Quando ho letto che l’arcipelago delle Canarie potrebbe essere ciò che rimane della mitica Atlantide, l’impulso è stato quello di saltare sul primo volo in partenza per la Macaronesia di impronta spagnola e andare all’avventura.

Però, poi, mi sono un attimo calmata e ho affrontato le cose con saggezza e perizia.

Ho aperto l’atlante, ho cercato nell’Oceano Atlantico quelle piccole porzioni di terra vicinissime all’immenso continente africano, e ho cominciato a sognare mondi incantati, scenari tropicali, colori e profumi tutti da scoprire e conquistare, come un’esploratrice d’altri tempi.

Tra le sette isole maggiori di quest’arcipelago situato poco più a nord del Tropico del Cancro, una, in particolare, ha attirato la mia attenzione. Sarà stata la sua buffa forma ad oca che guarda verso il deserto del Sahara, oppure la presenza di un gigantesco cono vulcanico nel suo centro esatto, a 3.700 metri sul livello del mare.

O, forse, quel nome esotico e misterioso, che significa isola dell’inferno e montagna bianca al tempo stesso.

tenerife

Esotica, interculturale, densa di misteri.

Un’isola che va dal livello zero del mare a quota 3.700, un’isola immersa nell’acqua ma dal cuore di fuoco.

Un’isola spazzata dai venti del Sahara carichi di una polvere dorata che ovatta l’atmosfera, un’isola di terra aspra e dura, secolare, ancestrale.

dieci cose che amo di Tenerife: profili montuosi visti dalla costa sud dell'isola

Profili di Tenerife

Non posso dire di essermi innamorata follemente di quest’isola come ho fatto, per esempio, con Zacinto, Rodi e la Sardegna, ma una cosa è certa: Tenerife mi ha scosso l’anima. Mi ha fornito una prospettiva inedita da cui guardare il mondo e le cose, mi fatto capire che possono esistere tantissime sfumature, tantissime storie da ascoltare e la consapevolezza che ogni luogo non è mai solo ciò che sembra all’apparenza.

dieci cose che amo di tenerife

Apro il mio quadernino di viaggio e, insieme ad alcuni granelli di sabbia scura, escono ricordi, emozioni, sensazioni. È strano che in un anno di blog io non abbia mai scritto nulla su Tenerife. Forse avevo bisogno di tempo per metabolizzare, per introiettare tutto ciò che mi ha offerto e insegnato.

Oggi però voglio mettere nero su bianco alcuni aspetti che mi hanno colpito particolarmente di questa oca sognatrice in mezzo all’Atlantico, oggi voglio raccontarvi le dieci cose che, più di tutte, amo di Tenerife.

1. luce, silenzio e aria rarefatta del teide

Fa molto strano pensare che il terzo vulcano più grande del mondo, nonché la montagna più alta della Spagna, si trovi su un’isola. Tra l’altro neanche troppo imponente, dato che Tenerife copre un’area di 2.034 km².  

dieci cose che amo di Tenerife: vulcani e montagne presso il Teide

Alcuni dei vulcani presso il Parco Nazionale del Teide

Dall’alto dei suoi 3.718 metri d’altezza, questo spettacolare gigante solitario si staglia nitido su tutto il Parco Nazionale del Teide circostante, un’area di inestimabile valore storico, geologico e paesaggistico.

Se si è fortunati a non incontrare troppa gente sulla cima del vulcano, lassù si entra in contatto con il silenzio, l’aria rarefatta, la luce inclemente, spesso velata dalla coltre sabbiosa della calima sahariana.

dieci cose che amo di tenerife: il profilo del vulcano teide dal parco nazionale intorno

Il Teide dall’area delle Roques de García

Tutto intorno, aspri picchi montuosi, colate laviche, vulcani e ampie depressioni da Far West. Questo scenario, così difficilmente classificabile, lascia senza fiato. Ti include in una dimensione senza tempo in cui sentirsi infinitamente piccoli al cospetto delle cose della natura.

il parco nazionale del teide e i suoi suggestivi paesaggi esotici

Io minuscola che guardo verso il paesaggio lunare della piana di Ucanca

2. finestre, cortili e balconi di la orotava e icod de los vinos

La geografia politica colloca Tenerife e le sue sorelle canarie all’interno del continente europeo, come comunità autonoma della Spagna.

