31 dicembre 2018

Ultimo giorno dell’anno, inevitabile tempo di bilanci e di sguardi che si volgono, per un momento, verso il lungo sentiero percorso alle nostre spalle.

Da piccola amavo moltissimo questa giornata, poichè mi si prospettava davanti una lunghissima notte di cibo, dolci, giochi, urla festanti e petardi colorati nel giardino degli amici di famiglia da cui ero solita andare.

Crescendo, il Capodanno ha cominciato a mettermi addosso molta ansia, bisognava avere sempre un progetto dispendioso a mano per festeggiare, seppure molto artificialmente, l’evento di un anno che muore e di uno che nasce.

Oggi, all’alba dei miei 28 anni, lo guardo con una sorta di indifferenza mista a tiepida paura: per il nuovo anno che arriva, per quello che mi sto lasciando indietro, perchè sto diventando grande e non so ancora bene chi e cosa diventerò.

diciotto momenti kilig nel mio 2018

E per soffocare questo senso di grigiume che la data odierna mi ispira, ho deciso che lo prenderò come momento buono per pensare a tutto ciò che di bello c’è stato in questi 365 giorni appena trascorsi, mettendo il tutto nero su bianco per meglio ricordare.

diciotto momenti kilig nel mio 2018

Si vive di soli attimi, e sono proprio questi che ci saltano alla mente quando ci introduciamo nel selvaggio labirinto dei ricordi.

Ci sono quelli belli, ci sono quelli intensi, quelli ansiosi, quelli orribili e quelli adrenalinici.

Qui parlerò solo dei bellissimi, e dato che servirebbe uno scroll infinito per contenerli tutti in questo articolo, selezionerò ulteriormente il malloppo: darò spazio solo ai momenti kilig e travel, quelli che hanno caratterizzato i miei viaggi più belli del 2018.

Non tutti, ovviamente! Ma “solo” 18, numero che mi sembra perfetto per rendere omaggio a quest’anno in procinto di terminare.

Cercherò di essere sintetica!

1. quel giorno in barca a zacinto, tra grotte, pesci, isole a forma di tartaruga

La ricetta per questo kilig moment è tanto semplice quanto particolare: un’isola ionica nel suo incanto del fuori stagione, un fidanzato romagnolo, una piccola barca solo per noi due (il fidanzato romagnolo si è improvvisato marinaio). Un mare magico, una miriade di pesci multicolori, grotte tutte da esplorare, sole.

Un’isola a forma di tartaruga su cui vivono solo animali, alberi e uova di tartaruga protette dalla sabbia.

Un’àncora da gettare quando e dove si vuole, una Reflex, maschere e pinne. Tante nuotate, tanti sorrisi, tanti nidi di rondine sulle pareti dorate a picco sul mare. La pelle salata, i capelli con le stesse onde del mare, il cuore leggero…

esperienze imperdibili a zacinto: le grotte di kerì

Non ho altro da aggiungere

2. il pranzetto di famiglia sotto il sole del rifugio i tablà, sul pralongià

Un momento talmente bello e intenso che non potevo proprio non dedicargli una storia e un articolo tutto per sè.

Ecco un breve riassunto: metà settembre, una giornata di sole e di cielo azzurrissimo. Pochi turisti sul Pralongià, la natura che inizia a volgere verso le tonalità calde e morbide dell’autunno. Siamo io, i miei genitori, mio fratello e il fidanzato romagnolo. Il paesaggio riflette tutte le Dolomiti più belle, il sentiero segue le onde dell’altopiano, che sembra il mare.

Arriviamo a questo rifugio di legno, illuminato dal sole ed allietato da musiche tirolesi. Ci accoglie una sorridente signora bionda in abiti tradizionali la cui simpatia ci conquista subito. Ci accomodiamo ad un tavolo in legno grezzo, da cui si gode di una vista privilegiata sul Sassongher.

Ordiniamo pietanze succulente e, nel mentre, io mi guardo intorno e mi rendo improvvisamente conto di quanto sono felice e fortunata.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: piatto di canederli in brodo

Il resto del racconto di questo momento super kilig lo lascio scoprire a voi nel link all’inizio del paragrafo. Intanto, godetevi questi canederli

3. la mia prima volta a milano, e l’emozione di vivere le terrazze del duomo

Ammettere che, in 28 anni di vita, non ero mai stata a Milano non è una bella cosa.

