Piccola ma carinissima, e soprattutto densa di ragioni per cui meravigliarsi.
Ebbene sì, care Amiche e cari Amici, la città di Vignola ha saputo sorprendermi, e sono certa che lo farà anche con voi!
Ubicata in provincia di Modena, ai piedi delle prime alture appenniniche modenesi, Vgnóla (il suo nome in dialetto locale) è la principale sede dell’Unione Terre di Castelli, ed è nota in particolare per la sua produzione cerasicola (chi non ha mai assaggiato la prelibata ciliegia Mora di Vignola?)

Viene da sé, ordunque, che uno dei periodi migliori per visitare Vignola è la primavera, per poter ammirare i suoi tanti bei ciliegi in fiore e assaggiare il paradisioco frutto che l’ha resa tanto famosa anche a livello internazionale.
Ricordate, però, che anche nelle altre stagioni questo gioiello emiliano merita una capatina: io, per esempio, sono stata qui a gennaio, e ho trovato tante cose belle da fare, visitare, assaggiare.
COSA FARE A VIGNOLA IN UN GIORNO TRA GHIOTTONERIE, SCALE A CHIOCCIOLA E CILIEGIE
Ebbene: cosa vedere e cosa fare a Vignola, magari nello spazio temporale di una giornata? Chiederete, a questo punto, voi.
La risposta verrà prontamente snocciolata in punti nel presente articolo, vi spoilero solo che si parlerà di rocche e palazzi nobiliari, scale a chiocciola uniche nel loro genere, libri, tigelle, gnocco fritto e luculliane torte.
Può bastare tutto questo a solleticare la vostra curiosità?
• VISITARE LA ROCCA DI VIGNOLA
Indiscusso simbolo di Vignola (insieme alla ciliegia), la sua Rocca è il più ideale punto di partenza per andare alla scoperta della modenese città in oggetto.
La sua data di fondazione non è nota, ma si presume che l’edificio sia stato edificato al termine della dinastia carolingia. Nel lungo corso della storia ha ricoperto vari ruoli, da maniero difensivo a sontuosa dimora signorile (propria della famiglia dei Contrari, che ricevette il feudo dagli Este nel 1401).

La Rocca di Vignola sorge sulle sponde del Panaro, e si articola in cinque piani: si va dai sotterranei (che ospitano le splendide sale Contrari e Grassoni, utilizzate per convegni e concerti) e dal piano terra (con le sale di rappresentanza dei Leoni e dei Leopardi, delle Colombe e degli Anelli, e il bookshop ricavato nelle antiche cucine), al primo piano (con le stanze nobili delle Dame, del Padiglione, degli Stemmi, dei Tronchi d’Albero, lo Studio di Uguccione e la Cappella affrescata con preziosi cicli di pitture tardogotiche del Maestro di Vignola) e al secondo, dove vi sono le spaziose Sale degli Armigeri (i locali utilizzati dalle truppe di stanza qui e dal personale di servizio), fino ad arrivare all’ultimo piano, occupato dai camminamenti di ronda che collegano tra loro le tre torri di Nonantola, delle Donne e del Pennello.
Potete visitare la Rocca di Vignola gratuitamente, ma è obbligatoria la prenotazione. Date un’occhiata al sito ufficiale per scoprire gli orari e altre informazioni utili.
• VISITARE PALAZZO CONTRARI-BONCOMPAGNI (O PALAZZO BAROZZI) E LA SUA SCALA A CHIOCCIOLA
Proprio di fronte alla Rocca, subito al di là di Piazza Contrari, sorge il Palazzo Contrari-Boncompagni, luogo che dovete assolutamentissimamente visitare durante la vostra gita a Vignola.
Questo cinquecentesco edificio fu edificato tra il 1560 e il 1567 per volere del conte Ercole Contrari il Vecchio, come dimora signorile per la famiglia. L’opera di costruzione fu affidata al magistro/muratore Bartolomeo Tristano di Ferrara, su progetto però del noto architetto vignolese Giacomo (o Jacopo) Barozzi, detto il Vignola (ed ecco svelato il motivo per cui il palazzo è conosciuto anche come Palazzo Barozzi).
Dopo la morte di Ercole Contrari il Giovane, il Palazzo, insieme al resto del feudo, passò nelle mani della famiglia Boncompagni (e qui scopriamo anche l’origine del secondo nome), che rimase proprietaria del palazzo fino al 1949, quando fu venduto alla Parrocchia di Vignola.
L’edificio si compone di quattro piani, e il suo fiore all’occhiello è la celebre e meravigliosa scala a chiocciola, un’opera di grande ingegno sempre realizzata dal Barozzi. La sua forma elicoidale è un vero e proprio capolavoro architettonico: la struttura è aerea (vi è un unico pilastro di sostegno posto nel seminterrato), e ognuno dei 106 gradini che la compongono è autoportante. Essi infatti si inseriscono nel muro perimetrale con un’inclinazione sempre più marcata man mano che si raggiunge l’apice della scala, creando uno straordinario e vorticoso effetto a spirale.