Tuttavia, di Europa, quest’isola ha ben poco. E se non ce ne accorgiamo subito dal colore delle spiagge, dall’atmosfera ovattata della calima e dalla vegetazione tropicale, è nelle città che non possiamo proprio avere più dubbi sull’essenza multiculturale di quest’isola.

Nell’architettura delle case, nelle rifiniture in legno, nei cortili interni in cui i rumori della strada e delle cose non possono entrare.

Nelle finestre e nei balconi.

dieci cose che amo di Tenerife: il cortile interno della biblioteca pubblica di Icod de los Vinos

Il cortile interno della biblioteca pubblica di Icod de los Vinos

Bisogna passeggiare per le strade di antiche città come La Orotava, ai piedi del Teide, che nel 1976 è stata dichiarata Conjunto Histórico Artístico Nacional, e Icod de los Vinos, in cui vive la Dracena Millenaria, albero ottocentenario che vanta il titolo di Monumento Nazionale.

L’atmosfera che si respira è quella coloniale, gli occhi rimandano immagini, cartoline, tradizioni, scorci di vita sudamericana. L’Africa, poi, è ovunque in questi luoghi, dalla terra su cui si cammina al vento, al cielo, alla natura. 

dieci cose che amo di tenerife: i balconi in legno di La Orotava

Balcone tipico di La Orotava

Tenerife è punto di incontro e integrazione di tre paesi differenti: Europa, Africa, America. I suoi abitanti vanno molto orgogliosi di questa loro identità interculturale, che promuovono, difendono e valorizzano in ogni modo possibile (anche improvvisandosi guide turistiche e portando il turista a spasso per la loro città!).

3. masca e il suo selvaggio barranco

Masca è un paesino a poco più di 700 metri d’altitudine, incastonato tra selvagge pareti scure di montagne tropicali.

Silenzioso, tranquillo, lontano dal rumore e dal wifi.

Proprio qui, in questo piccolo centro abitato da un centinaio di persone, è iniziato uno dei giorni più belli ed indimenticabili della mia permanenza a Tenerife.

parete di una casa di Masca, con dietro una parete scura di montagna e una palma

Particolari di una casa di Masca

Ricordo bene il sapore del caffè sorseggiato sotto la tettoia di uno dei localini intorno alla silenziosa piazzetta, sede di un gigantesco albero secolare e di un eremo risalente al XVIII secolo.

dieci cose che amo di Tenerife: la piazzetta di masca, con l'eremo e l'albero secolare

La quieta piazzetta di Masca

Poi, sfidando il caldo e la potente luce africana, ho affrontato il barranco de Masca, addentrandomi per quella selvaggia e ancestrale valle che parte proprio dall’abitato di Masca, e sfocia in una caletta incantata sull’oceano.

Un’avventura di circa 3 ore e mezza: 5.6 km abbondanti su 714 metri di dislivello in discesa, in una giungla preistorica che sembra essere uscita da Jumanji: acuminati picchi di roccia scurissima, puntellati qua e là da sgargianti macchie di vegetazione, rocce vulcaniche, palme, arbusti e agavi, piccoli torrenti da guadare, milioni di lucertole da sfamare con qualche briciola di pane.

dieci cose che amo di tenerife: la parte iniziale del sentiero nel barranco di masca

L’entrata presso la giungla del barranco di Masca. Auguri!

Il barranco di Masca non è proprio semplice, e l’atmosfera preistorica e tropicale circostante fomenta l’inquietudine e la paura che da un momento all’altro sbuchi un tirannosauro assetato di sangue dalle frasche.

