meraviglie sarde e dove trovarle

In questi miei 28 anni di vita, sono stata in Sardegna otto volte. Tutte le estati dagli otto ai quattordici anni (saltandone una), poi di nuovo nel 2012 e l’ultima volta nel 2017.

In ognuna di queste otto volte, al momento di lasciare l’isola, la nostalgia canaglia mi ha fatto da invadente scorta, spingendomi ad un pianto disperato, inarrestabile, incontenibile.

Che fossi una bambina undicenne in compagnia dei miei genitori, o una baldanzosa ventisette insieme al fidanzato romagnolo, non importa; è successo sempre, in tutti questi otto anni di viaggi sardi, in qualunque coordinata geografica dell’Ichnussa.

Mi manca solo la porzione sud-occidentale e qualche zona centrale, ma per il resto posso dire, con orgoglio, di aver messo una bandierina su gran parte del perimetro isolano, e insieme a questi vessilli, ho sempre lasciato un pezzettino d’anima e di cuore.

I legami profondi che ho instaurato con la Sardegna sono parecchi, e vorrei raccontarveli tutti, ma rischierei di diventare parecchio prolissa. Ho pensato dunque, che quando esce la mia anima sarda (sono quasi certa che, in una vita precedente, oltre ad essere stata gatto, ho vissuto in Sardegna e in Val Badia), la lascio libera di esprimersi qui sul Kilig Travel Blog, e sto a vedere che succede.

Oggi, per esempio, è arrivata portando con sè quel suo incredibile profumo di macchia mediterranea, e mi ha fatto rivivere una bellissima esperienza propria del mio ultimo viaggio in terra sarda. Un’esperienza intensa, fatta di trekking, montagna, natura e mare da sogno, alla scoperta di un gioiello della costa orientale sarda.

Vi racconto tutto, con ordine.

cala goloritzè

Situata nella parte meridionale del Golfo di Orosei, Cala Goloritzè è annoverata tra le spiagge più belle della Sardegna e dell’intero Mar Mediterraneo.

Piccola, selvaggia, chiusa alle spalle da montagne e pinnacoli vertiginosi, immersa in un prezioso contesto di rigogliosa natura.

Fatta di sabbia bianchissima, a tratti fine, a tratti grossa, e di rocce chiare, levigate dal vento e dall’acqua.

cala goloritzè itinerario di trekking: il sublime mare di cala goloritzè, con arco di roccia

Benvenuti a Cala Goloritzè

Lambita da un mare con le sfumature più limpide e intense che si possano immaginare, che schiude un regno sottomarino di pesci argentati e variopinti, e di altre creature fantastiche.

I suoi fiori all’occhiello sono la Punta Caroddi, sublime pinnacolo calcareo di circa 148 metri d’altezza, e l’arco naturale che il promontorio roccioso crea direttamente sul mare, a pochi metri dalla caletta, sulla destra.

cala goloritzè itinerario di trekking: l'arco di roccia, simbolo della spiaggetta

L’accesso per la dimensione dei sogni

Cala Goloritzè esiste, così come la vediamo noi, dal 1962, originatasi in seguito a una frana. Nel 1993 questa meravigliosa insenatura sulla costa orientale sarda è stata dichiarata Monumento Naturale della Sardegna e, due anni dopo, nel 1995, Monumento Nazionale Italiano.

itinerario di trekking per cala goloritzè

Il modo migliore per vivere questa perla sarda è, a mio avviso, una bella escursione di trekking. Guadagnarsi il paradiso con le proprie gambe, toccando al contempo scenari di montagna e di natura tra i più belli della Sardegna regala ricordi ed emozioni indelebili.

Vi propongo dunque l’itinerario che ho fatto io, e che è davvero un qualcosa di magico e sublime!

  • Percorso: Su Porteddu – Cala Goloritzè (e viceversa al ritorno)
  • Punto di partenza: località Su Porteddu, nell’Altopiano del Golgo (Baunei)
  • Punto di arrivo: Cala Goloritzè
  • Altitudine massima del percorso: 470 m
  • Distanza: 3.5 km (7 km totali, considerando anche il ritorno)
  • Tempo di percorrenza: 1/1.15 ore all’andata, 1.30/2 orette per il ritorno (che è in salita)
  • Dislivello: 470 m
  • Difficoltà: E (escursionistico)
  • Periodo consigliato: da marzo a ottobre
  • Note: per percorrere il sentiero, è richiesto il pagamento del Ticket Ambientale di € 6.00

come arrivare al punto di partenza (su porteddu)

Il punto di partenza per questo itinerario è la località Su Porteddu, nel bellissimo scenario dell’Altopiano del Golgo.

