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IL MONTE CIMONE

Maggiore rilievo di tutto l’Appennino settentrionale, vetta più alta dell’Emilia-Romagna

Direi proprio che queste due enunciazioni relative al celebre Monte Cimone potrebbero bastare, quantomeno, a incuriosire voi che state leggendo il presente articolo.

In passato, tuttavia, questa brulla e un po’ tozza piramide di 2.165 metri d’altezza possedeva un nome diverso da quello attuale: Alpe de Nona. E dopo aver conquistato la sua sommità, e aver esplorato i suoi dintorni, posso affermare che l’appellativo di alpe non ha tutti i torti.

escursione al Monte Cimone: la cima vista dal sentiero
Eccovi una privilegiata veduta del Monte Cimone, e del suo brullo contesto

La natura regna sovrana intorno al Cimone, sfoggiando i connotati tipici della vegetazione e della geologia appenninica: fresche faggete alla base, selvagge praterie ricchissime di fioriture verso il crinale, antichi depositi glaciali nel suo contorno.

Oltre a tutto questo, il Monte Cimone ospita sulla propria sommità, anche alcuni segni dell’attività antropica, e la sua posizione, unitamente alle caratteristiche sopra descritte, fanno di questa montagna un punto assai strategico per tenere sotto controllo la composizione atmosferica dell’Europa Meridionale e del Mediterraneo.

ESCURSIONE AL MONTE CIMONE: TREKKING AD ANELLO INTORNO ALLA CIMA PIÙ ALTA DELL’EMILIA-ROMAGNA

Se vi interessa intraprendere un’escursione al Monte Cimone, sappiate che avrete l’imbarazzo della scelta in fatto di sentieri e itinerari, sia per splendidi trekking nel suo territorio (che ricade nella provincia di Modena, più precisamente presso i comuni di Fiumalbo, Sestola, Fanano, Riolunato e Montecreto), sia per conquistarne la sommità, sia per girarci intorno.

E, pensate un po’, è anche possibile unire queste tre possibilità in un unico trekking giornaliero, e proprio di ciò parleremo oggi: di una spettacolare escursione che consente di salire in cima al Cimone e di compiere un suggestivo anello intorno ad esso!

escursione al Monte Cimone: il sentiero
A voi i dettagli

DATI TECNICI

  • Punto di partenza e di arrivo: Parcheggio gratuito Cimoncino, Via Cimoncino 41021, Fanano (MO)
  • Tempo di percorrenza totale: circa 5/6 ore (prendendosela con la giusta calma)
  • Segnavia sentieri: CAI 445, CAI 439, CAI 441, CAI 449, 4
  • Dislivello positivo: 800 metri
  • Altitudine massima: vetta del Monte Cimone (2.165 metri)
  • Lunghezza: 11 km
  • Difficoltà: E (escursionistico)
  • Periodo consigliato: da maggio a novembre.

RAGGIUNGERE IL MONTE CIMONE: COME ARRIVARE AL PARCHEGGIO GRATUITO CIMONCINO

Per compiere l’escursione al Monte Cimone oggetto del presente articolo, il punto di partenza consigliato è il parcheggio gratuito Cimoncino, in Via Cimoncino (Fanano). Si tratta dell’area che ospita gli impianti utilizzati durante la stagione sciistica.

Eccovi qualche indicazione per raggiungerlo:

  • se arrivate da Nord – prendete l’Autostrada A1 e uscite a Modena Sud, poi seguite le indicazioni per: Vignola, strada Fondovalle, Fanano, Canevare e Cimoncino.
  • se arrivate da Sud – imboccate l’Autostrada A1 fino a Firenze, prendete l’uscita Firenze Nord per entrare in A11/E76 verso A12 (uscita Pistoia). Seguite poi le indicazioni per: Porretta Terme, Lizzano in Belvedere, Fanano, Canevare, Cimoncino.

