piccola storia sul palazzo ducale di venezia

Il Palazzo Ducale di Venezia è, senza ombra di dubbio, uno degli edifici più celebri e iconici della città lagunare.

Situato proprio nel cuore di Piazza San Marco, accanto alla Basilica omonima, questo capolavoro di arte e architettura gotica consente al viaggiatore di immergersi in uno spaccato di vita, storia, cultura, tradizioni e curiosità davvero prezioso, che aiuta a decifrare un po’ meglio l’aurea di mistero e fascino proprio di Venezia.

palazzo ducale di venezia con musement: le finestre delle logge

Zoom su una porzione di loggia del Palazzo Ducale

Osservando il palazzo dall’esterno, il suo intreccio tra influssi stilistici bizantini e tratti orientali ci comunica già molte cose: che era un luogo chiave della città, cioè la sede del Doge e delle antiche magistrature veneziane, che ha svolto un ruolo centrale nelle dinamiche della Serenissima, che ha sempre fomentato l’interscambio commerciale e culturale con gli altri stati europei e non.

La sua storia è assai lunga e complicata, ricchissima di vicende storiche, culturali, politiche. Dalle sue origini, che si collocano all’inizio del IX secolo nelle sembianze di un castello chiuso e fortificato, il Palazzo Ducale ne ha viste di cose, e ha subito le più differenti trasformazioni.

il palazzo ducale di venezia: il cortile visto dall'alto

Il cortile interno del Palazzo, visto dall’alto

In quest’ottica, sono i suoi ambienti interni che ci narrano tutto, e lo fanno mediante gli oggetti, le antiche iscrizioni, i meravigliosi affreschi realizzati da famosissimi artisti rinascimentali, le decorazioni.

Mi piace paragonare il Palazzo Ducale ad un libro, da leggere, sfogliare, sottolineare a piacimento. Non sempre facile da capire, a tratti noioso e lento, oppure bistrattato dalle masse di turisti e scolaresche che ne riempiono le pagine. Ma estremamente interessante e prezioso, da conoscere e da vedere almeno una volta nella vita.

Oggi mi assumo dunque il difficile compito di introdurvi a questo patrimonio.

alla scoperta del palazzo ducale di venezia con musement: ti racconto dieci curiosità

Essendo una delle principali attrazioni non solo del sestiere San Marco, uno dei quartieri più famosi di Venezia, ma anche dell’intera città, il Palazzo Ducale è assai gettonato da ogni tipologia di turista.

Partendo dal presupposto che mettersi in fila per acquistare i biglietti il giorno stesso della visita equivale a un vero e proprio atto di martirio, la soluzione migliore è acquistarli preventivamente.

Come ho già fatto in altre occasioni, io mi sono affidata a Musement, portale che offre al viaggiatore una vasta gamma di avventure in giro per il mondo, da ingressi a musei e attrazioni, ad esperienze esclusive, passando per eventi temporanei e attività gratuite.

Ho scelto l’opzione del biglietto saltafila per il Palazzo Ducale e i Musei di piazza San Marco (ovvero il Museo Correr, il Museo Archeologico e le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana).

Nell’arco di pochissimo tempo sono entrata, passando davanti ad un interminabile serpentone di persone in fila. Che spettacolo!

Alla fine dell’articolo c’è un paragrafo con informazioni più pratiche per approfondire meglio, intanto mi avvio al cuore di questo articolo: selezionandole tra una miriade di altre cose degne di nota, vi racconto ora dieci curiosità sul Palazzo Ducale veneziano, per rendervi più colti e insinuare in voi il desiderio di visitarlo.

• le due colonne rosse della facciata esterna

È una curiosità interessante quella che sto per svelarvi, perfetta per aprire le danze di questa mia ducale lista.

Si tratta di un dettaglio visibile dall’esterno, nei pressi della piazzetta antistante il palazzo. Le vedete quelle due colonne rossicce, la nona e la decima della loggia al primo piano, che interrompono il candore dell’elegante facciata?

Una leggenda afferma che l’arco da loro creato era il luogo dal quale il Doge assisteva alle cerimonie e agli spettacoli che si svolgevano in piazza, nonchè alle esecuzioni capitali della gente comune, che avvenivano tra le colonne di San Marco e San Todaro.

Inoltre, sempre stando a fonti non certe, i due pilastri rossi della loggia sarebbero stati teatro delle condanne a morte degli aristocratici. Pare che, dopo l’impiccagione, i corpi di questi sfortunati rimanessero appesi qui per diversi giorni, affinchè tutta la città potesse vederli.