L’avventura termina direttamente nell’Oceano, in un remoto angolo di incanto, che vi racconto subito nel prossimo punto.

4. la playa de masca e il suo quieto angolo di oceano

La caletta di Masca si raggiunge in due modi: in barca, costeggiando emozionanti scogliere a picco sull’oceano, oppure percorrendo a piedi la valle di Masca, di cui vi ho appena parlato.

Se siete in buona forma fisica, il mio consiglio è di raggiungere la spiaggia con le vostre gambe. Sarà davvero un’emozione unica quando, dopo ore di cammino in mezzo alla giungla, comincerete a sentire il rumore ed il profumo del mare, e vedrete spalancarsi davanti ai vostri occhi un piccolo pezzetto di paradiso tropicale.

Un oceano insolitamente quieto, fondali spettacolari, giochi di luce sulle ripide scogliere scure e sull’acqua, che dipingono un quadro di colori meravigliosi.

dieci cose che amo di Tenerife: la spiaggia di masca e la sua meravigliosa acqua

Il mio angolo di Oceano Atlantico preferito

Io sono arrivata qui stanca ed affaticata. Mi sono liberata velocemente di zaino, vestiti e scarpe, e mi sono tuffata nel verde smeraldo e nel cobalto, vivendo uno dei bagni in mare più ristoratori di tutti i tempi. Mi sono asciugata al sole, ho mangiato un panino e ho fatto amicizia con tantissime buffe lucertole in cerca di attenzioni umane.

Ho visto pesci e conchiglie meravigliose, ho scritto tantissimo sul mio quadernetto di viaggio, ho nuotato ancora e ho seguito il corso del sole che, lentamente, raggiungeva la riga del mare.

barchette ormeggiate presso la caletta di masca

Barchette ormeggiate

Quando vivi giornate così, non puoi che essere infinitamente grata e felice.

5. il tramonto dal ristorante la pergola, a puerto de santiago

Il tramonto più bello e intenso della mia permanenza sull’isola l’ho vissuto, senza ombra di dubbio, a Puerto de Santiago, nel sud est di Tenerife.

Seduta a uno dei tavoli del ristorante La Pergola, letteralmente a un passo dall’oceano e con il profilo della Gomera davanti, sorseggiavo un calice di vino bianco locale aspettando la puesta del sol. Felice e appagata, con ancora il sale sulla pelle e sui capelli, il costume sotto la maglietta e le scarpe sporche di sabbia e fango del barranco di Masca.

Quella era, infatti, la fine della splendida giornata al barranco di Masca e alla sua caletta segreta, dal successivo ritorno in barca passando accanto ai gigantes di pietra nera a picco sul mare.

dieci cose che amo di tenerife: il tramonto sull'oceano

Il sole tramonta e la calima avanza

E quale migliore modo di celebrare le fantastiche avventure vissute, se non quello di concedersi una gustosa cena dando la buonanotte al sole in uno dei luoghi migliori per farlo?

calice di vino canario e tramonto al ristorante la pergola

Ho catturato i colori del tramonto nel vino che sì, stava già facendo il suo effetto)

6. le onde selvagge dell’oceano a la tejita

La spiaggia di La Tejita, presso la Riserva Naturale Speciale di Montaña Roja, è stata il mio primo incontro ufficiale con l’Oceano Atlantico.

Ricordo ancora le innumerevoli farfalle nello stomaco mentre, lasciando un’impronta dopo l’altra sulla sabbia rosa e nera, mi avvicinavo a quell’infinita distesa d’acqua che non avevo mai visto prima!

Sarà diverso dal mare? Mi chiedevo. E in che modo?

valentina alla spiaggia di la tejita

Valentina incontra l’Atlantico, e se la tira

Non potevo chiedere un primo appuntamento migliore con Oceano: in questa spiaggia canaria del sud-ovest di Tenerife, terra, fuoco, acqua, aria si incontrano ed esplicano al massimo la loro potenza, in un microcosmo viscerale e primordiale.

