Nell’Appennino alle porte di Bologna vi sono, ancora oggi, luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato in un epoca remota. O, per lo meno, sembra aver rallentato il suo scorrere per rimanere in sintonia con i ritmi della natura circostante.

Luoghi che si collocano tra gli 800 e i 1400 metri d’altitudine, in cui il castagno regna sovrano e le regole del gioco sono dettate dall’ambiente, che tiene poco in conto la dimensione umana.

finestra di casa in pietra d'appennino
Pittoresca finestra di una tipica casa di queste zone

Oggi ho deciso di svelarvi proprio uno di essi, da me scoperto l’estate scorsa. Una piccola perla segreta ai più e non segnalata, difficile da trovare se non si sa della sua esistenza.

E dire che raggiungerla è semplicissimo!

le cascate di lazzaroni, nella valle appenninica del randaragna: itinerario

So già che vi metterete a ridere leggendo i dettagli di questa breve escursione, ma tant’è:

  • Punto di partenza: borgo di Lazzaroni (855 m)
  • Dislivello: nessuno (si scende di qualche metro)
  • Sentiero: non segnalato
  • Tempo di percorrenza: 10 minuti (più altri dieci minuti per tornare indietro)

le cascate di lazzaroni: il contesto

Prima di descrivervi l’insolito luogo che sono le Cascate di Lazzaroni, è doveroso farvi una breve presentazione per contestualizzarle e capire dove si trovano.

cascate di lazzaroni: valentina su una roccia sotto la cascata
Io che vi introduco alle cascate di lazzaroni

Prendete una cartina della zona appenninica che va dal fiume Reno (il quale, dopo il Po, è il corso d’acqua più lungo dell’Emilia-Romagna) al Corno alle Scale, e cercate la valle del Randaragna: essa prende il nome dal piccolo torrente, che nasce al Pian dello Stellaio (a 1350 metri d’altitudine) e, nel suo percorso verso valle di 5.7 km, incontra diversi borghetti e gruppi di casolari.

È proprio questa la zona che ci interessa: quella che gravita tra Granaglione e Molino del Pallone nel comune di Alto Reno Terme, e che ospita località come Pacchioni, Lazzaroni, Poggiolo, Roversi, Casa Calistri, Poggio, Nibbio, Boni, Boschi, Casa Moschini.

Tutti questi sono antichi nuclei abitativi collegati da un sistema di stradine assai impervie, che devono aprirsi un varco, a suon di tornanti e tratti strettissimi, in mezzo agli intricati boschi e versanti della valle.

Insomma, avrete già capito che ci troviamo in una zona molto particolare, dove la natura tiene le redini del gioco, l’uomo non la invade più di tanto e le montagne appenniniche ci ricordano che questi sono sempre stati territori di confine.

cascate di lazzaroni: particolare dei due balzi delle cascate
E territori intimamente legati all’acqua

una valle di mulini e cascate

Utilizzare l’energia meccanica fornita dalle acque del Randaragna era un’attività chiave per poter vivere in questi selvaggi spazi a mezzacosta sull’appennino. Lungo il corso del torrente, già da tempi remoti, sorsero dunque vari mulini ad acqua, che divennero ben presto il cuore pulsante e produttivo di questa indipendente e isolata valle.

“Fortunato in questo mondo chi ha un prete o un sasso tondo”, recita un proverbio della zona, e nel passato era proprio così: il mulino rappresentava una grande ricchezza, non solo per chi lo possedeva ma anche per tutta la comunità limitrofa.

Sfruttando la potenza del fiume, questi impianti assicuravano la macinazione dei cereali e delle castagne (elementi cardine della vita appenninica del passato) e, negli ultimi anni della loro esistenza, anche la produzione di energia elettrica con cui si alimentavano le utenze della zona.

castagno secolare e segnavia rosso e bianco del cai
Un castagno secolare, come tanti di questa valle

Almeno dodici mulinari (con altrettanti mulini, se non di più) si contavano in passato nella valle del Randaragna; un numero elevatissimo per una valle così piccola. Oggi, tuttavia, questi notevoli esempi di ingegneria idraulica appenninica sono in stato di rovina e abbandono, e rischiano di scomparire dalla memoria.

