Non tutti sanno che nel cuore della verdeggiante Umbria, precisamente nel comune di Campello sul Clitunno, vi è una piccola, grande oasi di meraviglia.

Uno spazio fresco e appartato, in cui la bellezza della natura si esprime forte e potente come solo in certi angoli di questa regione del centro Italia può fare.

Sto parlando delle Fonti del Clitunno, un parco naturalistico di circa 10.000 metri quadrati che circonda e custodisce le sorgenti del fiume Clitunno.

fonti del clitunno: cigno verso isola con salice piangente
Benvenuti in Paradiso!

Un’area tanto segreta quanto affascinante, che ha saputo conquistare e ispirare, nel corso della storia, diversi artisti, poeti, scrittori, e che non mancherà di sedurre anche noi moderni visitatori.

Ma andiamo con ordine.

fonti del clitunno: dove trovarle

Per raggiungere le Fonti del Clitunno dobbiamo recarci più o meno a metà strada fra Spoleto e Foligno, seguendo il tracciato della Via Flaminia, l’antico percorso consolare romano che collegava Roma a Rimini.

Siamo in una zona spettacolare dell’Umbria: oltre a Spoleto e Foligno, non molto distante da questo luogo troviamo Norcia e la sua Castelluccio, il Parco nazionale dei Monti Sibillini, Bevagna, Montefalco, Terni e la sublime Cascata delle Marmore.

Tutta la magia, il fascino, la bellezza dei luoghi appena citati (e di tanti altri nei dintorni) convoglia dunque anche nel perimetro delle Fonti del Clitunno, le quali vengono spesso definite con un vero e proprio Eden di natura.

sorgenti del clitunno: cigno e papere approdate sotto il salice piangente
Questo cigno, proprio come le anatre sotto il salice, sono pienamente d’accordo

Ora che le abbiamo geo-localizzate, andiamo a vedere nel dettaglio che cosa sono queste tanto decantate Fonti, e qual è la loro storia.

fonti del clitunno: che cosa sono esattamente

Oasi di meraviglia, parco naturalistico, piccolo Eden. Definizioni che ci affascinano e incuriosiscono ma, in soldoni, che cosa sono esattamente le Fonti del Clitunno? Cosa dobbiamo aspettarci una volta al loro cospetto?

fonti del clitunno: panoramica del laghetto artificiale
Eccovi un indizio

Si tratta di un posto che rasenta molto il fiabesco, costituito dai seguenti elementi:

  • un suggestivo laghetto dalle acque limpide e cristalline, sulle quali il sole e le nuvole giocano a produrre variegati riflessi ipnotizzanti;
  • sorgenti sotterranee, le cui acque fuoriescono in superficie e, aprendosi un varco tra le fessure delle rocce in loco, si riversano nel laghetto;
  • una lussureggiante vegetazione, tra cui spiccano romantici salici piangenti, lussureggianti pioppi, particolari fioriture lacustri;
  • una nutrita fauna popolata in particolar modo da pennuti e pesci;
  • un silenzioso e splendido giardino, tagliato da romantici sentieri e ricco di panchine, ponticelli di legno, tempietti e qualche non invasiva statua;
  • un parco letterario, poichè in tutto questo troviamo anche le testimonianze di tanti artisti, poeti, scrittori e pensatori del passato che qui hanno lasciato un pezzetto della propria anima e del proprio cuore.
valentina in posa sotto un salice alle fonti del clitunno
Cosa che ho fatto anche io

fonti del clitunno: un po’ di storia

Un tempo molto lontano, si poteva arrivare a Roma via fiume, navigando sul Clitunno e sul Tevere. All’epoca le Fonti del Clitunno erano decisamente più ampie e corpose rispetto ad oggi, e il Clitunno era un corso d’acqua di notevoli dimensioni.

il fiume clitunno con vegetazione lacustre
Cosa difficile da immaginare in questi tempi

Nel 444 d.C. un violento terremoto rovinò l’equilibrio delle acque ridimensionando notevolmente l’assetto fluviale della zona. Nonostante tutto, ancora oggi le Fonti del Clitunno si vantano di essere tra le sorgenti più importanti dell’Umbria.

Nella seconda metà dell’Ottocento il conte Paolo Campello della Spina rilevò le Fonti e mise in atto le modifiche che conferirono al posto l’assetto odierno: riorganizzò gli spazi, creò il laghetto, piantò alberi e piante, introdusse gli animali.

mamma papera con i suoi piccoli che nuota nel laghetto
Ecco alcuni gettonatissimi esemplari

Mise, insomma, ordine al pittoresco caos di Madre Natura, dando vita ad uno spazio verde rigenerante per corpo e anima.

Codeste sorgenti hanno dunque radici molto antiche, ed erano già famose all’epoca dei Romani; proprio qui, costoro veneravano il Dio Giove Clitunno, personificazione divina dell’omonimo fiume.