C’è il sole, la cui luce d’oro bruciato arriva direttamente dalla vicinissima Africa, il magnetismo nero-giallo-viola dell’antichissima terra vulcanica, la forza sovrumana del vento, che rende le acque oceaniche estremamente inquiete.

cose che amo di tenerife: la spiaggia la tejita

Le onde della Tejita aprono la strada verso la Montaña Roja

La Tejita è il posto ideale per leggere, passeggiare, ammirare le altissime onde infrangersi sul bagnasciuga. E per ammirare i profili montuosi dell’isola. Provate a dare le spalle al mare… Vi renderete immediatamente conto che Tenerife non è affatto un paradiso marittimo.

la spiaggia de la tejita vista dall'alto

La Tejita e il suo oceano impetuoso

7. la montana roja e il suo panorama

Dopo aver dedicato le mie attenzioni all’oceano, alla Tejita, mi sono guardata intorno, e l’ho subito notata. Una montagna dalle sfumature rosse e viola protesa sul mare, proprio al termine della spiaggia.

Voglio andare lassù, ho pensato all’istante, da brava montanara irrecuperabile. Ma chissà se ci si arriva in cima…

valentina sulla cima della montana roja di tenerife

Secondo voi?

Se la guardi dalla spiaggia La Tejita, la Montaña Roja si presenta appunto come un triangolo scaleno dalle punte arrotondate, levigate dal vento. Ma dalla prospettiva dell’oceano, essa diventa un cono, e mostra chiaramente la sua natura vulcanica.

La cima tocca i 171 metri d’altezza, per cui non è difficile da raggiungere. Il sentiero parte direttamente dalla spiaggia, ed è ben visibile e segnalato.

il sentiero che porta in cima alla montagna roja

Il fidanzato romagnolo si avvia poetico verso la meta

In circa mezz’oretta, sfidando caldo e solleone, si raggiunge la vetta, ed inutile descrivere a parole il panorama mozzafiato sull’oceano e su Tenerife.

dieci cose che amo di tenerife: il panorama dalla cima della montagna roja

Lascio parlare la foto

Bisogna andare lì e viverlo.

panorama dall'alto su tenerife

Anche qui taccio e lascio la parola a questo scatto

8. la cena al ristorantino abordo a los cristianos

Una sera a Los Cristianos, nel sud-ovest di Tenerife.

Un vicolo con un tetto di frasche, pieno di tavoli e sedie. Un piccolo ristorante, Abordo, che offre piatti di pesce freschissimo cucinati secondo la tradizione locale.

Una paella eccellente, con note di sapori e spezie esotiche, con l’isola dentro.

Una caraffa di sangría, che finisce troppo presto, e musica dal vivo, suonata e cantata da anziani del posto, che parla di amori disperati, lavoro nei campi, natura e stagioni, su ritmi che coniugano la Spagna all’Africa e all’America Latina.

La luna piena che si intravede tra le foglie sopra la mia testa, la gente che batte le mani per tenere il tempo delle note musicali. Io che ho i capelli selvaggi e la pelle nera, le guance rosse e gli occhi che brillano.

Direi che non c’è altro da aggiungere.

9. papas arrugadas, queso asado, mojo, garbanzas

La gastronomia canaria meriterebbe un capitolo a sè. In essa puoi sentire il Nord Africa, la Spagna, il Sudamerica, il Mar Mediterraneo, che si uniscono in piatti gustosi e intensi, preparati con ingredienti semplici di terra e oceano.