Si giunge quassù salendo dall’abitato di Baunei, seguendo le indicazioni per Golgo. Una tortuosa strada si inerpica a tornanti fino all’altopiano, il quale offre al viaggiatore un meraviglioso panorama di natura e una riposante strada asfaltata in piano.

Si percorre quest’ultima per circa 8 km, poi si imbocca lo sterrato sulla destra, segnalato dai cartelli per Cala Goloritzè. Dopo 1.5 km si arriva al punto di ristoro Su Porteddu, munito di ampio parcheggio in cui, finalmente, poter lasciare l’auto.

Dopo aver pagato la tassa ambientale di € 6.00 agli addetti in loco, si può dare ufficialmente il via all’escursione.

Cala Goloritzè, arriviamo!

il sentiero per cala goloritzè, sulle tracce di antichi carbonai e pirati saraceni

Il percorso da intraprendere è ben evidente, subito dietro la sbarra bianca. Pur non essendo perfettamente segnalato, durante tutto il suo corso non tende trappoloni; si lascia vedere bene e, nei punti più emblematici, fa uso di frecce dipinte su rocce o di piccoli muretti artificiali.

Dovete sapere che questo itinerario ricalca a tratti un’antica carrareccia edificata dai carbonai, mediante la quale si trasportava il carbone dall’altopiano fino al mare, dove veniva imbarcato sulle navi mercantili.

E pare, inoltre, che temibili pirati sbarcati sulla costa utilizzassero questo percorso per raggiungere l’entroterra e fare razzie.

Ma torniamo ora al nostro trekking, perfettamente identificabile, in questo primo tratto, per il suo assetto pietroso che si immerge in uno scenario molto suggestivo: rocce lavorate dal vento, alberi secolari, macchia mediterranea.

cala goloritzè itinerario di trekking: mattia sul sentiero dell'altopiano del golgo

L’intrepido fidanzato romagnolo Mattia vi mostra la via!

Nella prima parte, il percorso è in salita; vuole portarvi al punto più alto di tutto l’itinerario, a quota 470 metri d’altezza. Da qui, il panorama è semplicemente spettacolare: natura, mare d’incanto e cielo si intrecciano in sfumature spettacolari, che vanno dal bianco cangiante, al verde più inteso, allo smeraldo, al turchese, al blu.

cala goloritzè itinerario di trekking: panorama sublime di macchia mediterranea

Scorcio verso Cala Goloritzè (si intravede la guglia di Punta Caroddi)

Godetevi questa vista, godetevi il profumo di macchia mediterranea, la natura, il silenzio. Potete farlo pienamente, anche perchè da qui la camminata diventa più facile.

cala goloritzè itinerario di trekking: macchia mediterranea nei dintorni del sentiero

Into the Wild

Passando tra lentischi, corbezzoli e lecci centenari, il sentiero comincia a scendere e passa accanto agli antichi rifugi e alle grotte utilizzati in passato dai pastori. Dovreste trovarvi in quella parte di antica carrareccia nota come Baccu ’e Linnalbu (baccu, in sardo,vuol dire vallone, mentre linnalbu significherebbe frassino), che in breve tempo si inserisce nel Baccu Goloritzè.

Il panorama è sempre sublime.

cala goloritzè itinerario di trekking: pareti rocciose baccu goloritzè

Le pareti rocciose dei monti circostanti

il baccu goloritzè e la punta caroddi

Si continua a scendere, si superano archi naturali di roccia, ci si inoltra in suggestivi boschetti costeggiati da impervie pareti rocciose.

Più ci si muove verso Cala Goloritzè, più l’aria e l’ambiente selvaggio intorno a noi ci sussurrano storie e aneddoti di carbonai, pastori e pirati. Una leggenda racconta che, in tempi remoti, presso un punto del sentiero a circa mezz’ora dalla spiaggia, un pastore si imbattè in un minaccioso pirata saraceno, intento a risalire dal mare verso l’entroterra.