• la scala dei giganti

Ubicata nel cortile del Palazzo Ducale, la Scala dei Giganti merita rispetto e venerazione.

Progettata da Antonio Rizzo, ed eretta tra il 1483 e il 1491, essa era nientepopodimeno che il luogo dell’incoronazione dei Dogi, nonchè l’ingresso ufficiale al Palazzo di questi ultimi. Collega infatti il cortile alla loggia al primo piano.

la scala dei giganti, nel giardino del palazzo ducale di venezia

E, dato il suo solenne compito, poteva forse non essere estremamente maestosa?

Il suo nome deriva dalle due statue marmoree poste in alto ai lati della scala, raffiguranti Marte e Nettuno. Presenti a sorvegliare la situazione dal 1567, i due rappresentano la potenza e il dominio di Venezia sulla terraferma (“Eccomi, sono Marte!) e sul mare (“E chi se non io, Nettuno!”).

Secondo la leggenda, l’imponenza di queste due divinità aveva il compito di sminuire la figura del Doge, ricordandogli che, nonostante il suo potere, rimaneva pur sempre un essere mortale!

valentina in posa davanti alla scalinata dei giganti

Un raro esemplare di Doge femmina, la cui posa plastica tradisce odio e irritabilità verso la massa di turisti che, per lungo tempo, hanno impedito lo scatto

• le bocche di leone

Non doveva proprio essere simpatico vivere a Venezia nel Medioevo.

Oltre alla povertà, agli episodi di peste ed epidemie varie, alle guerre che minacciavano sempre l’allora isola veneziana, un’ulteriore minaccia gravava sulle spalle di coloro che, forse, se la passavano un po’ meglio degli altri: le denunce segrete!

le bocche di leone per le denunce segrete al palazzo ducale di venezia

Che ansia!

Se, in quel periodo, combinavate qualcosa di non proprio onesto, o se semplicemente qualcuno vi voleva male, si poteva essere denunciati alle pubbliche autorità che, come facilmente prevedibile, avevano sede qui al Palazzo Ducale di Venezia.

Le denontie secrete venivano redatte su un biglietto e introdotte furtivamente nelle apposite fessure sul muro (vedi foto sopra), mediante le quali il malefico pezzo di carta finiva nella cassetta di legno subito al di là della parete, presso l’ufficio di competenza.

Oggi questa pratica è estinta, ma se per caso volete provare l’ebrezza di denunciare qualcuno, potete provarci cercando le varie bocche di leone sparse per le logge del palazzo.

• la scala d’oro

Naturale prosecuzione della Scala dei Giganti, anche la Scala d’Oro non è da meno in fatto di magnificenza e sontuosità.

Realizzata tra il 1556 e il 1567, il suo scopo principale era la separazione degli spazi adibiti ad abitazione privata del doge, sul lato nord, da quelli propri del Palazzo di Giustizia, posti a sud.

Il suo nome deriva dalle ricchissime decorazioni in stucco bianco e foglie d’oro zecchino della volta, eseguite a partire dal 1557 da Alessandro Vittoria, che si intrecciano splendidamente agli affreschi di Giambattista Franco.

il meraviglioso soffitto intarsiato della scala d'oro, al palazzo ducale di venezia

La meraviglia

Di grande interesse le colonne situate subito dopo l’arco di accesso, su cui troneggiano Ercole, intento a uccidere l’Idra, e Atlante che, come suo solito, regge con le braccia il mondo. Il loro autore è lo scultore Tiziano Aspetti, i significati che veicolano sono saggezza e conoscenza, virtù assolutamente necessarie ai legislatori.

palazzo ducale di venezia con musement: statua di atlante che sorregge il globo

Povero Atlante, che fatica!

palazzo ducale di venezia con musement: la statua di ercole che uccide l'Idra

L’intrepido Ercole che non ha paura di nulla

Meravigliosi anche gli stucchi che suddividono, lungo le prime due rampe, la volta in sette settori. La prima rampa è dedicata a Venere e allude alla conquista di Cipro, isola natale della dea. Nel ramo verso l’appartamento del doge, la decorazione esalta invece il dio Nettuno, simbolo, come già ricordato, del dominio veneziano sul mare.
palazzo ducale di venezia: la scala d'oro e una delle porte che conduce ai piani superiori

Altri particolari della bellissima Scala d’Oro

• la sala del maggior consiglio 

Simbolo emblematico della Serenissima Repubblica di Venezia, la Sala del Maggior Consiglio è uno tra gli ambienti che più affascinano il visitatore.