Ma, almeno, ho una (consistente) ragione in più per il mio kilig-bilancio, e lo voglio annunciare a caratteri cubitali: ebbene sì, amici, in questo anno che sta volgendo al termine SONO STATA A MILANO PER LA PRIMA VOLTA NELLA VITA!

diciotto momenti kilig nel mio 2018: valentina sulle terrazze del duomo di milano

Io vergognosa ma molto felice

Tra l’altro per un’ottima causa, se mai ne servissero per andare nella città più all’avanguardia d’Italia, ovvero in missione per conto di Musement, che mi ha mandato a scoprire di persona i segreti del Duomo e delle sue Terrazze, per poi tornare qui a raccontarlo.

4. due capitali europee nello stesso giorno

Bratislava-Vienna, Slovacchia-Austria.

Solo 60 km separano queste due capitali europee, il che equivale ad un’oretta di viaggio.

Ricordo i mulini a vento, la strada, il sole basso e radente. Il libro letto mentre il verde Flixbus procedeva spedito lungo la via.

La U-Bahn Wien, l’arrivo nelle atmosfere fastose e imperiali, l’aria natalizia gioiosa ed elegante, la magia propria di una delle più belle città d’Europa. La Wiener Schnitzel, la torta Sacher, i mercatini di Natale, i Burggarten, il Duomo di Santo Stefano.

Vi lascio qui il video-racconto di questo intenso viaggio nel cuore dell’Europa, che vale più di mille parole!

5. la conquista del sassongher, in alta badia

La montagna che svetta su Corvara, quella specie di piramide dalla cima tronca che riconoscerei anche ad occhi chiusi da quanto mi è famigliare.

Sin dal principio della mia storia d’amore con la Val Badia, iniziata cinque anni fa, ho sempre osservato pensosa il Sassongher, ribadendo a me stessa il proposito di andare a piantare la mia bandierina sulla sua cima.

Ma poi mi è sempre passato di mente. Senza farlo apposta, o forse sì, lo ammetto. Quando conquisti tutte le vette della zona, e dall’alto ti accorgi che il Sassongher non è affatto così imponente come sembra da giù, tendi a sottovalutarlo.

Sì, caro Sassongher, ti ho lasciato in disparte per tanto tempo, proprio come ho fatto con l’Ütia Paraciora. Però, esattamente come per questo splendido rifugio cerbiattoso, ti ho concesso un’opportunità in questo 2018, e mi sono dovuta ricredere.

Sei tosto, e selvaggio. La parte di ferrata è breve, ma non è propriamente una passeggiata. E il panorama che offri nei pressi della croce, a 2665 metri d’altitudine, è magico.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: valentina sulla cima del sassongher che guarda verso il puez

Sensazionale

6. la neve in romagna, e lo spettacolo di borgo tossignano in bianco

Mi dispiace per quelli che sì-bella-la-neve-ma-esclusivamente-in-montagna-perchè-qui-crea-solo-problemi, ma sono fermamente convinta che la neve sia una delle cose più belle del mondo.

Silenziosa, ovattante, porta la magia anche dove quest’ultima non c’è, tira fuori il fanciullino più o meno nascosto nell’anima di tutti noi, toglie di torno la gente inutile e dona la bellezza di fermarsi a contemplare il mondo e le sue piccole grandi cose.

L’anno scorso, Neve è venuta a fare visita all’Emilia-Romagna tre volte: a novembre, a inizio marzo e in dicembre, e io, in tutti i casi, ho tirato fuori dall’armadio tuta da sci e scarponcini e sono andata a fare l’angelo nei prati candidi, rimanendo a contemplare il cielo avvolta nel manto nevoso, tutt’altro che freddo.

Un giorno mi sono inerpicata nelle alture di Borgo Tossignano, e sono rimasta senza parole davanti allo spettacolo che questo borghetto mi ha offerto: una Romagna di collina e pianura interamente coperta da un manto bianco, silenziosa, rilassata.

7. il tramonto e la cenetta romantica alla taverna panorama di kampi, a zacinto

Momento kilig travel tra i più preziosi dell’anno, la Taverna Panorama e la sua atmosfera mi sono entrati prepotentemente nel cuore e nella mente, e non credo se ne andranno mai più.