Inaspettatamente, a spuntarla fu, però, il pastore, che uccise il pirata.

cala goloritzè itinerario di trekking: passaggio tra le rocce

Un suggestivo passaggio sotto le rocce

Quel punto, che oggi è facilmente percorribile grazie ai resti della mulattiera, prese l’evocativo nome di Su scalone ’e su turcu (letteralmente “la scala del turco”). Scala poichè si trattava allora di un tratto di sentiero attrezzato dai pastori stessi, con rami di ginepro, per renderlo più agevole.

Mentre ripenserete a pirati saraceni e pastori sardi, sarete già nel cuore del Baccu Goloritzè, l’ampio canalone che costituisce l’ultima parte di sentiero prima di arrivare alla spiaggia, anch’esso fiancheggiato da rocce, grotte, lecci e vegetazione mediterranea.

In breve tempo, si avvisterà un altissimo pinnacolo di calcare (che se siete bravi osservatori, avrete già notato da certi punti del sentiero più in alto). Esso è uno dei due simboli più caratteristici di Cala Goloritzè: si chiama Punta Caroddi ma è noto anche come l’Aguglia.

Arriva a toccare i 148 metri d’altezza, ed è uno dei quattro Monumenti Naturali del territorio baunese (insieme a Su Sterru, gli Olivastri di Santa Maria Navarrese e Pedra Longa). Dal 1981, anno in cui una coraggiosa coppia si arrampicò in cima a Punta Caroddi, si incontrano qui diversi free climbers intenti ad ascendere sulle pareti monolitiche dell’Aguglia.

l’arrivo a cala goloritzè

Quando sarete nei pressi di Punta Caroddi, sappiate che il percorso di trekking è quasi finito, e le paradisiache acque di Cala Goloritzè sono ad un passo.

Questi ultimi metri, nel bel mezzo di rocciose e calcaree pareti, potrebbero rivelarsi impervi, ma non disperate: il tratto finale del sentiero è munito di scale e passerelle in legno, anche perchè non è per niente facile rimanere concentrati sui propri passi davanti alla visione celestiale che si spalanca.

cala goloritzè itinerario di trekking: sublime vista sul mare

Che è questa

Ebbene sì, l’escursione finisce letteralmente nello smeraldo cristallino del Mediterraneo. In un sogno, molto tangibile però.

cala goloritzè itinerario di trekking: valentina in acqua a cala goloritzè tra le rocce

Io che cerco di capire se tutta questa bellezza è reale o meno

Come ho scritto in questa pagina di pensieri sparsi, la giornata a Cala Goloritzè è stata, per me, a dir poco meravigliosa. Ero immersa nelle montagne, nella natura selvaggia, nel mare.

Ho camminato con lo zaino in spalla, ho nuotato tantissimo con maschera e boccaglio.

Sono stata in mezzo a pesci, cormorani pescatori, asinelli, mucche, maialini sardi.

Mi sono asciugata sulle rocce bianche, al sole, poi ho cercato un riparo all’ombra in cui mangiare un saporito panino al prosciutto sardo.

cala goloritzè itinerario di trekking: valentina sulla roccia della cala

Ho riflettuto molto anche sull’eventualità di un trasloco presso questa roccia

Momenti davvero semplici ma intensi, di quelli che mai potrò dimenticare.

Succederà anche voi, quando vivrete questa esperienza!

il ritorno a su porteddu, in mezzo a nuovi amici

L’unica nota dolente di tutto questo è che, ad una certa ora del pomeriggio, bisogna purtroppo rimettersi in marcia, per tornare alla base. Cosa che avviene per lo stesso sentiero dal quale si è scesi, questa volta da fare in salita, e dopo diverse ore di nuotate. Yeah!

Quindi si inforcano nuovamente zaino e scarpe, e si affronta con decisione l’idea di ascendere dalla quota di 0 metri sul livello del mare a quella di 470.

Calcolate una mezz’ora abbondante in più rispetto al tempo che ci avete messo all’andata. Quindi dall’ora e mezza in su (io ci ho messo un’ora e un quarto, ma andando veloce e con il pensiero focalizzato sulla cena sarda che mi attendeva).

Armatevi di pazienza, fermatevi spesso a bere all’ombra ristoratrice dei lecci, godetevi il paesaggio.