Questo per due motivi principali: prima di tutto perchè si tratta della sala più grande e maestosa del Palazzo Ducale, che con i suoi 53 metri di lunghezza e 25 di larghezza, si configura come una delle sale più ampie d’Europa.

la sala del maggior consiglio con il soffitto splendidamente decorato e affrescato

Purtroppo la foto non rende la bellezza e le dimensioni

Essa ospitava le assemblee del Maggior Consiglio, la più importante magistratura dello stato veneziano, costituita da tutti i patrizi della città, a prescindere dal prestigio, dai meriti o dalle ricchezze.

Nonostante i diversi tentativi, da parte del Senato, di limitarne i poteri, che erano volti al controllo delle cariche e delle magistrature statali, questo antico organismo non cessò di essere considerato il baluardo dell’antica uguaglianza repubblicana.

Inoltre, qui si tenevano anche le prime fasi dell’elezione del Doge, che proseguivano poi
nell’adiacente Sala dello Scrutinio in un susseguirsi di lunghe e complesse procedure.

Il secondo motivo per cui la Sala del Maggior Consiglio è preziosa ve lo svelo nel prossimo punto.

• il paradiso del tintoretto

Rieccoci qui.

Come avrete notato dalla foto precedente, la Sala del Maggior Consiglio ospita splendidi affreschi. Tra di essi, spicca un vero e proprio capolavoro: si tratta del Paradiso, realizzato dal pittore Jacopo Tintoretto, coaudiuvato dalla sua bottega, tra il 1588 ed il 1592.

Impossibile non notarlo subito: si trova proprio sulla grande parete alle spalle del trono del Doge, nel punto in cui, prima del devastante incendio del 1577, vi era un celebre affresco trecentesco del Guariento (i cui resti si possono ammirare nella Sala del Guariento).

Il Paradiso del Tintoretto è la più grande tela del mondo. Larga 22 metri e alta 7, essa ha presieduto per lungo tempo le solenni riunioni del Maggior Consiglio.

il paradiso del tintoretto, nella sala del maggior consiglio del palazzo ducale di venezia

Zoom fotografico sul capolavoro del Tintoretto

La magnifica rappresentazione fu fortemente voluta dalla Signoria, che vedeva nella luce divina di Dio una diretta simmetria verticale con il potere del capo dello stato. Allegoricamente, tra i beati e le gerarchie angeliche raffigurate nel dipinto, vi sono gli eletti che partecipavano alle assemblee.

Date le sue dimensioni, l’opera fu realizzata a pezzi nello studio di San Marziale, con un ingente contributo del figlio di Jacopo, Domenico.

Da non dimenticare, inoltre, che la Sala del Maggior Consiglio ospita altri dodici dipinti laterali, sei per lato, raffiguranti scene valorose o episodi bellici accaduti nel vasto arco temporale della storia cittadina. Mentre il fregio sotto al soffitto mostra i ritratti dei primi settantasei dogi della storia veneziana (gli altri si trovano nella Sala dello Scrutinio).

• i due orologi della sala del senato

Un’altra stanza molto importante del Palazzo Ducale veneziano è la Sala del Senato.

Vi si accede dalla particolarissima Sala delle Quattro Porte, splendido ambiente che fungeva al tempo stesso da anticamera d’attesa e da atrio di passaggio.

l'ingresso alla sala del senato del palazzo ducale di venezia

Si va di qua

La Sala del Senato ospitava, lo dice il nome stesso, le assemblee del Senato.

Era nota anche come sala dei Pregadi, poichè il Doge in carica era solito “pregare” i membri di presenziare alle adunanze, in cui si discuteva la situazione economico-finanziaria e politica.

Anche suddetto ambiente venne rovinato da un temibile incendio, avvenuto questa volta nel 1574, e venne ristrutturato negli anni successivi sempre ad opera del Tintoretto e della sua bottega, ma anche di Jacopo Palma.

la sala del senato con l'affresco

Porzione della Sala, con l’opera Il Cristo morto adorato dai dogi Pietro Lando e Marcantonio Trevisan, di Jacopo Tintoretto (1580 circa)

Oltre alla storia di questo ambiente, e alla bellezza di quadri e decorazioni, ci sono altre due particolarità che mi hanno molto colpito: gli orologi sulla parete di fronte alle finestre.