Sarà stato il fascino selvaggio e disabitato del luogo, o il paesaggio sublime fatto di scogliere impervie e pini marittimi a picco sul mare, presso cui vengono a riposare ancora oggi alcune foche. Oppure la semplicità della taverna, priva di qualunque attrattiva turistica ma piena dell’amore e della passione per il proprio lavoro del proprietario.

O il tramonto, unico al mondo, che ha lasciato in cielo una scia di colori che non avevo mai visto da nessun’altra parte.

Zacinto. Appunti sparsi dal mio diario di viaggio: ammirare il tramonto a Kampi

Insomma, questo momento di vita splendidamente vissuta lo voglio ricordare così: due cuori, tanto sale sulla pelle, un tavolino sul mare, una brocca di vino e le moussaka più buone del mondo, il silenzio, la natura.

8. il pomeriggio al mačkafé di bratislava…

Bratislava, secondo giorno dell’anno e prima volta nella capitale slovacca.

Nella strada in salita per arrivare al castello, mi fermo per sistemarmi un guanto e mi giro a guardare la vetrina alla mia sinistra. Noto un’insegna recante un paio di zampine di gatto, penso subito ad un negozio di cibo e oggettistica per animali.

Ma poi, nel labirinto di parole indecifrabili proprie della lingua slovacca, leggo la parolina magica cafè.

Mi paralizzo, mentre l’anima di gattara appassionata che vive in me comincia a ululare selvaggiamente e a intimarmi di entrare subito a dare un’occhiata. Eseguo senza controbattere, trascinandomi dietro un fidanzato romagnolo attonito.

Mi ritrovo in una piccola, dolce, morbidosa definizione di paradiso per gli amanti dei piccoli felini: un cat cafè intimo e fuseggiante, con ben otto esemplari di mici a poltrire e ad aggirarsi in ogni dove!

kubik, gatto bianco e nero, cerca di mangiare la cheesecake

E a cercare di rubare il tuo cibo!

Un posticino davvero felice, a cui sono collegati ricordi magici del mio viaggio slovacco.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: dolce pausa caffè con gatti

Sì, ci sono tornata tutti i giorni della mia permanenza a Bratislava 🙂

9. ..e quello al crazy cat cafè di milano!

Memore dei dolcissimi momenti trascorsi al Mačkafé slovacco, ho deciso di non farmi mai più trovare impreparata in fatto di posticini in cui bere e mangiare contornati da gatti, e di avviare una carriera da esploratrice di cat cafè.

La gita di maggio a Milano è capitata proprio a fagiolo, poichè grazie a Instagram, ero già a conoscenza del Crazy Cat Cafè milanese. E in quella frenetica giornata, mi sono ritagliata un momento tutto per me e per i pelosi residenti in questo locale colorato, che dona allegria già solo al vederlo da fuori.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: gatto che dorme in una cesta al crazy cat cafè di milano

Uno dei gestori del Crazy Cat Cafè, come vedete molto impegnato

10. quel giorno romantico a zonzo per borghetto

“Ti voglio portare in un posticino davvero bello che, ne sono sicuro, ti piacerà tanto. Non posso dirti nulla, voglio farti una sorpresa!”.

Quando il Romagnolo boyfriend esordisce con queste parole, io non posso fare altro che strafugnarli le guance e concedergli finalmente (anche se temporaneamente) il timone della scelta del viaggio di coppia.

Solitamente, infatti, quella che propone e progetta avventure insieme sono io, e lui mi segue a ruota. Capita spessissimo che io gli faccia scoprire posti al cospetto dei quali esclama: “Osta! Ma che bello, sto posto spacca di brutto!”, come è successo con Alpe di Siusi e l’Alta Badia, luoghi che l’hanno convertito definitivamente all’amore per la montagna.

Ma nel maggio odoroso del 2018, il biondino in questione ha preso con fermezza l’iniziativa, ha alimentato in me elevate aspettative, ed è riuscito a far coincidere la realtà con esse. Mi ha portata a Borghetto, un paesello piccolino accanto a Valeggio sul Mincio, proprio sotto la Torre Scaligera.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: angolo di borghetto

Borgo piccolissimo che si affaccia su di un fiume grande, il Mincio appunto

Case piccoline e in pietra, mulini ad acqua in ogni dove, esplosione verde di natura ovunque, nuvole bianche.

