasta fresca da molto….potrei accettare il tuo invito e la prossima volta che volo su Bologna mi trovi sulla porta di casa! Nessuna intolleranza, nessuna allergia, nessun orientamento veg, mangio tutto…e tanto! 😉

        Valentina · 17 gennaio 2018 alle 20:57

        Eccellente!! Ah guarda, da brava bolognese, in casa mia non troverai mai limitazioni di questo tipo..tortellini e mortadella a gogo!! 🙂 🙂

drunkintravel · 13 gennaio 2018 alle 9:38

Buoni buoni buoni. I tortellini in brodo sono un must multistagione anche in Umbria, cappelletti a Natale invece.

Cassandra - Viaggiando A Testa Alta · 12 gennaio 2018 alle 17:08

Mmmm che buoni i tortellini! Non conoscevo la loro storia. Grazie per avermela fatta scoprire.

serena · 8 gennaio 2018 alle 19:31

La storia di un cibo e della sua tradizione è sempre affascinante. Complimenti per il bel post !

Rivogliolabarbie · 7 gennaio 2018 alle 11:31

Da brava romagnola da me si va di cappelletti! Ma diciamocela tutta: non sono deliziosi entrambi? 😋
ps. la ricetta della Confraternita è super!

    Valentina · 8 gennaio 2018 alle 15:18

    Assolutamente!! 🙂 non importa il nome quando il piatto è delizioso! Anche il mio moroso è romagnolo, e suo nonno fa dei cappelletti fantastici <3

Marta · 6 gennaio 2018 alle 18:40

Che bello vedere la ricetta originale in quel documento antico. Un’emozione forte per me che stavo delle ore a passeggiare per le botteghe di Via degli Orefici. I tortellini sanno proprio di casa <3

    Valentina · 8 gennaio 2018 alle 15:19

    Hai proprio ragione! Sai che anche io adoro girovagare per Via Orefici e dintorni? 🙂 le vetrine sono davvero invitanti e mi fanno venire sempre una gran fame! <3

VagabondaInside · 5 gennaio 2018 alle 18:14

dire che il Natale è Natale con i tortellini…ma…TI DO PIENAMENTE RAGIONE!! che amore smisurato per essi! E che ricetta meravigliosa. Ok , aspetto natale prossimo perchè ora ho troppa voglia di mangiarli!!!

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 16:40

    Ahahah grazie mille! 😀 anche io li amo alla follia, come si è visto! Mi raccomando, non aspettare il prossimo Natale..mangiali il prima possibile 🙂

Destinazione mondo 20 · 5 gennaio 2018 alle 11:34

A Reggio Emilia diciamo “seinsa caplet l’è mia nadel” perché i tortellini da noi si chiamano cappelletti 🤗

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 16:51

    Che bello scoprire tutte le tradizioni della nostra regione! Pensavo che il termine cappelletti venisse usato solo in Romagna! Ho imparato grazie a te una cosa nuova 🙂

Daniela - The DAZ box · 5 gennaio 2018 alle 11:03

Dedicare un intero articolo ai tortellini è un vero atto d’amore! Hai fatto bene comunque perché sono fantastici!

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 16:52

    Eh sì, è una vera e propria dichiarazione di amore eterno la mia 🙂 mi hai beccata!!

outsidelivingtravel · 5 gennaio 2018 alle 9:01

A casa mia per Natale non sono MAI mancati!! Li amo 😀

Feddysworld · 5 gennaio 2018 alle 8:50

Mi hai fatto venire voglia di tornare a Bologna e mangiare tortellini autentici! 🙂 Adoro sia Bologna che i tortellini!

TheLazyTrotter · 4 gennaio 2018 alle 19:37

io amo i tortellini in ogni loro forma! Anche qui in Salento li mangiamo spesso durante le vacanze… fosse solo per riprenderci dalle abbuffate natalizie!

Giulia · 2 gennaio 2018 alle 10:58

che buoni i tortellini e che bella la magia del Natale, già mi manca 😀

Dani · 2 gennaio 2018 alle 8:48

Non sono di Bologna, ma anche da me non è Natale senza tortellini!

Alessia · 31 dicembre 2017 alle 19:34

Buonissimi i tortellini… Mia zia sfoglina li fa piccoli piccoli da fare in brodo e ogni volta che vengo a Bologna a trovarla li mangio.. Con crescentine e tigelle 🙂

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 16:55

    Ma che bello avere una zia sfoglina! Chissà come li fa buoni <3 io non mi posso lamentare perchè ho due nonne sfogline 🙂 e citando crescentine e tigelle mi hai fatto venire una gran fame 😀

Bruna Athena · 30 dicembre 2017 alle 21:13

Quando siano venuti a Bologna, abbiamo mangiato benissimo naturalmente. Ho preso i tortelli burro e salvia, ma la prossima volta voglio il brodo!

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 16:59

    Beh direi che anche quelli burro e salvia sono assolutamente eccellenti 🙂 se ricapiti a Bologna, vai alla trattoria Il Biasanot.. lì fanno dei tortellini in brodo da leccarsi i baffi!

Chiara · 30 dicembre 2017 alle 20:01

Che fame!! Comunque è proprio vero la nostra tradizione culinaria è davvero inconfondibile…in tutta Italia non c’è un luogo dove si mangi male

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 17:00

    Hai detto bene! Ogni regione italiana ha la sua specialità unica, e tutti i piatti sono un qualcosa di divino <3

Lara C · 30 dicembre 2017 alle 12:14

Da bolognese condivido tutto quello che hai raccontato sul significato che il tortellino ha qui da noi. Non è semplicemente un piatto di pasta!
Ricordo che quando mia nonna occupava tutta la tavola per prepararli, io di soppiatto entravo in cucina e cercavo di rubare un po’ di ripieno. Venivo ovviamente sempre colta sul fatto ma non mi arrendevo mai, ogni anno ci riprovavo!

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 17:05

    Che bello sapere che la pensi anche tu come me! 🙂 ahahha sai che facevo anche io la stessa cosa da piccolina?! Mi ricordo che quando la nonna finiva di chiudere i tortellini, si arrendeva e mi concedeva di finire il rimasugli di ripieno con del pane 🙂 la cosa più buona del mondo!

Oltre le parole · 30 dicembre 2017 alle 9:28

Dalle mie parti non facciamo caso a chi va il merito ma li mangiamo con molto molto gusto! 🙂

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 17:08

    Ahah bravi!! Anche a me non importa chi detenga il reale possesso dei tortellini, mi basta mangiarli e sono felice 🙂

Destinazione mondo 20 · 29 dicembre 2017 alle 22:39

Ci sono mille leggende sui tortellini in Emilia: chi dice sia nata a Bologna, chi a Modena, chi a Reggio Emilia addirittura. Chissà qual’è la vera storia. Nel dubbio, noi emiliani mangiamo 😂

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 17:09

    La verità è avvolta nel mistero..ma come dici tu, chissene importa!! Mangiamoooo 🙂

sandra · 29 dicembre 2017 alle 17:06

Io ho assaggiato quelli modenesi, fatti da una super nonna e me ne sono innamorata. Tra l’altro l’occasione è stata una rimpatriata del gruppo con cui ho viaggiato in Malesia… insomma sempre di viaggio si parla!

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 17:11

    Wow che bel momento! Tortellini più amici e ricordi di viaggio…super!!

Paola · 29 dicembre 2017 alle 15:39

Vorrei sapere qualcosa di più sulla Confraternita del tortellino 😉

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