Wow wow wow!
Questo è ciò che il mio cervello mi rimanda non appena ripenso all’escursione alla cima del Monte Mulaz, effettuata il 4 luglio 2025.
E inutile dire che ci ripenso spesso (quotidianamente), tanto è stato mitico questo trekking alle Pale di San Martino, in un territorio dolomitico sospeso, come in un dolce sogno, fra Trentino-Alto Adige e Veneto.

Questi luoghi sono a me molto cari: qui sono custoditi dolcissimi ricordi d’infanzia, quando soggiornavo a Caviola con i nonni materni in una pensione d’altri tempi, e ho trascorso fra Val Venegia, Passo Valles, Passo San Pellegrino, Gares e Flora Alpina delle epiche vacanze anni Novanta.

Asciughiamo le lacrimucce e giungiamo al nocciolo dell’articolo, che può essere riassunto con il seguente titolo:
ESCURSIONE ALLA CIMA DEL MONTE MULAZ, PARTENDO DAL PASSO VALLES
Se anche voi adorate le lunghe camminate in montagna (magari in angoli meno frequentati rispetto ad altri), avete dimestichezza col macinamento di importanti dislivelli, non temete i trattini attrezzatini e l’alta probabilità di imbattervi in mucche e cavalli al pascolo, allora questa escursione potrebbe proprio essere delizioso pane per i vostri denti.
Personalmente, io l’ho adorata, nonostante mi abbia dato parecchio filo da torcere al ritorno (leggendo l’articolo capiterete perché).
SPECIAL TIP – È fondamentale essere ben equipaggiati e indossare scarponcini in suola scolpita comodi e adatti al vostro piede. Vi lascio qui i miei consigli specifici per le escursioni, con alcuni prodotti da me testati e super consigliati anche per voi.
Mi raccomando, mandate a mente i seguenti dati tecnici, per cominciare a farvi un’idea chiara di cosa vi aspetta.
DATI TECNICI
- Punto di partenza: rifugio Capanna Passo Valles (Passo Valles, San Martino di Castrozza)
- Punto di arrivo: cima del Mulaz (2.906 m) – si torna indietro per il medesimo percorso
- Itinerario: rifugio Capanna Passo Valles (2.032)– Forcella Venegia (2069 m) – Passo Venegiota – Passo dei Fochèt (2.291m) – Rifugio Volpi al Mulaz (2.571 m) – Monte Mulaz (2.906 m)
- Segnavia sentieri: CAI 751
- Dislivello positivo: 1.100 metri (considerando tutti i vari saliscendi)
- Tempo di percorrenza: 8-9 ore (soste escluse)
- Altitudine massima: cima del Monte Mulaz (2.906 m)
- Difficoltà: EE (escursionisti esperti)
- Periodo consigliato: dalla tarda primavera fino all’inizio dell’autunno
COSA PORTARE CON SÈ: CONSIGLI E ATTREZZATURA
Un’escursione di questo genere richiede ovviamente un’attrezzatura adeguata e un’attenta preparazione dello zaino. Ecco qualche tips utile:
- Scarponcini o scarpe da trekking in suola scolpita, meglio se alti alla caviglia e in ottimo stato – In questa mia lista di prodotti selezionati per il trekking troverai alcune tipologie e marche di ottime calzature da trekking;
- Zaino comodo, tecnico e capiente – Ecco un’ottimo zaino Salewa, e anche un’alternativa più economica (ma comunque buona);
- Bastoncini da trekking – fondamentali per salvaguardarvi ginocchia ed energia, e per darvi maggiore sicurezza e stabilità nei tratti più ardui;
- Giacca impermeabile antipioggia o kway – anche se la giornata promette sole splendente, alle alte quote il “twister” pomeridiano è sempre dietro l’angolo;
- Acqua (almeno 1.5 litri) e snack energetici;
- Cartina Tabacco 08 Ortles-Cevedale – anche se viviamo in un mondo digitale, le mappe cartacee sono sempre fondamentali per orientarsi correttamente, specialmente nel caso di escursioni così impegnative.
SPECIAL TIP – Dato che siete in procinto di compiere una camminata dolomitica luuunghissima, vi consiglio assolutamente di scaricare sul vostro smartphone l’app WeWard! Con essa più camminate e più guadagnate dei soldini. Leggete il mio articolo dedicato e preparatevi anche a ricevere un bonus da parte mia di 1.00 euro! Come? Inserendo sull’app, nella sezione Inserisci il codice di riferimento, il codice VALE-TazXE (occhio alle corrette maiuscole e minuscole).
PUNTO DI PARTENZA: RIFUGIO CAPANNA PASSO VALLES
Qualunque sia la vostra ubicazione di partenza, vale sempre la regola d’oro di ogni escursione in alta montagna: fate in modo di arrivare all’inizio del percorso al mattino presto.
In questo caso specifico, la partenza del trekking per la cima Mulaz è il Passo Valles, suggestivo valico alpino a 2.032 metri di quota che marca proprio il confine fra Veneto (Belluno) e Trentino (Trento), collegando il comune di Falcade con quello di Primiero San Martino di Castrozza.
Giungendo di buon mattino, e magari non in periodi di altissima stagione, non dovreste avere difficoltà a trovare parcheggio. Inforcate gli scarponcini, prendete lo zaino e, prima di mettervi in marcia, fate una sosta per un caffè energitico al rifugio Capanna Passo Valles, molto pittoresco e accogliente.
Una volta pronti, vincete la tentazione di mettervi a saltellare da una parte e dall’altra del cartello che divide le due regioni sopra citate (meglio non sprecare energia, fidatevi di me!), e imboccate il sentiero CAI 751, dall’altro lato della strada rispetto al rifugio e in direzione della bella chiesetta lì presente.
LA FORCELLA VENEGIA, IL PASSO VENEGIOTA E IL PASSO DEI FOCHÈT
Inutile girarci troppo intorno: si comincia subito in salita, su un bel sentiero a tratti munito di scalini, che ci fa guadagnare quota puntando l’iconica Cima Valles.
Il contesto è Speciale (con la S maiuscola): splendidi prati alpini costellati di coloratissime fioriture, quell’aria frizzantina che solo la montagna sa donare, i panorami che, man mano che si ascende, rivelano prospettive sempre più emozionanti… .