Ho mangiato gli agnolotti in brodo, scattato tantissime fotografie, mi sono seduta in silenzio sulla riva del fiume ad ascoltare il suono scrosciante delle acque, ho scoperto un itinerario in bici che mi sono ripromessa di fare nel 2019.

E basta, la smetto, se mi dilungo un altro po’ questo articolo diventa infinito! Procediamo.

11. gli aperitivi slow di giugno e settembre al dolce vita e al singita di marina di ravenna

C’è chi la odia, c’è chi la ama. C’è chi ci va solo per le feste in spiaggia e l’alcool che sgorga a fiumi, c’è chi pianta il proprio ombrellone nella spiaggia libera a due passi dalla riserva naturale, lontano da tutto e da tutti.

In qualunque declinazione, Marina di Ravenna non passa inosservata, sia per chi è del posto (e con questa espressione noi emiliano-romagnoli abbracciamo l’intera regione, non solo la porzione di Romagna ravennate) sia per chi è di passaggio.

Tale località è un luogo chiave delle estati del nord Italia, e io ho imparato ad amarla e ad accettarla così com’è, modulandola a seconda dei miei desideri. Mi sento particolarmente giovine e boriosa? Vado a ballare in infradito nella celebre movida sulla spiaggia. Invoco la calma e aborrisco la socialità? Bene, mi reco nella spiaggia libera a sfoderare il romanzo di turno.

L’estate scorsa ho optato più volte per entrambe le opzioni appena citate, ma su una cosa sono certa: gli aperitivi al tramonto del Bagno Singita e de La Dolce Vita, dopo una giornata calda tra nuotate e bagni di sole sono un qualcosa di veramente bello e poetico.

sabato d'estate a marina di ravenna: aperitivo

Gli ingredienti della domenica romagnola in relax

Sono grata per aver trascorso tante giornate così: scalza, con i capelli ondulati dal mare e dal vento e con un calice in mano.

12. l’essere stata nel punto esatto in cui il fiume danubio incontra la morava

Quando, da Bratislava, ho raggiunto il castello di Devín, nell’omonimo paesino dai tetti rossi e dalle case in pietra, ho capito subito che quello era un luogo speciale.

Le rovine del misterioso maniero sorgono infatti in un punto chiave: quello in cui l’impetuoso Danubio, che con i suoi 2.860 km tocca svariati paesi europei, si unisce al fiume Morava, che dimora nel cuore del nostro continente.

castello di Devín bratislava: la torre della vergine

Ecco l’incontro tra i fiumi: Danubio a sinistra, Morava a destra

Oltre ad andare con il pensiero a tutta la storia che si è consumata in questa strategica zona, mi sono ricordata della mia Dobbiaco, in Trentino Alto-Adige, e di alcune parole che mi disse mio padre durante una delle nostre vacanze lì, mentre immergevamo le mani nelle frizzanti acque del torrente Drava:

“Ecco vedi, queste placide acque di montagna nascono qui, ma sono destinate ad un lunghissimo viaggio. Arriveranno, infatti, a gettarsi nel Danubio, a 750 km di distanza”.

Tale nozione geografica mi ha sempre affascinato tanto, ed essere arrivata a toccare l’acqua del Danubio mi ha davvero riempito di meraviglia e felicità.

13. il maggio odoroso tra i tulipani del parco giardino sigurtà

Se vi parlano del Parco Giardino Sigurtà come il parco più bello d’Italia, sappiate che è proprio così. E non sono solo io a dirlo: questo è il riconoscimento ufficiale che gli è stato conferito, per la prima volta, nel 2013, seguito a ruota da quello di Secondo Parco Più Bello d’Europa nel 2015.

Nel maggio dell’anno in procinto di concludersi, ci sono tornata per la seconda volta (la prima risale al 2012), e tutto era ancora lì e ancora bello come nei miei ricordi: il romantico Viale delle Rose con vista privilegiata sulla Torre Scaligera, i meravigliosi giardini acquatici densi di ninfee e fiori di loto, il labirinto, l’eremo, la Valle dei Daini, l’immenso tappeto erboso in cui è impossibile non mettersi a rotolare.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: tulipani rosa al parco giardino sigurtà

Cartolina dal Parco Giardino Sigurtà

Quest’anno ho avuto la fortuna di vivere il tempo dei tulipani e della loro fioritura! Una meraviglia cromatica unica, indescrivibile a parole, un pochino di più con le fotografie, perfetta nei miei ricordi più belli.

