L’AUTUNNO IN EMILIA-ROMAGNA
L’Autunno in Emilia-Romagna è la stagione in assoluto più attesa dalle persone che soffrono il caldo (come la sottoscritta); dopo la tremenda afa e gli opprimenti anticicloni che, purtroppo, da qualche anno a questa parte rendono l’estate emiliano-romagnola un girone infernale, l’arrivo di Autunno è un momento di grande felicità e sollievo.
Non capirò mai chi emana odio per questa stagione: i colori che esibisce la natura, l’atmosfera frizzantina, la luce del sole più dorata e magica, la ricchezza di bacche, fioriture particolari, prodotti del sottobosco ne fanno un periodo estremamente prezioso per noi e il nostro pianeta.

Potrei stare ore qui a decantare i motivi per cui amo l’autunno, ma non sarà questo il nocciolo del presente articolo (per vostra fortuna). Ciò che mi preme, ora, è offrirvi una panoramica di esperienze e attività per godersi al meglio tale stagione, imparando a riconoscere il suo straordinario valore e la sua poetica bellezza.
Ho selezionato dunque un po’ di idee variegate fra natura, borghi, cascate e sagre, da me sperimentate e perfette per vivere l’autunno in Emilia-Romagna.
Eccole qua!
📸 Dai anche un’occhiata a questo carosello dedicato su Instagram.
• ANDARE A CACCIA DI FOLIAGE E CASCATE APPENNINICHE
Parto subito in quarta, ma d’altronde cosa c’è di più bello che immergersi nel coloratissimo cuore della natura in questo periodo? Se poi ci abbiniamo anche la presenza di scrosciante acqua limpida, direi proprio che abbiamo fatto tombola.
E allora fate incetta dei seguenti consigli da salvare e seguire, soprattutto se, come la sottoscritta, amate andar per sentieri, foliage e cascate:
- CASCATE DEL DARDAGNA – sono affezionatissima a questi suggestivi balzi che l’appenninico torrente Dardagna compie alle falde del Corno alle Scale. Li ho ammirati in ogni stagione (anche con la neve) e devo dire che in autunno il loro meraviglioso contesto di boscosa natura raggiunge livelli sublimi. Potete arrivarci partendo dal Santuario della Madonna dell’Acero, e abbinarlo, se il meteo lo consente, alla conquista del Lago Scaffaiolo e del Corno alle Scale, o ad un bel giro ad anello passando dal Monte La Nuda.

- CASCATE DI LAZZARONI – ubicate nella remota Valle del Randaragna, nel comune di Alto Reno Terme, queste cascate sono una Meraviglia (scritto proprio così, con la M maiuscola). Essere al loro cospetto significa tornare indietro nel tempo a quando il mulino di Nazareno (che sorge lì accanto a mò di pittoresco rudere) giocava un ruolo chiave per l’economia e il sostentamento delle comunità montane. Leggete il mio articolo dedicato – Le Cascate di Lazzaroni, nella valle appenninica del Randaragna – per saperne di più.

- CASCATE DELLA BRUSIA – La loro particolarità, insieme al contesto che le circonda, è quella di diventare un quadro durante la stagione autunnale. Siamo in Romagna, non distanti da Portico di Romagna e dal vulcanino del Monte Busca (di cui vi parlo tra poco): in località Bocconi, proprio nel punto in cui il torrente Montone decide di spiccare un bel salto, sorge un bellissimo e antico ponte a schiena d’asino, che impreziosisce ulteriormente il tutto.

- CASCATA DELL’ACQUACHETA – il fatto che sia citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia dovrebbe farvi correre subito al cospetto di codesta cascata nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. La sua scrosciante bellezza si localizza nel cuore di sontuosi boschi appenninici, che diventano uno spettacolo di colori e sfumature in questa stagione.

📽 In questo video ti fornisco anche un consiglio per un alloggio tattico, e per altre splendide esperienze.
- LAGO E DIGA DI RIDRACOLI – Qui non parliamo propriamente di cascate (sempre se escludiamo l’eventuale tracimazione della diga), ma comunque di un perfetto connubio tra acqua e foliage. Sempre nel cuore delle Foreste Casentinesi, questo luogo intreccia spettacolare natura a ingegno umano, dandovi la possibilità di vivere le più diverse esperienze: escursioni, esplorazione della monumentale diga ad arco-gravità, relax in natura, gite in battello elettrico e in canoa.