Lungo il Randaragna e i suoi numerosi affluenti troviamo inoltre diverse cascate, che ebbero anche loro una notevole importanza nelle attività cardine della valle. Alcune di esse sono molto pittoresche, proprio come quelle che ora vi descrivo!

raggiungere le cascate di lazzaroni

Bando alle ciance, veniamo ora al cuore di questo articolo: le splendide e segrete Cascate di Lazzaroni, ubicate nella parte più a monte della valle del Randaragna, a ridosso del Monte Orsigna.

Come avrete notato leggendo i dati dell’itinerario, il percorso per raggiungerle è davvero rapido, a patto di sapere dove esso si trova e, soprattutto, dell’esistenza stessa delle cascate!

Per prima cosa dovrete recarvi presso l’abitato di Lazzaroni. Superatelo e attraversate l’ormai noto torrente Randaragna approdando in un piccolo spiazzo sterrato accanto a un ruscello. Qui c’è un bivio: la stradetta a destra porta a Casa Pacchioni, quella a sinistra verso Poggioli e Case Moschini.

Bisogna seguire quest’ultima (la strada a sinistra), ma attenzione: oltrepassato un piccolo fosso, che si incontra quasi subito, la strada va abbandonata in favore del pratino sulla sinistra, dove si nota una traccia di sentiero in mezzo all’erba. Camminate lungo quella traccia, e costeggiando la riva del ruscello, arriverete presto proprio a fianco del Randaragna.

tratto di sentiero che si immerge nel bosco appenninico
Un tratto del sentiero che si immerge nel bosco

In breve tempo il corso d’acqua si tramuta in due alte e scroscianti cascate, culminanti in una piscina naturale di acqua cristallina scavata nella dura roccia.

La vista delle cascate ci appare dall’alto in tutta la loro magnificenza, con un’aurea di magia e mistero di cui è complice la patina verdeggiante che avvolge tutti gli elementi di questo posto e gli conferisce un manto incantato da luogo fiabesco.

cascate di lazzaroni: vista dall'alto sulla parte finale delle cascate e sulla conca naturale
Non limitatevi a osservare tutto questo dall’alto: il sentiero, diventato più largo, scende fino ad arrivare al primo balzo delle cascate

l’antico mulino di nazareno

Accanto alle cascate, sulla riva opposta rispetto a quella in cui vi troverete, sorge l’antico mulino di Nazareno, costruito nel XIX secolo e rimasto attivo fino agli anni Settanta del secolo scorso.

Abbarbicato sulle rocce del ripido versante, questo edificio ci appare in tutta la sua pittoresca rovina, resa ancor più evidente dalla verdeggiante copertura di muschio. La sua funzione era quella di convogliare le acque del canale di derivazione costruito accanto al fiume, le quali precipitavano su una ruota verticale che azionava le macine del mulino.

cascate di lazzaroni e mulino di nazareno
Il mulino di Nazareno, a ridosso delle cascate

Difficile immaginare oggi l’importanza giocata da questo antichissimo mulino, attorno al quale operava una comunità viva di persone.

Un’ambientazione da Tomb Raider

Il Mulino di Nazareno rimane però il simbolo di una cultura montana perduta, che era riuscita a intrecciare molto bene la propria esistenza con le leggi e l’asprezza di questo territorio.

l’incanto di un paesaggio fuori dal tempo

Le Cascate di Lazzaroni sono un prezioso angolo di pura meraviglia naturale. Quando si approda al loro cospetto è impossibile non rimanere fortemente segnati dall’intensità di questo posto, bello e drammatico al tempo stesso.

fidanzato romagnolo in contemplazione delle cascate di lazzaroni
Anche il fidanzato romagnolo è totalmente rapito dalle cascate e dal mulino

Scendete fino ad arrivare presso la conca naturale: da lì si ammira una superba vista dal basso verso le cascate, e ci si può immergere ancora di più nella bellezza senza tempo del luogo.

