inizio gennaio 2019

Appena tornata da Cracovia.

Ho messo via, nell’armadio, la giacca pesante da sci, ho svuotato la valigia e riordinato tutti i ricordi cartacei nel mio quadernino di viaggio.

Nelle sue pagine ho preso ogni giorno qualche appunto, cercando di fissare le cose nuove, le interessanti scoperte. Ho messo nero su bianco solo alcune parole e qualche breve frase, cosa insolita per me che tendo al monologo infinito.

Mi sono accorta che non era possibile riportare tutto quello che facevo, tutta la vita vissuta nei miei nevosi giorni polacchi.

Tutto era tanto, tutto era troppo intenso, anche se i giorni sono stati soltanto cinque.

cracovia. appunti sparsi dal mio diario di viaggio su instagram

Cracovia è stata un’insolita, potente scoperta. Nel cuore dell’Europa, nel sud della Polonia, in un’ampia valle collinare a metà strada tra l’altopiano della Jura, a nord, e i monti Tatra, a sud.

In una zona storica difficile, dal passato turbolento e saturo di profonde ferite che mai cesseranno di sanguinare.

Una città dall’anima musicale, che alterna le note classiche di notturni al pianoforte ad allegre ballate locali di polka e mazurka. Una città nel centro del nostro continente, ma che apre la via ai paesi e all’aria dell’Est.

Una città che, nonostante tutto ciò che ha subito, non ha perso la propria energia, la propria bellezza senza tempo, il suo calore, le sue radici.

Mentre penso a come raccontarvi tutto questo, vi lascio qui il mio breve diario di viaggio fotografico che ho pubblicato su Instagram. Una foto al giorno, con pensieri sparsi sulle mie giornate a spasso per Cracovia e dintorni.

giorno 1 • i cafè dello stare miasto

Scrivo sull’onda del sonno che sta per avvolgermi nella forma di un caldo piumone.

Oggi mi sono alzata prima dell’alba, ho preso l’aereo e sono arrivata in questa città nel cuore dell’Europa.

Ho camminato sotto la neve, che scendeva candida e gioiosa da un cielo fatto alternativamente di nuvole rosa e sprazzi di sole.

Ho mangiato i pierogies ruskie, assaporato l’atmosfera festosa e chiassosa dei mercatini di Natale polacchi, ammirato la piazza più grande d’Europa accendersi di milioni di lucine, cenato in un ristorante stellato che mi ha lasciato senza fiato per l’eccellenza dei sapori gustati.

Mi sono innamorata di Gucci e Simba al cat cafè e ho fatto merenda in un localino delizioso, dove l’espresso non era troppo schifoso 💙

cracovia, appunti sparsi dal mio diario di viaggio: merenda golosa al cafè magia

giorno 2 • auschwitz-birkenau

Si possono uccidere 1200 persone in 30 minuti.

Tutte insieme.

Basta mezz’ora per cancellare 1200 vite che avevano appena finito di scrivere i loro nomi sulle valigie, pensando che così fosse più facile ritrovarle una volta terminata la doccia. 

Si poteva fare, e si faceva, tutti i giorni, qui ad Auschwitz.

Lì, in quelle due camere a gas accanto ai forni crematori, che oggi si mostrano come un ammasso di rovine che nemmeno la neve riesce a cancellare.

Nella montagna di oggetti personali che ho visto dentro una delle baracche c’era un cestino di paglia da pic-nic, decorato con due fiori colorati rossi e blu.

Era lì, immobile nell’infinita pila di borse grigie.

Sono rimasta a lungo ferma a guardarlo, pensavo a chi lo aveva portato con sé in quell’inferno indicibile senza poter sapere, senza poter immaginare nulla di ciò che sarebbe stato.

Ad Auschwitz c’è la neve, e c’è il silenzio, e tutto è fermo, tutto è bianco e freddo. Come nei miei pensieri, mentre ero lì, mentre scrivo qui, ora, quello che non so come dire.

cracovia, appunti sparsi dal mio diario di viaggio: il campo di concentramento di auschwitz-birkenau, sotto la neve

giorno 3 • neve, musei, concerti

Nevica sempre qui a Cracovia in questi giorni di festa.

A volte piano, a volte forte. Le strade e le piazze hanno uno strato bianco su cui si cammina come su di un tappeto. Si possono fare battaglie a palle di neve, e il luogo ideale è nel giardino del castello del Wavel, o nei giardini del Planty, che abbracciano il centro storico. 

Dal castello oggi ho attraversato l’immenso fiume Vistola su di un ponte colorato, mi sono persa nel Kazimierz, il quartiere ebraico, e lì ho mangiato i pierogies ruskie più buoni di tutti. Poi sono stata al museo della fabbrica di Oscar Schindler, un capolavoro.  

La sera sono andata ad un concerto di pianoforte dedicato a Chopin, di un artista bravissimo. Mentre lo ascoltavo, con un calice di champagne che sapeva di fiori, ho pensato che tutto questo è davvero una meraviglia!