• PARTECIPARE A GHIOTTE SAGRE D’AUTUNNO PER TUTTA LA REGIONE
Funghi, tartufo, castagne, vino, zucca, confetture.
Se anche a voi il solo udir pronunciare queste parole provoca aumento di salivazione e brontolii gastrici, allora c’è una splendida notizia: l’autunno in Emilia-Romagna fa rima necessariamente con sagre e feste, di ogni genere e tipologia.
Da metà settembre fino a inizio dicembre, infatti, avrete l’imbarazzo della scelta: sagre dei marroni e delle castagne, del tartufo bianco, dei funghi, della zucca, dei prodotti del sottobosco, del vino e della birra.
Non bastano tutti i weekend compresi in questo arco temporale per presenziare agli appuntamenti in programma, da Piacenza a Rimini. Ma ecco che qui entro in gioco io, con un denso e ghiotto articolo dedicato alle migliori sagre d’autunno in Emilia-Romagna!

• VISITARE LA CASA DELLE ZUCCHE DI LONGASTRINO
Non tutti sanno che, nella Bassa Romagna, esiste un paese appartenente per metà alla provincia di Ravenna e per l’altra metà a quella di Ferrara. Costui è Longastrino, frazione del comune di Argenta e di Alfonsine, ed oltre a codesta peculiarità geopolitica, esso è diventato famoso, negli ultimi anni, per una deliziosa chicca super autunnale: la sua Casa delle Zucche.

L’ideale è inserire questa tappa in un tour della zona, per esempio dopo (o prima) aver visitato il Museo NatuRA di Sant’Alberto e fatto una bella pedalata tra i percorsi delle Valli Meridionali di Comacchio.
La Casa delle Zucche di Longastrino si trova in Via Molinetto 63, ma potete benissimo inserire su Google Maps la dicitura “casa delle zucche longastrino” per trovarla.
• ANDARE IN GIRO PER I COLLI BOLOGNESI
A dispetto di quanto molte persone pensino, l’autunno è la stagione perfetta per compiere splendide camminate ed escursioni. È un ottimo momento, per esempio, per dedicarsi all’esplorazione delle splendide colline bolognesi, capaci di regalare anch’esse splendidi foliage e cartoline autunnali.
Ora vi cito qualche idea e percorso, localizzato nelle aree di mia competenza:
- Sentiero dei Bregoli e Santuario di San Luca – un caratteristico percorso, molto caro a noi bolognesi, che dall’ingresso del Parco Talon conduce al cospetto dell’iconico Santuario di San Luca.

- Calanchi dell’Abbadessa – Questo è in assoluto uno dei miei percorsi preferiti della zona. Tali calanchi sono un mondo davvero particolare e sorprendente, e la natura che li circonda, unitamente ai panorami e alla bellezza dei luoghi che si attraversano, ne fanno un anello bellissimo ed estremamente suggestivo anche in autunno.
- I Colli Bolognesi fra Montepastore e Vedegheto – un percorso insolito ma sorprendente (e molto semplice) nella Valle del Lavino, in un’area di bucoliche colline, rigogliosa natura, minuscoli centri abitati, antiche tradizioni.
- Escursioni guidate in collina – magari proprio con me! Che, per chi ancora non lo sapesse, sono una GAE (Guida Ambientale Escursionistica) e dal 2019 accompagno escusionisti ed escursioniste alla scoperta delle straordinarie meraviglie naturali intorno a Bologna (la mia città) e non solo. Per scoprire il calendario autunnale delle mie escursioni, e non perdere novità ed aggiornamenti, seguitemi sulla mia pagina Facebook dedicata e su Instagram.