Uno di essi segna le ore alla maniera degli orologi medievali e rinascimentali: il meccanismo gira in senso antiorario e il quadrante rappresenta tutte le ore del giorno, sia mattutine che pomeridiane, partendo dalle sei del mattino.

orologio rinascimentale nella sala del senato

Eccolo qui

Il secondo orologio, invece, è ancora più particolare in quanto, al posto delle ore del giorno, presenta i segni dello Zodiaco.

orologio zodiacale nella sala del senato del palazzo ducale di venezia

Farebbe davvero un gran figurone nel mio salotto

• l’armeria

Un’altra sezione interessante del Palazzo Ducale di Venezia, è l’Armeria.

Essa comprende diverse sale, adibite oggi a prezioso museo di armi e munizioni, strumenti bellici di vario genere, armature.

Perchè mai un Palazzo Ducale, dedicato all’amministrazione della giustizia, dovrebbe possedere un deposito d’armi? Chiederete voi.

spade e armi custodite all'armeria del palazzo ducale di venezia

Dettagli di possenti spade

Perchè, fin dal XIV secolo e al tempo della Repubblica, la custodia e la cura delle armi e della strumentazione ufficiale dell’esercito erano affidate al Consiglio dei Dieci, organo esistente dal 1310 adibito dapprima al depistaggio dei complotti e, successivamente, al controllo dei più diversi settori della vita pubblica.

una delle sale dell'armeria del palazzo ducale

Uno degli ambienti dell’Armeria

Alla fine della Repubblica della Serenissima, la collezione d’armi e di cimeli bellici venne dispersa. Ad oggi, qui nel museo, è possibile ammirare circa duemila pezzi, suddivisi in spade, balestre, archibugi, pistole, fucili, armature.

armatura conservata in teca dell'esercito della Serenissima

Oscura armatura

• il ponte dei sospiri

Chi non conosce il Ponte dei Sospiri di Venezia?

Celebre attrazione fotografica, evoca nel viaggiatore visioni ed eterei svolazzi di fantasmi, nonchè tetre presenze notturne. La curiosità di saperne di più è davvero alta, e io ora vi svelo qualcosa inerente la tipologia di sospiri che ha dato il nome al suddetto ponte.

Realizzato nel 1614, il Ponte dei Sospiri rappresentava il punto di unione tra il Palazzo Ducale e l’edificio adiacente, che ospitava, udite udite, le prigioni.

il ponte dei sospiri di venezia, di notte

L’atmosfera misteriosa e temibile del Ponte di notte

Si tratta di una struttura chiusa e coperta, suddivisa a sua volta in due corridoi separati da un muro. Uno di questi collega le Sale del Magistrato alle Leggi e della Quarantia Criminal, nel piano nobile del palazzo, alle Prigioni Nuove; l’altro mette in comunicazione il carcere con le Sale dell’Avogaria e con il Parlatorio.

Ora dovreste riuscire a immaginare da cosa deriva il nome del ponte: richiama il sospiro pesante e rassegnato del prigioniero che, in epoca romantica, si trovava a transitare per questo angusto spazio, passando dai monumentali spazi del Palazzo Ducale, ai torbidi cunicoli bui e fetidi del carcere.

• le prigioni

Quando vi troverete nella bella e ariosa Sala del Magistrato, fate tesoro dell’ampiezza e dello sfarzo intorno a voi, poichè presto non sarà più così.

Questo perchè il Palazzo Ducale di Venezia, oltre ad essere la sede degli istituti governativi della Repubblica e della Giustizia, racchiudeva anche luoghi di pena e detenzione.

Il passo successivo della vostra visita vi condurrà dunque alle Prigioni. Ci si accorge del cambio di scenario già dall’angusta scala che conduce allo stretto corridoio transitante sul Ponte dei Sospiri.

È nella seconda metà del Cinquecento che si costruisce un nuovo edificio al di là del canale, da riservare interamente alle funzioni carcerarie. Questi ambienti prendono dunque il nome di Prigioni Nuove, il cui scopo era quello di garantire ai prigionieri migliori condizioni di vita, mediante celle più spaziose, più luce, più aria.