Il parcheggio gratuito Cimoncino è un ampio piazzale in cui, come ci indica il nome stesso, si può parcheggiare liberamente. Difficilmente avrete problemi a trovare un posto libero, tuttavia è sempre bene arrivare al mattino di buon ora.

Una volta qui, indossate gli scarponcini, inforcate lo zaino, spalmatevi una buona dose di crema solare e… Date ufficialmente inizio all’avventura!

ESCURSIONE AL MONTE CIMONE: COMINCIA IL TREKKING

L’inizio ufficiale di quest’escursione al Monte Cimone si colloca presso la parte finale del parcheggio Cimoncino. Il primo sentiero da imboccare è il CAI 445: come riferimento, utilizzate le indicazioni per il rifugio Zambelli, ideale per una piccola tappa caffè/toilette/rifornimento bevande.

Questo rifugio dall’invitante terrazza panoramica sorge proprio sopra il parcheggio, e potete raggiungerlo in meno di cinque minuti di cammino, oppure usufruendo del tapis-roulant in loco, sul prato.

Potrebbe non essere facile vincere la tentazione di fermarsi qui per l’intera giornata, tuttavia bisogna presto mettersi in marcia: il Cimone è lì che aspetta!

Prendete dunque il sentiero 445, e prestate molta attenzione a seguire le bandierine rosse e bianche del CAI. Questo primissimo tratto, infatti, può essere un po’ fuorviante: tenete sempre la destra, lasciando perdere la traccia che vi conduce verso sinistra contrassegnata dalle indicazioni per la pista di fondo e il percorso di nordic walking.

Il sentiero si immerge in un bel bosco appenninico, e in breve tempo transiterà accanto alla Fonte dei Mercanti, una fontanella di fresca acqua potabile.

escursione al Monte Cimone: la fonte dei mercanti sul sentiero
Approfittatene per riempire le vostre borracce, non troverete altri punti acqua o rifugi fino alla parte finale del trekking

IL PRIMO BIVIO E LA SALITA NEL BOSCO

Poco dopo aver superato la fonte, approderete al primo bivio dell’itinerario: qui saluterete il 445 in favore del sentiero 439, che volta a destra e si inoltra ancora di più nel bosco.

La salita inizierà a farsi sentire, ma la frescura degli alberi (e le tante fragoline di bosco, se la stagione è quella idonea) vi forniranno tutta la motivazione e l’energia necessaria per procedere. Respirate a pieni polmoni la purissima aria, camminate in silenzio, godetevi questa porzione di percorso.

A un certo punto, il verdeggiante tetto di foglie comincerà a diradarsi, inizierete a scorgere il cielo dietro di esse e noterete che il sentiero uscirà dall’ombroso bosco proiettandovi in una selvaggia prateria d’alta quota.

LA PRATERIA D’ALTA QUOTA E IL LAGO DEL TERZO

Ecco che, in questo punto, il Monte Cimone vi apparirà in tutta la sua brulla e luminosa imponenza, regalandovi una vista a dir poco bucolica.

escursione al Monte Cimone: la cima del Cimone e le sue praterie d'alta quota
Spettacolo!

Sempre seguendo il sentiero 439, salirete ora su un percorso erboso abitato da farfalle, api, splendide fioriture, sole, nuvole e, con ogni probabilità, vento. E da quel prezioso silenzio che solo certi spazi d’appennino sanno regalare.

escursione al Monte Cimone: sentiero erboso che guarda verso la pianura
Un piccolo assaggio del percorso

In questo contesto, i vostri passi vi condurranno presso il lago del Terzo, che apparirà alla vostra destra. Questo piccolo specchio d’acqua è di origine glaciale, ed è quasi interamente ricoperto da uno strato di grigio-verdastre di alghe, note come Lingue d’Acqua.

il lago del terzo, alle pendici del monte cimone
Eccolo qui

Avrete già sicuramente udito vari acuti strilli, ben noti ai frequentatori e alle frequentatrici della montagna: ebbene sì, a lanciarli sono proprio loro, le marmotte del Cimone! Se sarete fortunati/e, da qui in su, potrete avvistarne qualcuna.

il corno alle scale visto dal sentiero verso il cimone
Quest’escursione al Monte Cimone regala una veduta insolita anche sul Corno alle Scale

ALLA CONQUISTA DELLA VETTA DEL MONTE CIMONE

Continuando la salita, con la vetta del Cimone che sembra davvero a un tiro di schioppo, approderete a un nuovo bivio, che potrebbe destare in voi qualche perplessità.