• SORPRENDERSI AL COSPETTO DEL VULCANO PIÙ PICCOLO DEL MONDO
A circa un’ora di macchina dalle città di Cesena e Forlì vi è un posticino assai peculiare: il vulcano più piccolo del mondo.
Non dovete immaginarvi un mini Etna o un mini Teide poichè, in realtà, non si tratta propriamente di un vulcano in senso stretto. Ciò che da origine a questa simpatica attrazione delle colline romagnole è una fuoriuscita naturale perpetua di gas metano, che si incendia spontaneamente (anche se a volte richiede un piccolo aiuto artificiale).

Ciò non toglie nulla al senso di stupore e meraviglia che il vulcanino scaturisce in chi lo osserva dal vivo: oltre ad essere un qualcosa in cui non ci si imbatte certo tutti i giorni, esso si ubica in una zona naturalistica molto suggestiva, diventando tappa obbligata in un bel tour toccante, ad esempio, le Cascate della Brusia (vedi primo paragrafo), e Portico di Romagna (vedi penultimo paragrafo).

• INNAMORARSI DEL CASTELLO DI TORRECHIARA
Il Castello di Torrechiara è uno di quei manieri che devono essere visti, almeno una volta nella vita.
Ubicato presso l’omonimo borgo, su di un colle panoramico alle porte della Val Parma, esso dapprima seduce irrimediabilmente la vista, poi fa sicura breccia nel cuore accogliendo visitatori e visitatrici al suo interno.

A metà del Quattrocento, il Castello di Torrechiara divenne proprietà del Conte Pier Maria II de’ Rossi detto Il Magnifico (1413 –1482), il responsabile della struttura odierna e dei suoi incantevoli interni affrescati.
Nonostante il matrimonio con la nobildonna Antonia Torelli (1406-1468), il Conte era in realtà innamorato (e non segretamente) di un’altra dama, una certa Bianca Pellegrini d’Arluno (1417-1480). Ed ecco che destinò al loro amore il castello, che da fortezza difensiva assunse anche il ruolo di residenza privata.
A tale scopo, Pier Maria reclutò diversi artisti, scultori e pittori per decorare le sale, i saloni e le camere residenziali della dimora, facendole raggiungere altissimi livelli artistici ed estetici.
Vi lascio qui l’articolo dedicato al Castello di Torrechiara per saperne di più, insieme alla raccomandazione di andarci.
• SORPRENDERSI ALLA ROCCHETTA MATTEI
Rimanendo in tema castelli fiabeschi, c’è un’altra chicca che merita come non mai di essere inclusa nelle vostre gite d’autunno in Emilia-Romagna: la Rocchetta Mattei, eclettico capolavoro architettonico dell’Appennino bolognese.

Il suo aspetto dalle fattezze decisamente arabeggianti crea un bizzarro contrasto con il territorio circostante (e con gli edifici e i castelli della zona): un vero e proprio intrico di scale, scalette, torri e torrioni, ampi saloni e piccoli spazi, cortili… Il tutto in uno stampo medievale intrecciato tranquillamente a note gotiche, liberty e moresche insieme.
A chi mai poteva venire in mente di edificare qui, nella selvaggia natura non distante da Porretta Terme, un edificio che sembra uscito dalle fiabe Le Mille e Una Notte? Beh, ovviamente solo a un personaggio bizzarro e fuori dalle righe, del calibro del conte Cesare Mattei (noto esponente ottocentesco della vita politica e sociale bolognese, letterato e osteopata).
Egli desiderava associare la struttura del suo castello ad una sorta di percorso iniziativo verso la scienza e la conoscenza, un luogo di incontro fra le arte, cultura e razionalità. E non solo: la Rocchetta Mattei cela infatti numerosi simboli e segreti, che ne aumentano l’aurea di mistero e magia.
Anche qui vi rimando all’articolo Visitare la Rocchetta Mattei, il castello fiabesco dell’appennino bolognese, nel quale potrete approfondire la scoperta di questo luogo speciale.
• ANDAR PER BORGHI ROMAGNOLI
Lo dico sempre, e lo scrivo spesso negli articoli a lei dedicati: la Romagna non è solo spiaggia, mare e baracca, ma è un territorio vasto e variegato in cui i tre elementi appena elencati convivono con colline, Appennino, natura, cascate, laghi, grotte, antichi borghi.
Prendiamo questi ultimi, per esempio: in tutta la Romagna collinare e appenninica ve ne sono a bizzeffe, tutti assai affascinanti, particolari e con unicità sbalorditive, e che si prestano particolarmente bene a splendide gite autunnali.
Vi elenco qui un’assolutamente non esaustiva lista, da cui prendere spunto:
- Pennabilli – borgo tra i miei preferiti in assoluto, questo gioiello si trova nell’alta Val Marecchia, a ben 630 metri di quota. Oltre alla superlativa bellezza naturalistica in cui è immerso, Pennabilli si contraddistingue per essere un prezioso centro culturale, ricco di storia, storie e veri e propri luoghi dell’anima.