14. la cena al ristorante i portici di bologna

I miei genitori, selettivi conoscitori eno-gastronomici (così amano descriversi), invidiano fortemente questo momento kilig. E ancora non riescono proprio ad accettare il fatto che io abbia provato il ristorante stellato della nostra città prima di loro.

C’è da dire che anche io, proprio come loro, sono un’amante della buona tavola e delle sperimentazioni gastronomiche (se non lo sapevate, andate sulla sezione del blog I Posticini e capirete tutto), ma l’emozione di aver cenato alla tavola dello chef Emanuele Petrosino è stata tanto intensa proprio perchè inaspettata, avvenuta al termine di una giornata di lavoro.

Piatti deliziosi, ambiente soffuso, servizio impeccabile. Una di quelle esperienze di raffinata eleganza e sostanza che bisogna vivere, soprattutto nella propria città natale!

15. il ritorno al rifugio puez tramite uno degli itinerari più belli dell’alto-adige

Un giro pazzesco, una giornata di sole splendente con giocose nuvole bianche.

Sono partita dal Passo Gardena e, dopo un bel caffè energetico al Rifugio Jimmy, ho preso la via del Cir, uno dei percorsi a mio avviso più particolari e unici dell’intera regione altoatesina. Questo itinerario consente al viaggiatore di raggiungere l’altopiano lunare del Puez, ma non è così semplice come può sembrare: bisogna prima superare tre forcelle, e armarsi di pazienza nel lungo tratto di saliscendi iniziale.

Quest’anno l’ho rifatto per la seconda volta, e l’emozione di trovarmi in mezzo ad una natura così ancestrale e potente è stata comunque molto intensa. Rocce dolomitiche dai mille colori, piccoli tappeti erbosi tra i canaloni di pietra, panorami mozzafiato, marmotte. I miei occhi erano pieni di meraviglia, il mio stomaco di zuppa d’orzo e panini allo speck.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: valentina sull'altopiano del puez

Valentina al Puez, con la Vallunga, l’Alpe di Siusi e lo Sciliar alle spalle

Al Rifugio Puez ho ritrovato i coniglietti e le pecore, ho meditato di andare sulla cima omonima ma non c’era più tanto tempo. Mi sono consolata optando per il Sas Ciampac, ed è stato meraviglioso lo stesso.

16.la contemplazione di uno dei più emozionanti paesaggi d’europa in un momento più unico che raro

L’universo, nella mia vacanza sull’isola di Zacinto, mi ha concesso un regalo davvero straordinario: la celestiale visione della celebre Spiaggia del Relitto completamente libera da barche e persone.

Zacinto. Appunti sparsi dal mio diario di viaggio: la spiaggia del relitto

Il sogno

Mi si è presentata davanti così, tra un soffio potente di vento dalla cima della scogliera su cui ero salita, e un rapido volteggio di nubi cariche di pioggia e arcobaleni.

Poesia selvaggia, bellezza indescrivibile che mi ha tolto ogni parola di bocca.

diciotto momenti kilig nel mio 2018: valentina che osserva la spiaggia del relitto a zacinto

Io che ammiro cotanta magia

E tristezza profonda, nel constatare quanto questo angolo di incanto venga quotidianamente violentato dall’essere umano.

17. domenica 16 dicembre: fico eataly world, il cinema, la neve nel mio paesello natale

Una giornata troppo bella per non essere inclusa in questo mio soliloquio di momenti farfallosi.

La domenica prima di Natale: la casa già pronta per accogliere la festa più magica dell’anno, il pranzo in famiglia, la serenità ritrovata.

La capatina da FICO Eataly World, in cui non mi stanco mai di andare, l’aperitivo delizioso con un calice di Grillo e un tagliere di sublimi salumi. Il caffè al bar Lavazza, e la sorpresa che attendeva me e il fidanzato romagnolo all’uscita: morbidi fiocchi di neve simili a palline di cotone, che tingevano di bianco la scura notte bolognese.