Colori, sapori, odori. Ecco le pietanze che più ho amato in quel di Tenerife:

  • il queso asado con mojoqueso sta per formaggio, asado per alla piastra, mojo indica una una salsa tipica canaria a base di olio d’oliva che può essere verde, con prezzemolo o coriandolo, oppure rojo, cioè base di paprica. Una delizia unica!
  • le papas arrugadas – piccole patate (papas) di produzione locale, che vengono bollite con la buccia e con l’aggiunta di sale marino il quale, al termine della cottura, si deposita sulla buccia formando una croccante crosticina. La loro morte è l’accompagnamento con la salsa mojo.
  • le garbanzas – una succulenta zuppa di ceci, il cui sapore ricchissimo e intenso non potrò mai dimenticare, composta anche da aglio, pomodoro, carne di maiale, peperone rosso, patate e zafferano (e sicuramente altre stregonerie deliziose che ignoro).

10. il giardino tropicale e la sabbia nera di playa jardín

C’era una volta un artista canario, tale César Manrique che, negli anni Novanta, decise di mettere in gioco la propria creatività in un progetto unico nel suo genere: dare vita ad un piccolo paradiso terrestre fatto di oceano e natura, in cui l’uomo potesse andare a rifugiarsi per ritrovare la pace e l’armonia con l’ambiente circostante.

Scelse la zona costiera di Puerto de la Cruz, nel nord dell’isola, caratterizzata da tre spiagge di origine vulcanica (Playa Jardín, Playa Chica e Punta Brava), e creò dietro di loro un bellissimo giardino tropicale, ricco di tantissime specie di vegetazione autoctona e non.

valentina a spasso presso il giardino tropicale di playa jardìn

Io a passeggio per il bel giardino

Immergendosi in mezzo al verde, a bellissimi fiori e al rumore di piccole cascatelle e fontane, si può approdare presso la scura atmosfera di queste piccole calette, con l’animo già molto ben disposto a fruire della bellezza della natura.

L’oceano, a Playa Jardín, assume colori unici e meravigliosi, straordinariamente chiari contro il nero della sabbia.

cose che amo di tenerife: playa jardìn

Scorcio di Playa Jardìn, in un giorno nuvoloso


 


7 commenti

ingrid Mestrinaro · 11 novembre 2018 alle 21:57

Anche se non è stato amore a prima vista si percepiscono tante emozioni! La bellezza e la Natura di quest’isola non possono lasciare indifferenti. E complimenti per le foto!

    Valentina · 13 novembre 2018 alle 12:22

    Grazie mille Ingrid! Sono davvero contenta che ti sia piaciuto l’articolo <3

gianluca (gengis bi) · 7 novembre 2018 alle 21:53

Devo ammettere che dei dieci motivi che hai elencato tutti e 10 fanno venire una grande voglia di visitare l’isola ( che ancora non ho mai visto). Sarà anche che la voglia di sperimentare e conoscere posti nuovi è una delle cose più belle che esiste al mondo… E comune se dovessi votare, metterei il motivo numero 8 in testa… Ultima cosa hai messo delle foto bellissime. Complimenti.

    Valentina · 13 novembre 2018 alle 12:25

    Grazie mille Gengis! Che bel commento! 🙂 Sono davvero felice di averti trasmesso ispirazione, e concordo in pieno col tuo pensiero su quanto sia meraviglioso voler conoscere il mondo e scoprire tutte le sue infinite sfumature. Garantisco che il motivo numero 8 è un’esperienza davvero unica, e se vai a Tenerife devi assolutamente farla! 🙂

dina · 6 novembre 2018 alle 14:58

Sono anni che mi dico di andarci e con il tuo racconto e le foto, veramente belle, hai aumentato in me il desiderio di andarci e scoprire quest’isola così bella…

    Valentina · 13 novembre 2018 alle 12:26

    Che carina Dina, grazie mille!! Sono davvero felice di averti dato un’ispirazione <3

Lucy the Wombat · 6 novembre 2018 alle 12:19

Hai trasmesso divinamente le sensazioni dei quattro elementi che si incontrano… Da qui sembra di sentirli litigare ed amarsi. 🙂 Ma davvero c’è il terzo vulcano per dimensioni lì? Cavolo! Mannaggia la devo smettere di leggere di viaggi sui blog. Sbavo troppo 😅😘

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