La direzione più ovvia sembrerebbe a destra, verso le strutture di alcuni impianti di risalita (attualmente in disuso). Io sono arrivata proprio lì, solo per constatare che il sentiero svaniva misterioso nel brillante verde estivo del prato. Sono dunque tornata sui miei passi, e anziché imboccare nuovamente il sentiero nell’altra direzione, ho deciso di percorrere il tracciato della pista da sci, di fronte a me.

Potete tranquillamente fare così anche voi, la versione estiva ed erbosa della pista è una sorta di taglio che si ricongiunge al sentiero più in alto.

Sia che seguiate il sentiero vero a proprio (tenendo dunque la sinistra al bivio di prima), sia che decidiate di salire lungo la pista da sci, vi ritroverete presso le ultimissime pendici del Cimone, dove i paesaggi sono ancora più incantevoli.

escursione al Monte Cimone: prati e residui di circoli glaciali sotto al Cimone
Vi offro un virtuale scorcio di questa zona

Quando raggiungerete il piccolissimo laghetto posto accanto ad alcune strutture, imboccate quel sentiero a zig-zag davanti a voi, che sale deciso verso il crinale.

veduta dei prati e dei boschi salendo verso la vetta del monte cimone
Senza dimenticare di fermarvi ogni tanto ad osservare ciò che avete appena percorso

Non lasciate che la fatica e il fiato corto prendano il sopravvento, manca ormai pochissimo! Appena raggiungerete l’agognato (e quasi certamente ventoso) crinale, vi ritroverete la vetta del Cimone stavolta a un tiro di scoppio veritiero, subito alla vostra destra.

escursione al Monte Cimone: gli edifici che sorgono in cima
È una cima decisamente bizzarra, sì

IN CIMA AL CIMONE

Vi basterà seguire il visibilissimo sentiero che punta quell’apparentemente caotico gruppo di edifici, et voilà: eccovi sulla cima più alta di tutta l’Emilia-Romagna!

Constaterete, una volta quassù, la peculiarità unica nel suo genere di questa montagna, che sulla sua sommità non ospita una croce, ma tantissime cose create dall’essere umano, ovvero:

  • una stazione metereologica, punto di riferimento per il servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare e per l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia;
  • l’Osservatorio Climatico Ottavio Vittori, dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR);
  • varie antenne per le telecomunicazioni;
  • una cappella in pietra dedicata alla Madonna delle Nevi;
  • una statua sempre dedicata alla Vergine;
  • una pavimentazione riportante le località visibili dal Monte Cimone.
valentina con la madonna sulla vetta del monte cimone
Io in posa con la sopra citata statua

Mentre osserverete il mondo da quassù, siate consapevoli di essere in un posticino davvero speciale: se teniamo in considerazione la risoluzione spaziale dell’occhio umano, il Monte Cimone è il punto geografico dal quale si vede più superficie italiana! Se le condizioni metereologiche sono eccellenti, da qui è possibile scorgere l’arco alpino, il Mar Adriatico, il Monte Amiata, l’Argentario e il Mar Tirreno fino all’isola d’Elba, Capraia e la Corsica.

VERSO IL LAGO DELLA NINFA, PASSANDO DA PIAN CAVALLARO

Non si sta affatto male in vetta al Cimone, tuttavia il presente trekking ad anello intorno ad esso non è ancora finito!