Il lento ritorno a casa, un cinema d’altri tempi di provincia con solo una sala e il carretto dei pop-corn colorato. Bohemian Rapsody si è rivelato il capolavoro che presagiva di essere, due ore e quindici di emozioni crescenti.

All’uscita, la neve continuava a cadere, e tutto era silenzioso e bianco. Era mezzanotte, e anzichè andare a letto, io e mio fratello (incontrato in quel momento) ci siamo infilati gli scarponi da neve e siamo andati al parco dietro casa, per non perderci neanche un attimo di quella notte da favola.

18. la famiglia di cerbiatti avvistata sulle colline dietro casa, dopo una giornata in appennino

Venivo da una bellissima giornata estiva trascorsa tra le fresche fronde dei boschi appenninici, precisamente nella Valle del Dardagna, dove scorrono e saltano le preziose cascate d’appennino.

Ero grata al mondo per aver passato diverse ore lontano dall’inclemente afa di pianura, per aver mangiato la buonissima crescente croccantina del fornaio di Silla, e per essere tornata ancora una volta nei luoghi prediletti della mia regione.

La mia avventura non era ancora finita, poichè era prevista una romantica cenetta in un’osteria di legno abbarbicata sulle colline vicine a casa mia , da cui si ammirano emozionanti tramonti sui profili montuosi.

Mentre guidavo tra i tornanti per raggiungere la meta, esattamente nell’ora che precede quella blu della sera, vedo quattro sagome semoventi in mezzo a un campo, a pochi metri dalla strada. Fermo immediatamente l’auto, scendo al volo e mi trovo al cospetto di una famiglia di cerbiatti: mamma cerbiatto, papà cerbiatto e due piccoli Bambi, tutti intenti a fissarmi e a ragionare velocemente sulla minaccia che la mia persona poteva significare per loro.

Che cosa dire, se non grazie?


Buon 2019 a tutti! Che possa essere un anno ricco di farfalle e di vita ♥


le nove migliori foto di instragram


un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blogValentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), il basilico, il caffè. Portami in cima a una montagna, e sarò tua per sempre.


7 commenti

Grazia · 18 Gennaio 2019 alle 18:11

Niente, l’inizio del tuo articolo sembrava quasi lo avessi scritto io, anche per l’età (io li compio quest’anno). La tua scelta di ripercorrere tutti i momenti positivi di quest’anno (anche se poi ne hai scritti solo alcuni) è stata la risposta perfetta a queste sensazioni di incertezze e paure. Sapevo che Vienna e Bratislava fossero vicine, ma non immaginavo così tanto 🙂

Laura · 12 Gennaio 2019 alle 23:16

Che bello il tuo 2018 raccontato attraverso questi 18 momenti: mi sembra di essere stata li con te a vedere quei paesaggi o ammirare la cima di una montagna. O vivere semplicemente un momento di perfetta felicità. Buon 2019!

Monica · 12 Gennaio 2019 alle 10:40

Bellissimi i tuoi ricordi dell’anno appena trascorso! Ammetto di averti invidiata un po’ quando hai detto di aver visto la spiaggia del relitto a Zante completamente deserta. Quando ci sono andata io purtroppo era più trafficata di un mercato thailandese 🙂

MARTINA BRESSAN · 11 Gennaio 2019 alle 11:10

Quanto è bello scrivere e mentre si scrivono rivivere questi ricordi ! Complimenti, un 2018 pieno di bei momenti. Soprattutto la conquista del Sassongher dev’essere stata davvero speciale.. ma anche quel tramonto a Zacinto dev’essere difficilmente dimenticabile!

elena - viaggiodolceviaggio · 8 Gennaio 2019 alle 18:52

…18 momenti kilig uno più invitante dell’altro! Hai avuto un anno pieno di attimi, Valentina, che si sono trasformati in ricordi che non se ne andranno più!

Arianna · 31 Dicembre 2018 alle 17:45

Bellissimo, quanti bei ricordi 💙 ti auguro altrettanta felicità, amica ✨

    Valentina · 2 Gennaio 2019 alle 18:16

    Grazie mille carissima Ari! Non posso che augurare lo stesso anche a te <3 Tantissima felicità, tantissima vita!

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