Ecco come raggiungiamo il primo baluardo della presente escursione alla cima del Mulaz: ovvero la forcella Venegia. Essa si colloca a quota 2.215 m slm, e deve il nome all’incantevole e sottostante Val Venegia, uno dei miei luoghi del cuore.
📽 Guardate questo video per capire il motivo.

Da questo erboso valico si comincia a dominare per bene tutta l’appena citata valle, marcata dalla catena settentrionale delle Pale di San Martino con le iconiche cime Focobòn, Burelòni, Mulaz e Cimon della Pala. Nelle altre direzioni, il nostro sguardo cattura anche il Col Margherita, Costabella, la Cima Uomo e altre vette sovrastanti le conche di Fuciade.

Ora, comincia il bello: ci attende un meraviglioso ma pressoché infinito saliscendi posto sulla dorsale che segna sempre il confine naturale fra Veneto e Trentino, un paradiso di natura dolomitica in cui non è affatto infrequente incappare non solo in mucche e cavalli in libertà, ma anche in simpaticissime e sonore marmotte.

Si supera il piccolo Lago di Coladora, e le varie salite e discese ci conducono a superare altri due iconici valici: il Passo Venegiota e il Passo dei Fochèt, posizionati rispettivamente a 2.303 metri e 2.291 metri (sì, in questo primo tratto non si macina un gran dislivello positivo, ahimè).

BREVI TRATTI ATTREZZATI LUNGO IL PERCORSO
Dopo aver passato questi due passi (scusate il triste gioco di parole), ecco che il percorso si complica un po’, addentrandosi in un ambiente roccioso d’alta quota, e proponendo alcuni brevi ma non banalissimi tratti attrezzati.

Il primo di suddetti tratti attrezzati si palesa poco prima di raggiungere il Passo Fochèt, mentre gli altri si trovano sempre sul sentiero 751 che costeggia qui le pareti nordorientali del Monte Mulaz.