Essi credevano che questo acquatico dio dimorasse nelle profondità delle acque, e per tal motivo la zona era avvolta da un manto sacro. Tempi e saccelli dedicati a Clitunno vennero edificati lungo le rive del fiume, e ogni anno, nel mese di maggio, qui si svolgevano le Clitumnali, una serie di feste e manifestazioni in onore del dio.

fonti del clitunno: panoramica sul lago con alcune barchette
Fortunato questo signor Clitunno!

Oggi, di questi monumenti rimane solo il Tempietto del Clitunno, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Esso andò distrutto durante l’epoca imperiale, ma fu ricostruito dai Longobardi utilizzando, in parte, i materiali originali; da tempio pagano si convertì in una chiesetta paleocristiana dedicata a San Salvatore, e suoi interni ospitano alcune tra le pitture più antiche di tutta l’Umbria.

le fonti del clitunno nella letteratura

Proprio come farà con voi quando visiterete questo insolito posticino, le Fonti del Clitunno hanno sedotto e ammaliato tantissime personalità del mondo della letteratura, dell’arte, della poesia.

Il poeta romano Virgilio (70 – 19 a.C.) si innamorò di questo luogo e ne descrisse le bellezze e le caratteristiche nelle Georgiche; egli rimase estasiato dalla limpidezza cristallina delle acque, capace di lavare via lo sporco degli animali (mucche e tori) che vi si immergevano, al punto da renderli bianchissimi.

anatre che si tuffano sott'acqua in cerca di pesci
Anche queste due buffe anatre ci provano

“Hai mai veduto le Fonti del Clitunno? Se non ancora, e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato, valle a vedere. Io l’ho viste da poco e mi rammarico di averlo fatto troppo tardi”,

scrive invece Plinio il Giovane (62 – 114 d.C.), avvocato, scrittore e magistrato romano, ad un amico.

fonti del clitunno: paperotto che nuota
Cosa che non può certo dire questo audace paperotto

Anche nella storia un po’ più recente, le sorgenti del Clitunno erano assai famose e apprezzate. Agli inizi dell’Ottocento, durante il suo viaggio in Italia, il poeta Lord Byron (1788 – 1824) passò per questo luogo e ne rimase talmente tanto affascinato da citarlo nel quarto canto del suo Childe Harold’s Pilgrimage (Il pellegrinaggio del giovane Aroldo).

valentina e mattia che passeggiano alle fonti del clitunno
Raro scatto di un Aroldo romagnolo insieme alla sua donzella presso le sorgenti del Clitunno

Visitò, e si lasciò ispirare dalle Fonti, anche il poeta, scrittore e accademico italiano Giosuè Carducci (1835 – 1907), ricordato qui in loco da una stele commemorativa. Nelle sue Odi Barbare, vi è un componimento intitolato Alle Fonti del Clitunno, del quale vi riporto qui qualche verso:

Salve, Umbria verde, e tu del puro fronte / nume Clitumno! Sento in cuor l’antica / patria e aleggiarmi su l’accesa fronte / gl’itali iddii

Da segnalare anche il riferimento riportato dallo storico britannico Thomas Babington Macaulay (1800 – 1859) nel suo Orazio (Canti di Roma antica), e l’opera Una passeggiata alle sorgenti del Clitunno, contenuta nei Versi polacchi, del poeta Ladislao Kulczycki .


informazioni pratiche

  • Dove: le Fonti del Clitunno si trovano in via Flaminia 7, Campello sul Clitunno (PG);
  • Quando: dal lunedì al venerdì sono aperte dalle 9 alle 13, e dalle 14 alle 18; il sabato e la domenica dalle 9 alle 8;
  • Quanto: il biglietto d’ingresso costa 3 euro, ed è valido per l’intera giornata; i bambini sotto i dieci anni entrano gratis;
  • Contatti: 392 792 8592 / 0743 521141;
  • Informazioni supplementari: in loco sono presenti un ristorante, un bar e alcuni appartamenti;
  • Sito ufficiale: https://www.fontidelclitunno.it/

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Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


6 commenti

Julia · 30 Marzo 2020 alle 13:57

Questa zona non la conoscevo ed e’ stato molto interessante scoprire un pezzettino in più dell’Italia! Chissà che riesca a realizzare un viaggio nel bel paese a tappe

    Valentina · 2 Aprile 2020 alle 12:57

    Grazie Julia, mi fa piacere averti fatto scoprire un bellissimo angolino del nostro paese! 🙂

Dani · 30 Marzo 2020 alle 8:31

Che luogo incantato, che pace che si respira da queste foto! Come vorrei farci una passeggiata, come mi manca ora camminare nella natura.

    Valentina · 2 Aprile 2020 alle 12:57

    Anche a me manca tantissimo! Infatti in questi giorni torno sempre con la mente a questa piccola oasi di pace e natura..

Franca · 26 Marzo 2020 alle 20:33

Quanta compagnia mi fanno i tuoi articoli!!
Ora più che mai… grazie,un abbraccio Franca

    Valentina · 26 Marzo 2020 alle 22:50

    Ciao Franca! Grazie di cuore, che bello ricevere i tuoi commenti! Mi fa sempre tantissimo piacere! Spero che tu stia bene in questo difficile momento… Ti mando un abbraccio!

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