- Portico di Romagna – Situato in quella porzione di Romagna molto vicina alla Toscana, Portico di Romagna trasporta i suoi visitatori in un bel viaggio indietro nel tempo. Ricchissimo di storiche botteghe e luoghi curiosi, esso spicca per il suo caratteristico Ponte della Maestà (a schiena d’asino e risalente al XIV secolo), le tante logge e palazzi, le splendide chiese.

- Brisighella – Fra argentee rupi di roccia gessosa e bucoliche colline faentine, questo borgo è davvero un must, da visitare in autunno come nelle altre stagioni. Fra le sue case pastello, la celebre Via degli Asini, i suoi tre colli e la Torre dell’Orologio, è impossibile non rimanere impressionati da questo paese da fiaba.

- Saludecio – Arroccato su di un colle panoramico nella riminese Valconca, Saludecio è davvero originale: anch’esso borgo medievale, ben conservato e ricco di storia, stupisce per i suoi coloratissimi murales, afferenti tutti a scoperte e invenzioni ottocentesche.

📽 Guarda questo video per un po’ di vibes autunnali romagnole!
• ANDAR PER BORGHI PIACENTINI
Ok, non sono ancora una grande esperta del territorio piacentino, ma durante una mia capatina qui ho visitato tre borghi molto caratteristici, secondo me perfetti da visitare in autunno. Eccoli qui:
- Grazzano Visconti – Ok, è una meta assai turistica codesto splendido esempio di architettura revivalistica italiana, tuttavia è da visitare (a mio avviso) almeno una volta nella vita. Grazzano Visconti rientra infatti fra le Città d’Arte dell’Emilia-Romagna, è un villaggio molto curato, e offre un’atmosfera magica, nel vero senso della parola.

- Vigoleno – Tanto piccolo quanto suggestivo, Vigoleno incanta per la sua genuina e affascinante atmosfera antica. L’eleganza delle sue forme, l’imponente (e panoramico) sistema difensivo tutt’ora integro, la bellissima piazza e la meravigliosa chiesa romanica di San Giorgio.

- Castell’Arquato – Autentico borgo gioiello sulle colline della Val d’Arda, questa località ammalia per la sua suggestiva e imponente struttura medievale; oltre all’iconica Rocca Viscontea, al Palazzo del Podestà e alla Collegiata di Santa Maria Assunta, spiccano i viottoli e le caratteristiche case in sasso perfettamente conservate. Non perdetevi una capatina ai suoi tanti musei e negozietti.

ANDAR PER BORGHI MODENESI
Ve ne cito solamente due (per il motivo spiegato nel paragrafo precedente), che, fossi in voi, abbinerei in una gita giornaliera da queste parti:
- Vignola – Nota per la sua produzione cerasicola, questa cittadina alle falde dell’Appennino modenese cela tante belle cose, da fare e da vedere. Rocche e palazzi nobiliari, pasticcerie e locali iconici, librerie, musei, scale a chiocciola speciali… Il tutto unito ad una tradizione eno-gastronomica da leccarsi i baffi!

- Castelvetro di Modena – In questo borgo il tempo si è fermato al Medioevo (anche se le sue radici affondano assai più indietro, alla civiltà etrusca), ed è impossibile non mettersi a fare le pedine umane nella sua caratteristica Piazza della Dama, a scacchi bianchi e neri. Oltre a una passeggiata slow per i suoi anfratti, vi consiglio qui una capatina, per un caffè o un aperitivo, da Eglise Caffè.

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Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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