Dalla cima dovrete recarvi dalla parte opposta rispetto alla quale siete saliti/e (girate semplicemente intorno alla stazione metereologica) e aprite le danze della discesa seguendo il sentiero CAI 449 e i suoi ripidi gradoni.

La prima parte di questo percorso sarà poco simpatica, le gradonate sono parecchio alte e richiedono ginocchia allenate.

Quando raggiungerete Pian Cavallaro (1.878 metri), l’ampio crocevia in cui si incrociano vari sentieri e la vecchia strada militare, la porzione più tosta di discesa sarà terminata, e potrete tirare un sospiro di sollievo.

escursione al Monte Cimone: verso pian cavallaro
Veduta su Pian Cavallaro

Qui dovrete superare la collinetta sormontata dall’antenna (potrete aggirarla seguendo la strada sulla sinistra, oppure passandoci proprio in mezzo) e proseguire dritto sul sentiero, puntando al lago Pianone (quel piccolo specchio d’acqua che avrete sempre davanti a voi mentre starete scendendo dal Cimone).

Transitateci accanto, tenendo alla vostra destra la Cresta del Gallo e il Salto della Capra, e continuate sempre dritto.

LA DISCESA VERSO IL LAGO DELLA NINFA: 3 MODI PER FARLO

Continuando sul percorso descritto sopra, raggiungerete presto un posticino interessante: l’Hamburgeria Irish Goodbye, un chiosco di legno di recente apertura che propone hamburger e altre ghiottonerie.

Oltre al richiamo gastronomico, questo punto è chiave per altri tre motivi, ovvero ben tre possibilità differenti per arrivare alla prossima tappa dell’escursione, il lago della Ninfa. Qui potrete infatti liberamente scegliere se:

  • proseguire a piedi, seguendo le indicazioni per il lago;
  • accomodarvi sulla seggiovia quadriposto e godervi in relax la discesa a bordo di essa;
  • accomodarvi su un molto meno comodo ma assolutamente adrenalinico FunBob, e lanciarvi giù sulla sua monorotaia a bordo di slittini dotati di freno e cintura di sicurezza.

Se opterete per una delle ultime due scelte (seggiovia o bob) dovrete fare in loco il biglietto, che costa 4.50 euro. Il FunBob è un’opzione davvero divertente, non mi era ancora capitato di vederlo!

Tutti e tre questi metodi vi condurranno, senza se e senza ma, presso il lago della Ninfa, località che nella stagione estiva (così come in quella invernale) appare decisamente caotica.

escursione al Monte Cimone: il lago della ninfa
Qui potrete ristorarvi presso uno dei suoi rifugi, fare una passeggiata intorno al lago, prendere il sole sulle sdraio, divertirvi con le varie attrazioni dell’Adventure Park Cimone

IL RIENTRO AL RIFUGIO ZAMBELLI (E AL PARCHEGGIO CIMONCINO)

Per tornare al punto di partenza, il parcheggio gratuito del Cimoncino, dovrete seguire da lago le indicazioni per il rifugio Zambelli. In una ventina di minuti, buona parte dei quali nel cuore di un freschissimo bosco pianeggiante, approderete nuovamente a questo rifugio, la cui terrazza panoramica, meno frequentata rispetto al lago della Ninfa, si paleserà ai vostri occhi come il posticino perfetto per un bell’aperitivo con vista.

Potrete finalmente rilassarvi e farvi le congratulazioni: avete portato a termine quest’avventurosa e panoramica escursione al Monte Cimone!

INDICAZIONI PRATICHE

  • L’escursione al Monte Cimone qui descritta è un percorso molto panoramico e meno battuto rispetto ad altre note vie;
  • non è difficile, ma richiede un buon allenamento e attitudine ai sentieri di montagna;
  • fondamentale, come sempre, indossare un paio di scarponcini da trekking in suola scolpita e vestirsi a cipolla: il meteo, soprattutto in prossimità del crinale, può cambiare rapidamente;
  • portate con voi una buona scorta d’acqua e di viveri;
  • non dimenticate la crema solare!

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


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