Esplorandole, vi accorgerete che non era proprio così, soprattutto per i malcapitati rinchiusi nelle celle presso i corridoi interni.


informazioni pratiche

  • Il Palazzo Ducale di Venezia si trova in Piazza San Marco 1;
  • l’ingresso per il pubblico è presso la Porta del Frumento, in Piazzetta San Marco;
  • è aperto tutti i giorni, salvo variazioni;
  • dal 1 aprile al 31 ottobre, gli orari di ingresso sono: dalla domenica al giovedì 8.30 – 21.00 (con ingresso consentito fino alle 20.30); venerdì e sabato 8.30 – 23.00 (ingresso consentito fino alle 22.30). Dal 1 novembre al 31 marzo: 8.30 – 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30);
  • se potete, scegliete un giorno non festivo per la visita. Anche se ci sarà sempre e comunque tantissima gente;
  • consiglio caldamente di prenotare in anticipo i vostri biglietti, in modo da saltare la coda. Musement mette a disposizione diverse opzioni, vi lascio qui il link per esaminarle: Palazzo Ducale di Venezia;
  • la visita è accessibile anche agli ospiti diversamente abili, escludendo le prigioni e l’Armeria.

Post realizzato in collaborazione con Musement


un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blogValentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


11 commenti

anna di · 18 Maggio 2019 alle 10:39

Magari non ci credi, ma quando ho abitato a Venezia ci sono passata davanti mille volte ma non ci sono mai stata. Quindi grazie per avermelo mostrato all’interno, è bellissimo e la prossima volta ci andrò di sicuro.

    Valentina · 21 Maggio 2019 alle 11:52

    Figurati Anna, anzi grazie a te! E non ti preoccupare, anche io, come tutti credo, spesso tendo a lasciare in disparte le meraviglie sotto casa!:)

Sara · 3 Maggio 2019 alle 12:32

Dopo aver visto le tue fotografie e aver scoperto tutte queste cose davvero interessanti sul palazzo ducale mi pento davvero tantissimo di non averlo visitato quando sono stata a Venezia. Prossima volta seguirò il tuo consiglio sul biglietto salta coda (davvero, a Venezia è impossibile andare a visitare qualcosa, troppe file..ho perso un sacco di tempo ad aspettare in coda) e il mio viaggio partirà dal palazzo ducale!

Annalisa · 26 Aprile 2019 alle 13:38

Noi non siamo riusciti ad entrare. Dopo un ora di attesa ci siamo defilati, altrimenti non avremmo visto altro. Infatti se dovessi ricapitare a Venezia prenoterò la visita on Line per saltare la fila. Almeno dal tuo articolo abbiamo avuto modo di vedere e capire qualcosa di più di questo famoso palazzo veneziano. Bell’articolo!

Martina Bressan · 22 Aprile 2019 alle 17:20

Bellissimo articolo. Bellissime foto. Complimenti. Sono stata qui a palazzo Ducale anni fa (parecchi anni fa) in gita scolastica. Le tue foto mi hanno fatto rivivere la visita, e mi hanno fatto capire quanto vorrei tornarci lì in visita. Interessante questa possibilità di Musement di acquistare i biglietti con la possibilità di “saltare la coda”,

Elena · 20 Aprile 2019 alle 19:52

Spettacolari gli esterni, e spettacolare l’oro dentro la sala del maggior consiglio! Ci hai fatto fare una visita turistica di questo luogo meraviglioso comodamente stando seduti a casa, con un sacco di sneddoti e curiosità! Grazie!

    Valentina · 22 Aprile 2019 alle 11:22

    Ma grazie mille a te Elena! Carinissima, come sempre <3 La visita al Palazzo Ducale è stata davvero un'interessante scoperta, te la consiglio! 🙂

Simona · 19 Aprile 2019 alle 20:42

Il Palazzo Ducale è davvero meraviglioso. Gli stucchi, i soffitti, le statue le colonne. Meraviglioso dall’inizio alla fine. Non avevo però assolutamente idea dell’esistenza delle denunce segrete! Anche a quel tempo a quanto pare si cercava in un certo senso di condannare i comportamenti non ritenuti corretti. chissà se poi però qualcosa effettivamente veniva fatto in merito oppure no. 😉

    Valentina · 22 Aprile 2019 alle 11:24

    Grazie mille Simona! Il tuo dubbio arrovella anche me in effetti.. Anche se questa pratica veniva percepita come una grande minaccia, secondo me, in molti casi, non si prendevano provvedimenti. Però che ansia pensare di essere sempre sotto controllo! 😀

Franca · 19 Aprile 2019 alle 20:12

Articolo molto interessante, ben scritto e piacevole da leggere oltre che ricco di curiosità
Brava😊

    Valentina · 22 Aprile 2019 alle 11:25

    Grazie mille davvero Franca! Sono molto contenta che ti sia piaciuto 🙂

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