Respirate, liberate la mente dai pensieri e limitatevi ad osservare i dettagli della natura e della storia che vi circondano. Posti come questo non si vedono tutti i giorni…

informazioni utili

  • Anche se questa escursione è molto breve e priva di grosse difficoltà, prestate comunque attenzione al sentiero e indossate gli scarponcini da montagna in suola scolpita;
  • scendete, se volete, al primo balzo delle cascate ma non avventuratevi troppo oltre;
  • rispettate l’ambiente;
  • se volete trascorrere una notte appenninica, vi consiglio di alloggiare al b&b La Presa, in località Case Moschini. Si tratta di un posticino meraviglioso, dove potrete godere del pieno contatto con la natura senza rinunciare al comfort di una buonissima cena sotto i castagni e di un’ottima accoglienza.

un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blog

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


15 commenti

Federica Assirelli · 18 Maggio 2020 alle 11:47

Pensa che sono stata bolognese d’adozione per 11 anni, ora vivo sull’Appennino e non ne avevo mai sentito parlare! Grazie! Me la segno per una delle prime uscite che faremo ora che si può!

    Valentina · 20 Maggio 2020 alle 12:02

    Grazie a te Federica! Io ho scoperto questo luogo l’estate scorsa, nonostante frequenti molto spesso l’Appennino! Si tratta di un posticino segreto, per chi non conosce la zona 🙂

Eliana · 15 Maggio 2020 alle 18:56

A Bologna sono di casa ma non conosco bene la provincia della “Grassa”: da quello che ho letto in questo articolo è davvero ricca di meraviglie! Mi sono segnata questo luogo, lo visiterò appena sarà possibile!

Raffaella M. · 3 Maggio 2020 alle 14:51

Mi piace molto il tuo blog forse perchè anche a me piacciono molto il contatto con la natura, la montagna, gli appennini, il senso di libertà che solo certi luoghi lontani da tutto e da tutti sanno offrire, meglio se più alti possibile 🙂
Mi ha rapita questo tuo articolo, non conosco questi luoghi ma mi hai fatto venire una gran voglia di colmare questa lacuna. Quel mulino poi è magico, costruito per sfruttare la forza dell’acqua ed adesso perfettamente inglobato nella natura e diventato parte di essa.
Non vedo l’ora di poter riprendere con le escursioni, a presto ciao
R.

    Valentina · 3 Maggio 2020 alle 15:57

    Grazie mille Raffaella per questo bellissimo commento! Sono davvero molto contenta che ti piaccia il mio blog <3 E che condividiamo una cosa bellissima, l'amore per la natura, la montagna, la bellezza dei paesaggi selvaggi e nascosti. Anche io non vedo l'ora di poter tornare a camminare in mezzo ai boschi e sui monti, vedrai che presto potremo di nuovo! Grazie ancora, e un abbraccio virtuale! 🙂

Serena Proietti Colonna · 3 Maggio 2020 alle 13:14

Hai ragione! È davvero fuori dal tempo questo posto! Poi per me che amo la natura è davvero la location ideale. Speriamo di poterla visitare presto.

    Valentina · 3 Maggio 2020 alle 15:58

    Quanto sono magici i posti come questo? Nascosti, ma splendidi. Speriamo davvero di poter tornare presto a zonzo nella natura!

Teresa · 1 Maggio 2020 alle 10:42

Che bello scoprire questi posti nascosti e poco conosciuti, le tue foto mi hanno fatta sognare!

    Valentina · 3 Maggio 2020 alle 16:04

    Grazie mille Teresa, ne sono molto felice! 🙂

Moha · 30 Aprile 2020 alle 17:52

Great pictures! Really love the whaterfulls! Thanks for sharing

Sara Chandana · 27 Aprile 2020 alle 11:59

Impressionante, mi ricorda alcuni scenari visti durante un trekking spinto in Friuli Venezia Giulia. Molto affascinante anche l’antica costruzione, l’ho immaginata invasa da spiriti benevoli. 🙂

    Valentina · 28 Aprile 2020 alle 16:34

    Sai che anche io ho provato proprio emozioni benefiche in questo posto speciale? 🙂 A volte intorno a noi ci sono angoli davvero magici!

partyepartenze · 25 Aprile 2020 alle 20:32

Sono di origini emiliane (di Reggio Emilia) ma non conoscevo questo bellissimo luogo. Riconosco i boschi dell’Appennino, pieni di corsi d’acqua e di noccioli. Mi riprometto di farci un giro e quattro passi, quest’estate.

    Valentina · 28 Aprile 2020 alle 16:36

    Quanto sono belli i nostri boschi regionali?! 🙂 Pensa che anche io l’ho scoperto per caso, grazie a un libro comprato a Porretta Terme mentre salivo verso l’appennino!

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