In foto, io che scelgo quali pierogies mangiare stavolta. Foto del fidanzato romagnolo

cracovia, appunti sparsi dal mio diario di viaggio: valentina in un bellissimo e buonissimo ristorantino

giorno 4 • viaggi nel viaggio

In questi giorni sto: dormendo poco, camminando tantissimo, sfidando temperature siberiane resistendo molto bene, scoprendo luoghi e cose preziose, imparando parole nuove di una lingua nuova, ascoltando musica classica e musica locale come se piovesse, visitando campi di concentramento, scoprendo miniere di sale sotterranee, innamorandomi di caffetterie favolose, bevendo caffè non troppo orrendi e tè ai fiori di jasmine, assaggiando un mucchio di vodka.  

In tutto questo, e molto altro ancora che ometto per questioni di spazio, c’è una costante fissa: i pierogies.  

Pranzo, cena, merenda. Mi sono innamorata di loro e non so proprio come farò a vivere senza!

In foto, quelli che ho mangiato stasera, in un ristorantino favoloso a dir poco. 

cracovia, appunti sparsi dal mio diario di viaggio: i pierogies del ristorante pod aniolami

giorno 5 • l’ultimo

È incredibile come ogni angolo di questo pianeta contenga luoghi e storie pazzeschi. 

Un paesino a 15 km dalla città può nascondere una miniera di sale immensa, un mondo sotterraneo di 327 metri di profondità x 287 km di gallerie e cunicoli. E opere d’arte, e maestose sale regali, e chiese intagliate nei cristalli.  

Un’accademia di musica locale può offrirti calici di champagne profumato di fiori mentre un artista di fama internazionale suona magistralmente le note di Chopin.

Alle ore 18, presso il Barbacane, può partire un interessantissima visita guidata gratuita che ti fa scoprire segreti e leggende di una Cracovia macabra e sanguinolenta.

Un cafè ai margini di una strada, che a prima vista non ti dice niente, può invece catapultarti in un piccolo mondo magico, in cui un tè caldo o un caffè sono molto di più di una semplice pausa relax.

Tutto questo è ovunque, e aspetta solo di essere scoperto, di essere vissuto. Basta solo essere curiosi e non fermarsi all’ovvio, allo scontato, al banale. 

cracovia, appunti sparsi dal mio diario di viaggio: valentina pensosa sulla finestra dell'hotel atrium

Grazie, Cracovia, per avermi dato così tanto! ♥


un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blogValentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), il basilico, il caffè. Portami in cima a una montagna, e sarò tua per sempre.


10 commenti

iltuopostonelmondo · 18 Gennaio 2019 alle 11:47

Auschwitz è una conseguenza quando si decide di visitare Cracovia. Per quanto dolore e sofferenza possa recare trovo sia una meta immancabile.
Il resto, da come racconti, è una città interessante (compresi i pierogies ruskie ehehe)

Dany · 15 Gennaio 2019 alle 13:28

Deve esser stata una meravigliosa scoperta Cracovia 🙂 mi ispira molto!

Dani · 14 Gennaio 2019 alle 6:50

Sono stata da poco a Varsavia e me ne sono innamorata. ora mi piacerebbe visitare anche Cracovia, sembra un’altra città molto interessante.

    Valentina · 15 Gennaio 2019 alle 13:33

    Ecco, io sto facendo il tuo stesso pensiero…ma al contrario! 😀 La mia prossima meta polacca sarà quasi sicuramente Varsavia! E non posso che consigliarti caldamente Cracovia, è magica!!

Giulia · 13 Gennaio 2019 alle 15:26

Che bellezza Cracovia! Già desideravo visitarla, ora la mia voglia è cresciuta ancora. I pierogies poi sembra davvero deliziosi, vorrei tanto assaggiarli.

    Valentina · 15 Gennaio 2019 alle 13:34

    Grazie mille Giulia!! I pierogies sono eccezionali, li ho mangiati ogni giorno e in tutte le salse! <3 E Cracovia sì, è favolosa!!

Erica - Rivoglio la Barbie · 13 Gennaio 2019 alle 12:43

Con questo post non hai fatto altro che spingermi ancora una volta in Polonia, un paese che mi ha conquistata. Sono curiosissima di visitare le miniere di sale, deve essere un’esperienza unica! Ad Auschwitz e Birkenau sono già stata anni fa complice un volo super low cost di Ryanair per Katowice e la volontà di quello che allora era mio cugino di 12 anni che voleva saperne di più. Che dire, il luogo non ha bisogno di tante parole

Alessandra · 11 Gennaio 2019 alle 20:30

Come sai, anch’io sono stata a fine dicembre a Cracovia. Anche a me é piaciuta moltissimo e ci tornerei volentieri x vedere alcuni musei che x questioni di tempo ho dovuto tralasciare. É una città bellissima e, come hai detto tu, potente. Grazie x avermi fatto tornare là con l’immaginazione! 😉

Francesca · 11 Gennaio 2019 alle 11:48

Cracovia mi manca, vorrei tanto vederla in estate, perchè odio il freddo e ho la sensazione che lì l’inverno sia spietato. Mi sbaglio?

Elena · 11 Gennaio 2019 alle 11:35

Pensieri sparsi che rendono perfettamente l’idea delle tue giornate in questa città. Chissà perché, leggendo, sono riuscita ad immaginarmi il gusto dello champagne aromatizzato e, quasi, a sentire note di pianoforte!

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