Una volta ritornati alla base, il bar Su Porteddu, potreste essere accolti da simpatiche presenze, in cerca di cibo e coccole ed in grado di cancellare la fatica.

cala goloritzè itinerario di trekking: asinelli sardi del golgo

Credo siano loro i custodi del parcheggio

Probabilmente sbucati dalle frasche per godersi il tramonto, potreste incontrare dolcissimi asinelli sardi, smaniosi di una carezza su loro morbido muso e di una foto ricordo insieme.

Insieme anche a diverse mucche, decisamente più ombrose.

cala goloritzè itinerario di trekking: vitellino che prende il latte da mamma mucca

La Tenerezza in una foto

cala goloritzè itinerario di trekking: maialino sardo nero

Hey, aspettate! Ci sono anche io!

Un modo bellissimo per concludere una giornata di quelle da ricordare per sempre.

E direi che, a questo punto, potrete sentirvi orgogliosi e soddisfatti di voi stessi, e premiarvi con un bel gelato o un sostanzioso aperitivo al bar in loco.

Un ultimissimo consiglio: se avete ancora abbastanza energia, vi consiglio anche una visita a Su Sterru, detto anche Voragine del Golgo. Si tratta della voragine più profonda d’Europa, un enorme abisso carsico di 275 metri di profondità creatosi a causa di fenomeni d’erosione della roccia basaltica che lo ricopriva, e che a un certo punto, è precipitata nel vuoto.

Dopo di che, direi che vi siete meritati anche voi una favolosa e succulenta cena sarda!

cala goloritzè itinerario di trekking: asinello invadente

Arrivederci amici!


note pratiche e consigli per il trekking a cala goloritzè

  • Il percorso di trekking per Cala Goloritzè da Su Porteddu è adatto pressochè a tutti, ma richiede un minimo di preparazione atletica, soprattutto nella fase di ritorno
  • Necessarie, e obbligatorie, le scarpe da trekking
  • Portate con voi almeno 2L d’acqua a testa (se fa molto caldo, anche 3 o 4)
  • Non portate con voi ombrelloni, sedie, materassini ingombranti. La spiaggia è piccola e ci sono molte rocce, quindi tali oggetti sarebbero solo d’intralcio, a voi e agli altri
  • Tassativo avere con sè maschera e boccaglio!
  • Vietatissimo raccogliere sassolini e sabbia! E non siamo solo io e il buon senso a dirlo, ma anche le guardie della spiaggia e quelle dell’aeroporto. Rischiate multe salatissime!
  • Siate rispettosi dell’ambiente che vi circonda
  • Il percorso di rientro, come già detto, è lo stesso dell’andata, ma risulta essere molto più faticoso. Cercate di conservare qualche energia.
  • Se non ve la sentite di arrivare a Cala Goloritzè a piedi, potete raggiungere la spiaggia a nuoto, noleggiando una barchetta o un gommone da Arbatax, Cala Gonone e Santa Maria Navarrese. Ricordatevi che le barche possono fermarsi al limite delle boe, a 300 metri dalla riva!

Post scritto in collaborazione con TraghettiPer


un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blogValentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


21 commenti

Gloria · 30 Maggio 2019 alle 7:27

Io a luglio sarò proprio qui: sardegna sud occidentale. Marco è di origine Sarda. Dobbiamo ANDARCI!!!!

Sara - Cappellacci a Merenda · 28 Maggio 2019 alle 20:01

Stupendo questo post e questi panorami! Io amo il trekking, ma sono abitata a farlo in altre zone, questi paesaggi mi attirano veramente molto. Mi salvo il post, davvero utilissimo, mi hai invogliato ad andare qui!!

    Valentina · 29 Maggio 2019 alle 12:58

    Grazie mille Sara, ne sono davvero felice! 🙂 Anche io solitamente mi dedico al trekking in altre zone (montagna e appennino solitamente), ma questo percorso è stata una piacevolissima scoperta, e la bellezza di togliersi zaino e scarpe e tuffarsi in un mare d’incanto non ha eguali! Quindi sì, te la straconsiglio!