Il costo della visita a Palazzo Barozzi è di 2 euro, sempre mediante visita guidata condotta da volontari locali (un valore aggiunto preziosissimo, in quanto vi narreranno, oltre alla storia del palazzo e della città, anche anedotti, curiosità e segreti molto interessanti). Qui potrete trovare maggiori informazioni.
• MANGIARE TIGELLE, GNOCCO FRITTO E BORLENGHI
Trovarsi in quel di Vignola e non assaggiare almeno una delle specialità elencate nel presente paragrafo è un’eresia. Se ancora non lo sapevate, Modena è la provincia italiana più ricca di prodotti DOP e IGP: tutto il suo territorio pullula letteralmente di produzioni agroalimentari contrassegnate da questi prestigiosi riconoscimenti.
Osereste, quindi, non testare tale culinaria caratteristica? Nah, impossibile!
Ecco dunque che, se vi state chiedendo cosa fare a Vignola in un giorno sul piano gastronomico, un’ottima idea è partire dalle seguenti tre prelibatezze:
- il Borlengo – antichissimo piatto collinare e appenninico proprio della Valle del Panaro, esso è il Re Indiscusso di tutte le sagre e feste modenesi, e di gran parte delle osterie e dei ristoranti tradizionali. Tutelato dal marchio Tradizione e Sapori di Modena, è una specie di sottilissima e friabilissima cialda rotonda, che si ottiene da un impasto liquido (la colla) a base di acqua, farina, sale e, in alcuni casi, uova. Una volta cotto, viene farcito con la sublime cunza (ovvero il noto pesto modenese composto da lardo, aglio e rosmarino), riceve una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano e viene servito piegato in quattro parti.
- le Tigelle – anch’esse originarie dell’Appennino modenese, sono altresì note come crescentine (dal dialetto locale cherscènta), fatto che causa inevitabilmente un cortocircuito nel cervello di noi bolognesi. Tale divino prodotto consiste in un impasto a base di farina, latte, lievito, strutto (oppure olio e sale), tradizionalmente cotto impilando la pasta in alternanza con dischi di terracotta (chiamati proprio tigelle) già arroventati nel camino.
- il Gnocco Fritto – rigorosamente con l’articolo determinativo maschile il davanti, codesta pietanza è un must della cucina modenese (anche di quella bolognese, a dire il vero, solo che noi la chiamiamo crescentina, proprio come i modenesi chiamano la tigella – che casino!). Utilizzato in passato come sostituto del pane, si tratta di un rettangolo di pasta fritta composto da fatta farina, acqua e sale.

Ovviamente, per cause temporali e spaziali, sto omettendo la citazione di tantissime altre meraviglie culinarie della zona vignolese e modenese (vedi l’aceto balsamico, i tortellini, il Lambrusco, il cotechino…). Sentitevi liberi di assaggiare anche tutte queste cose eh, senza farvi scrupoli!
• MANGIARE LA TORTA BAROZZI ALLA PASTICCERIA GOLLINI
Una pietanza però la devo assolutamente approfondire, dedicandole un proprio paragrafo (cioè, in realtà sono due, quindi preparatevi che anche il successivo punto verterà su tematiche alimentari): mi riferisco alla Torta Barozzi, l’orgoglio di Vignola dal lontano 1886.

La storia della Torta Barozzi è molto curiosa: il suo inventore, Eugenio Gollini, mise a punto la ricetta perfetta del dolce solo dopo innumerevoli tentativi e, in un primo momento, decise di chiamarla Torta Nera.

Nel 1907, anno in cui Vignola celebrava il quarto anniversario della nascita del suo illustre cittadino Jacopo Barozzi, Gollini decise di dedicarla proprio a lui, il celebre architetto locale. E da quel momento, la sua Torta Nera divenne ufficialmente la Torta Barozzi, appellativo con cui oggi è conosciuta nel mondo.
Fate assolutamente una capatina nella tipica Pasticceria Gollini e degustate questo piccolo, grande capolavoro.
- Pasticceria Eugenio Gollini – Piazza Garibaldi 1/N, Vignola (Mo). E-mail: info@tortabarozzi.it
Tel: 059 771079
• PERCORRERE LA VIA DEI CILIEGI
Impossibile scrivere di Vignola senza menzionare (più volte) il celebre e gustoso frutto che ha contribuito a renderla famosa.
La Ciliegia di Vignola ha ottenuto nel 2013 l’importante riconoscimento della I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta), ed è una vera e propria eccellenza gastronomica, nonché straordinaria risorsa per il territorio e motore di vari eventi culturali e di folklore (tra cui la Festa dei Ciliegi in Fiore). La sua polpa densa e croccante, il dolce sapore fruttato, la lucentezza della buccia ne fanno una delizia irrinunciabile.
E se vi trovate in quel di Vignola nel periodo della fioritura dei ciliegi (che può variare a seconda della stagione, ma che si colloca generalmente tra fine marzo e inizio aprile), dovete assolutamente fare una capatina lungo la Via dei Ciliegi.
Da Piazza dei Contrari, nel centro di Vignola, dovete costeggiare la Rocca scendendo i gradini e arriverete al punto di partenza di quello contrassegnato come Percorso Natura. Procedendo in direzione sud (e accanto al parco della piscina), dopo circa 1 km incontrerete i primi ciliegi, e potrete poi proseguire la passeggiata lungo il fiume Panaro in direzione di Marano sul Panaro.
• INNAMORARSI DELLA LIBRERIA LA QUERCIA DELL’ELFO
Protetta dai portici del cuore storico di Vignola, La Quercia dell’Elfo è una tappa super consigliata per chi ama i libri, la cultura e la bellezza.
Entrare in codesta libreria è come accedere a una dimensione onirica in cui spaziare tra le più innumerevoli proposte: classici, novità editoriali, libri per bambini e ragazzi, fumetti, manga… .
Oltre a tutto questo (che già potrebbe ampiamente bastare), La Quercia dell’Elfo offre inoltre creative idee regalo (si trovano qui delle chicche davvero sorprendenti), e anche una sezione vintage con dischi musicali.

- Libreria La Quercia dell’Elfo – Via Bonesi 1B, Vignola.

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

0 commenti