I trattini attrezzatini non richiedono alcuna attrezzatura tecnica, tuttavia, potrebbero creare qualche problema a chi non ha mai messo piede su una ferrata, anche perché la loro presenza non è segnalata.
Procedete sempre con cautela, aiutandovi con il cavo presente e i tanti comodi appigli rocciosi.
IL RIFUGIO MULAZ
Una volta affrontato il terzo trattino attrezzatino, si può tirare un piccolo sospiro di sollievo: ora il percorso è tutta via normale, e non manca ormai molto al rifugio Mulaz.
La salita qui si fa sentire, e occorre superare ancora una specie di anticima del pianoro roccioso su cui si colloca il rifugio, dominata dal Sasso degli Arduini (sul quale è possibile andare in cima). La fatica comincia a essere tanta, ma se tenete duro comparira innanzi a voi la paradisiaca veduta di un tetto, e un panorama austero e selvaggio che difficilmente dimenticherete.

Il rifugio Volpi al Mulaz sorge a quota 2571 metri, in un paesaggio che ha più del lunare che del terrestre. Impressionante ammirare da qui la superba parete verticale del Focobòn, così vicina che sembra quasi di poterla toccare.

Questa alcova rappresenta un eccellente punto ristoro sia per eventuali approvigionamenti extra di acqua e cibo, una birretta celebrativa o un secondo caffè energetico, che per una sosta più prolungata con pernottamento, per spezzare così il percorso.
Da qui, infatti, occorre un’altra ora per raggiungere la vetta del Mulaz. E considerando che dalla partenza ci sono volute circa tre ore per arrivare al rifugio, direi che è ancora più lampante quanto questa escursione non sia affatto una semplice passeggiata.
IN CIMA AL MONTE MULAZ
In principio, io e mio fratello Matteo avevamo pianificato di fermarci al rifugio per pranzo, affrontando così l’ultima ora per la cima con panze piene e rinnovata energia.
Tuttavia, i nuvoloni che ci stavano girando intorno e la possibilità di pioggia prevista per il primo pomeriggio, ci hanno gentilmente spronato a partire subito.
Così, con tanta stanchezza sulle gambe e un discreto fiatone, ci siamo rimessi in marcia sulla classica pietraia degna di ogni altura dolomitica che si rispetti, in direzione del Passo Mulaz. Non occorre raggiungere questo valico, in quanto subito dietro al rifugio vi è una traccia che consente di tagliare il percorso e cominciare a salire un po’ prima.

Anche questo tratto è tutto su via normale, ma richiede come sempre una buona resistenza fisica, l’assenza di vertigini e un po’ di concentrazione.
Una volta giunti sul punto più alto, ecco una sorpresa: una peculiarissima croce di vetta, munita di una specie di tavolino e… di una campana!

Descrivervi in poche parole l’emozione di avercela fatta, di essere giunta quassù con i miei piedi e le mie gambe, è come al solito difficile: anche se i suoi 2.906 metri d’altitudine non sono certo tra i più alti da me conquistati, sono davvero tanta, tanta roba. Sia a livello di fatica, che di bellezza.


Gustarsi qui il tanto agognato panino, in compagnia dei soliti gracchi alpini, è stato un regalo meraviglioso, insieme alla ben presto svanita minaccia di temporale.
IL RIENTRO
Il percorso di rientro dalla cima Mulaz al rifugio avviene a ritroso, lungo il sentiero dell’andata.
Almeno, questa è l’opzione da me scelta, rientrando al Passo Valles in circa 4 ore. Vi sono anche altre alternative, tra cui la possibilità di pernottare al rifugio Mulaz, oppure compiere un giro ad anello passando dal Passo Mulaz (ma non posso dirvi di più,in quanto non ho idea di come sia il percorso).

INFORMAZIONI PRATICHE
- La qui descritta escursione alla cima del Monte Mulaz è molto lunga e impegnativa, in quanto gran parte della sua lunghezza è caratterizzata da un infinito saliscendi: è quindi fondamentale possedere una buona preparazione e condizione fisica, nonchè la giusta attitudine montanara;
- indossate un abbigliamento a strati adatto alle temperatura, k-way o giacca impermeabile, scarponcini da trekking in suola scolpita, zaino comodo e una copiosa scorta di acqua e viveri;
- i punti di ristoro lungo la via sono il rifugio Capanna al Passo Valles (all’inizio del percorso) e rifugio Volpi al Mulaz (subito sotto la cima omonima);
- controllate bene le condizioni meteo prima di salire sulla vetta.

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Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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