Silvia · 28 Maggio 2019 alle 16:02

Che bello questo articolo è davvero ben fatto. Sai che abbiamo la stessa età ? però in Sardegna ci sono stata solo due volte…(mi batti alla grande). Mi è piaciuta moltissimo comunque la Sardegna nelle due volte in cui ci sono stata.. a Stintino e a Cagliari… la terza volta prenderò sicuramente spunto da questo articolo. grazie

    Valentina · 29 Maggio 2019 alle 13:03

    Grazie mille Silvia! Grande, allora siamo coetanee! 😀 Io sono stata così tante volte in Sardegna grazie ai miei genitori, che mi hanno sempre portata con loro da piccola. Poi ho fatto alcune capatine da sola da più grande, ma se potessi ci andrei molto di più..amo quest’isola! Per quando ci tornerai, sì ti consiglio di esplorare la zona del Golfo di Orosei, che è ricca di natura e di meraviglia!

SognandoViaggi · 5 Aprile 2019 alle 18:44

Il mare della Sardegna è davvero indimenticabile!Io ci sono stata tre volte, sempre in famiglia e da adolescente, in tre zone diverse. Questa splendida spiaggia però purtroppo non l”ho mai vista! Mare spettacolare e una passeggiata nella natura per raggiungerla e conquistarsi l’agognato tuffo…non si può chiedere di meglio 😊

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:45

    Esatto, ben detto! 🙂 Trekking più tuffo in un mare da sogno, in un luogo di rara bellezza naturale… what else?!

antomaio65 · 5 Aprile 2019 alle 14:04

Bellissimo suggerimento arrivare a Cala Goloritzé a piedi. Io ci sono arrivata un paio di volte dal mare ma penso che il tuo percorso sia molto più bello.

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:48

    Grazie mille Anto!! Arrivarci a piedi è molto più emozionante, e c’è l’emozione di arrivare con le proprie gambe alla meta (e che meta! <3). Se avrai l'occasione di farlo, te lo straconsiglio!

Raffaella · 27 Febbraio 2019 alle 17:33

Un’appassionata di trekking come me non poteva non leggere questo articolo e prendere appunti. A maggio sarò in Sardegna e mi metterò in cammino. Per me le spiagge più sono isolate e più mi fanno soddisfazione!

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:54

    Grazie mille Raffaella! Wow, allora sì, ti consiglio assolutamente di fare questo percorso. Tra l’altro maggio è un ottimo periodo, non ci sarà troppa gente nella spiaggia e potrai goderti l’incanto del posto in totale serenità!

Dani · 25 Febbraio 2019 alle 5:16

Visti i paesaggi e lo splendido colore di quelle acque cristalline, direi che vale assolutamente è una fatica per cui vale assolutamente la pena

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:55

    Esattamente! La fatica verrà ampiamente ripagata! 🙂

Deborah · 24 Febbraio 2019 alle 13:07

Faticoso sì…ma che soddisfazione raggiungere certi luoghi poco battuti dal turismo estivo. In pace con la natura e qualche barca….!
Fantastico!

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:55

    Hai proprio ragione Deborah! Per me questo tipo di esperienze “faticose” sono le migliori in assoluto! 🙂

Hartine Benussi · 23 Febbraio 2019 alle 20:30

Ma che bel percorso! Complimenti sia per le otto volte 🙂 sia per l’affetto che ci hai messo tuo racconto

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:56

    Grazie mille davvero Hartine! <3 Mi fai arrossire! 🙂 La Sardegna mi è sempre di grande ispirazione!

Dany - Racconti di viaggio e non solo · 23 Febbraio 2019 alle 16:13

Che mare! La Sardegna è unica in questo, ma merita anche nelle altre stagioni 🙂

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:57

    Yes! Questa meravigliosa isola merita in ogni momento!

Elena · 23 Febbraio 2019 alle 10:45

Otto volte in Sardegna? Mitica! Puoi davvero affermare con orgoglio di conoscerla approfonditamente! Hai scovato proprio una spiaggia paradisiaca, e il fatto di poter essere raggiunta dopo un’escursione, dopo un po’ di fatica, la rende ancora più speciale! Anche a me piace molto andare a scovare spiagge un po’ sperdute, difficili da raggiungere…e poi, con tutti quei begli animali da compagnia…!

    Valentina · 8 Aprile 2019 alle 14:59

    Grazie mille Elena! Ebbene sì, sono otto volte 🙂 Ma ancora ci sono millemila cose che vorrei conoscere, la Sardegna non smette mai di stupire e di svelare qualcosa di nuovo! Ne sono profondamente innamorata. E questa spiaggia è davvero una tra le più belle (in mezzo ad altre cento, come minimo!) 🙂

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: