memorie di una piccola, grande meraviglia del salento

È stato mentre preparavo l’esame universitario di Letteratura Inglese II, ormai qualche anno fa, che ho scoperto Otranto.

Ruvide pagine in lingua straniera, ricche di sottolineature colorate, mi hanno raccontato, per la prima volta, di questa affascinante città del Salento, e lo hanno fatto in un modo assai singolare: presentandomi fantasmi e omicidi sanguinosi, principesse e tiranni, elmi giganti, scheletri, apparizioni miracolose di santi.

Di quel momento ricordo tre cose: che, per quanto strano e assurdo, l’opera di Horace Walpole, The Castle of Otranto, mi ha appassionato moltissimo, che ho preso 30 e lode all’esame, che ho intuito l’essenza misteriosa e seducente di questa città pugliese.

appunti sparsi su otranto: il monumento ai caduti e le tipiche decorazioni salentine

Angoli di Otranto, in un mattino d’estate

Qualcosa di potente e magico Otranto doveva pur avercelo, per essere diventata l’ambientazione di uno dei più celebri romanzi gotici, ho pensato.

Qualcosa di unico nel suo genere.

lungomare bianco di otranto, piccola grande meraviglia del salento

Atmosfere bianche e azzurre

Ho fatto tesoro di questa sensazione, e l’ho portata con me quando, nell’avventuroso viaggio on the road con la mia amica Debora, ho esplorato questa piccola, grande meraviglia salentina.

appunti sparsi e curiosità su otranto

Quando penso a Otranto, ragiono per sensazioni ed emozioni.

Lo faccio assaporando il profumo di mare che mi ha investito appena sono scesa dall’auto, seguito da quello di un caffè rovente e buonissimo, che mi ha aperto i sensi, e gli occhi ancora assonnati.

Lo faccio ascoltando ancora il silenzio ombroso e soleggiato al tempo stesso dei vicoli medievali, rotto solo dal fruscio della scopa mossa da un’antica paesana in vestito a fiori.

Rivedo ancora il contrasto mozzafiato e stordente tra l’azzurro-blu dell’Adriatico e il bianco accecante del lungomare, l’ocra delle casette millenarie e l’arcobaleno degli oggetti esposti fuori dalle botteghe.

Proprio come l’attenzione al dettaglio e la cura per le piccole cose.

appunti sparsi su otranto: piccolo balcone con piante, panni stesi e decorazioni

La casa otrantina che vorrei

Oggi voglio rimestare in queste preziose memorie, mettendole in ordine per far assaporare anche a voi, cari lettori, l’essenza di questa città.

Eccovi dunque una piccola lista di appunti sparsi,curiosità, cose da fare e da scoprire qui a Otranto!

Cominciamo:

• soggiornare nel comune più orientale d’italia e, contemporaneamente, in uno dei borghi più belli dello stivale

Antichissimo nucleo greco-messapico e romano prima, centro bizantino, normanno, svevo e aragonese poi, Otranto vanta una storia e una cultura ricchissime e variegate.

Per la sua particolare posizione geografica, sul mare e nel punto più orientale della penisola italiana, è sempre stata nota come la Porta d’Oriente, un ponte naturale tra il mondo orientale e quello occidentale.

decorazioni tipiche del salento a otranto

Sempre bianco, sempre blu

Complice lo sbocco sull’Adriatico, noto come canale di Otranto, che separa l’Italia dall’Albania, la città ha sempre giocato il ruolo di importante centro commerciale, estremamente attrattivo per gli altri popoli del Mediterraneo.

Se da un lato è stata teatro di invasioni e conflitti mirati all’occupazione della zona, dall’altro ha attirato a sé il potente influsso culturale e artistico dell’Impero Bizantino, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Bisanzio del Salento.

Ricchissima di storia, tradizioni, paesaggi naturali, Otranto è inoltre annoverata tra i borghi più belli d’Italia. Una città fortezza protetta da possenti mura, con un centro storico meraviglioso e inserita in un paesaggio di mare e natura mozzafiato.

Cosa si può volere di più?

appunti sparsi su otranto: vicoli in salita e cartoline

Vicoli e cartoline

Insomma, la città più orientale d’Italia è davvero una chicca, e se non vi dovessero bastare i motivi appena citati per convincervi a visitarla, eccone un altro: senza perdere la sua essenza, senza trasformarsi in polo turistico, Otranto offre variegate strutture ricettive, sia nel contesto del suo centro storico, sia nelle zone limitrofe.

In particolare, dispone di un’ampia offerta di casine molto interessanti, e io desidero lasciarvi qui un sito interessante per esaminare le migliori case vacanze a Otranto.

appunti sparsi su otranto: scende di vita quotidiana: vecchina che spazza e bicicletta

Una città in cui la vita scorre lenta e armoniosa

• constatare che a otranto il mare ha un colore unico e meraviglioso

Non esagero né mento quando affermo che il mare di Otranto è speciale.

Provate a recarvi nei pressi del Monumento agli Eroi e Martiri, nella pittoresca Via d’Aragona, e una volta lì, affacciatevi tra i lampioni e osservate il mare: i colori dell’Adriatico spaziano dallo smeraldo al cobalto, passando per il turchino e il celeste più limpido.

appunti sparsi su otranto: il mare della città

Saluti da Otranto e dall’estate!

Forse non lo sapevate, ma il mare otrantino è tra i più limpidi e puliti d’Italia.

Ogni anno, puntualmente, si guadagna il podio delle classifiche di Legambiente, e le sue spiagge si sposano perfettamente a tutti i più variegati gusti: da litorali sabbiosi muniti di ogni comfort, a baie naturali selvagge, da coste rocciose lavorate dal vento a fiordi meravigliosi ricchi di grotte.

Alcune tra le più belle spiagge del Salento si trovano qui in zona: basta pensare alla Baia dei Turchi, alla Baia di Orte, alla distesa sabbiosa di Torre dell’Orso, per citarne solo tre.

• lasciarsi affascinare dalle botteghe e dai laboratori artigianali del suo centro storico

L’anima di Otranto si incontra nelle strette vie del suo borgo medievale.

Nel silenzio smosso solo da qualche sparuta raffica di vento, nel fruscio soave dei panni stesi, o degli abiti in lino esposti fuori dalle tante botteghe artigianali.

abiti e stoffe delle botteghe artigianali del borgo medievale di otranto

Il vicolo dello shopping

Ecco, credo che l’essenza di Otranto si nasconda anche qui, nei cestini di vimini intrecciati a mano, nelle porcellane messapiche, nel gesso e nella cartapesta di piccole opere d’arte esposte nei vicoli, nei piccoli oggetti colorati made in Salento, made in Otranto.

appunti sparsi su otranto: un angolo caratteristico del suo meraviglioso centro storico

Deliziose botteghe, deliziosi dettagli

L’artigianato è infatti un’attività fortemente radicata alle radici, al cuore di Otranto e dei suoi abitanti. Anche i giovani hanno riscoperto, negli ultimi anni, la bellezza e l’importanza di dedicarsi agli antichi mestieri, propri dei loro antenati.

quadri e arazzi appesi per le strade

Street art a Otranto

• entrare nella cattedrale dell’annunziata e scoprire uno dei mosaici pavimentali più grandi d’europa

Preziosa testimone del dominio normanno sulla città, la cattedrale dell’Annunziata otrantina è un vero e proprio gioiello.

Sorge nel punto più alto del borgo medievale, e custodisce le memorie della terribile strage perpetrata dai Turchi nel 1480, periodo in cui terminò bruscamente l’era di splendore conosciuto sotto Bizantini e Normanni, e ottocento superstiti, che si erano rifiutati di rinnegare la fede cristiana, vennero decapitati dalle spietate truppe di Maometto II.

appunti sparsi su otranto: la cattedrale in pietra leccese

Scene di normale vita salentina davanti alla bella cattedrale

Costruita nel Medioevo, tra il 1080 e il 1088, le possenti mura della chiesa svelano all’occhio dell’osservatore attento stili eterogenei, appartenenti a differenti mani che, nel corso del tempo, hanno tutte contribuito all’edificazione della cattedrale.

La facciata romanica in pietra leccese, per esempio, esibisce un portale di foggia barocca, mentre il rosone sovrastante risponde alla cifra stilistica del gotico siciliano, tipico dell’epoca rinascimentale.

Questo connubio di stili è l’allegoria di un’altro tipo di congiunzione: quella tra due mondi differenti, tra Oriente e Occidente. Il suo fiore all’occhiello è il mosaico pavimentale all’interno della chiesa, che è uno tra i più grandi d’Europa: in esso è rappresentata l’intera storia dell’umanità, raffigurata simbolicamente dall’Albero della Vita.

l'interno della cattedrale di otranto, con soffitto prezioso a cassettoni

Scorcio interno della chiesa, in cui si apprezza anche il meraviglioso soffitto coperto da un cassettone dorato

Realizzato tra il 1163 e il 1166 dal monaco Pantaleone, il mosaico otrantino conta circa seicentomila tessere, ed è ancora oggi oggetto di studio da parte degli esperti, intenti ad indagare le più diverse interpretazioni iconologiche a cui l’opera si presta.

La cattedrale ospita inoltre, alle spalle dell’altare maggiore, la Cappella Paladina, in cui vi sono i resti di seicento (degli ottocento) martiri d’Otranto, insieme al masso su cui questi vennero decapitati; vi è, inoltre, una cripta caratterizzata da quarantadue colonne monolitiche, che richiamano lo stile arabo delle moschee.

• indagare sulle origini del nome

Il mio animo di ex studentessa di lingue mi impone sempre una certa deformazione professionale. Come avrete sicuramente notato, se siete miei lettori attenti, tendo spesso (sempre) ad indagare le origini e le leggende che gravitano intorno ai nomi di cose, luoghi e città.

Potevo dunque non fare qualche ricerca anche sul toponimo otrantino?

appunti sparsi su otranto: matite colorate con personaggi

Certo che no, e infatti eccomi qui ad annoiarvi con ciò che ho scoperto

Sarò breve, promesso!

Una delle teorie in proposito fa derivare il nome Otranto da un fiume, l’Idro, il cui nome latino era Hydruntum. Questo corso d’acqua nasce sul monte Sant’Angelo e, scendendo tortuosamente, si unisce al mare proprio accanto alla città.

Tuttavia, non è da questo termine specifico che deriverebbe il toponimo odierno; esso sembrerebbe infatti rifarsi a Hudrentum, una sorta di compromesso linguistico nato dalla fusione tra lingue italiche (latino contaminato dal salentino) ed elleniche, in convivenza fin dai tempi più remoti.

scorci antichi e soleggiati di questa piccola grande meraviglia del salento

Scorci soleggiati e antichi di Otranto

Ma la sua origine potrebbe anche essere abbarbicata su un’antica altura nei pressi del porto, conosciuta come Odronto. Anche questa parola è collegata al concetto di acqua, poichè deriva dal termine messapico Odra (che significa, per l’appunto, acqua).

• visitare il castello aragonese, sperando di incappare nel suo fantasma

Non occorre aver letto il romanzo di Walpole per sapere che, in ogni castello degno di essere chiamato tale, dimora un (più o meno) temibile fantasma.

E il Castello Aragonese di Otranto, ovviamente, non è da meno. Non sono poche le persone che affermano di aver percepito presenze sovrumane tra le mura del castello. Nel 2014, l’Associazione Italiana Ricercatori del Mistero avrebbe addirittura inviato una equipe munita di apparecchiature specializzate (dei Ghostbusters salentini, insomma) ad esplorare il maniero.

E, udite udite, pare che le apparecchiature abbiano registrato voci, rumori anomali e strani sbalzi termici.

appunti sparsi su otranto: scorcio di case bianche e del castello aragonese

Scorcio soleggiato del castello, che non sembra poi così terrificante

Per non fomentare panico inutile, i ricercatori hanno preferito non sbilanciarsi troppo in congetture azzardate. Tuttavia si ipotizza, ed è una leggenda a farlo, che il fantasma in questione sia lo spirito di Doña Teresa de Azevedo, nobile spagnola sposata con il regio di Otranto che morì in giovane età.

Lasciando un attimo da parte gli inquilini spettrali, sappiate che il castello è davvero interessante. Distrutto dai Turchi nel tragico attacco del 1480, e ricostruito sotto Ferrante d’Aragona tra il 1485 e il 1498, il possente maniero conserva ancora quasi intatto il suo arzigogolato sistema difensivo, munito di torri, fossati, spessi muri.

La sua base pentagonale presenta tre torri, poste su tre differenti angoli, e la sua struttura delimita e protegge il borgo medievale di Otranto.


informazioni pratiche

  • Otranto è un comune italiano della provincia di Lecce, in Puglia;
  • si trova sulla costa adriatica del Salento, nella porzione più orientale della penisola;
  • si raggiunge in auto tramite l’autostrada A14 Adriatica (Bologna-Taranto) o l’autostrada A16 (Napoli-Canosa), uscendo a Bari. Da lì, si prosegue sulla superstrada che porta a Brindisi e a Lecce;
  • l’aeroporto più vicino è a Brindisi;
  • in treno, si può raggiungere la stazione di Lecce, e da lì prendere un treno locale per Otranto;
  • per soggiornare in città e dintorini, date un’occhiata qui ⇒ Case Vacanze Otranto

Post realizzato in collaborazione con Salentoviaggi.it 


un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blogValentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


19 commenti

viaggiatrice da grande · 7 Giugno 2019 alle 17:38

Foto stupende e parole che rendono al meglio le meraviglie di questa cittadina della mia regione!

Julia · 17 Maggio 2019 alle 15:15

Sono stata in Puglia due volte ma non mi sono mai spinta fino a Otranto, Le tue foto e altri scorci visti Mi fanno davvero pensare ad un posto splendido e poi se oltre tutto ha il mare tra i più limpidi di Italia avra’ dei contrasti spettacolari di colori Con la pietra chiara.

Giulia · 13 Maggio 2019 alle 12:30

Sono stata a Otranto diverse volte, è una cittadina che adoro sotto tanti punti di vista. Mi piace perché ha la familiarità del borgo ma allo stesso tempo brulica di vita come una città. Spero di farci un salto anche quest’anno!

    Valentina · 21 Maggio 2019 alle 11:48

    Esatto, l’essenza di Otranto è proprio questa! Borgo e città insieme, stupendo!

KikkAllien · 12 Maggio 2019 alle 8:29

un bellissimo posto, concordo con te! le tue fotografie sono davvero spettacolari! il salento è sicuramente una delle mie prossime tappe e il tuo articolo mi sarà di grande aiuto non vedo l’ora di vedere quel mosaico anche io 😊😊

Sara · 7 Maggio 2019 alle 19:13

Ho un ricordo un po’ particolare di Otranto: quando l’ho visitata qualche anno fa è arrivato il peggior temporale che abbia mai visto. Ho quindi visitato la città completamente bagnata, le strade sembravano torrenti da quanta acqua c’era! Credo proprio meriti di essere rivista con il sole 😉

Morena · 7 Maggio 2019 alle 11:50

A Otranto ci sono stata una vita fa, da piccina, con i tuoi scatti e il tuo racconto mi hai fatto venir voglia di tornarci ☺️

datemiunam · 7 Maggio 2019 alle 9:09

Noi ci siamo innamorati di Otranto la scorsa estate, ci è rimasta proprio nel cuore!

Barbara · 3 Maggio 2019 alle 18:25

Ciao Valentina.
Sono stata ad Otranto una decina di anni fa d’estate, eppure mi è rimasta nel cuore. Ricordo la città bianca, raccolta nelle sue mura, con spettacoli nelle vie e bellissime botteghe.
Mi è piaciuto molto il tuo articolo e leggendolo mi è sembrato di ritornare lì.
Ciao.

Elena · 2 Maggio 2019 alle 11:31

Complimenti davvero per le fotografie, hai prodotto degli scatti davvero interessanti, riuscendo a trasmettere l’atmosfera autentica del luogo, perchè Otranto è proprio così, come ce lo descrivi e ce lo mostri!

    Valentina · 2 Maggio 2019 alle 22:09

    Grazie mille davvero Elena! <3 Mi fai arrossire, e mi rendi orgogliosa di essere riuscita a trasmettere tanto! Un abbraccio!

Veronica · 30 Aprile 2019 alle 12:26

Che meraviglia! A Otranto sono stata la scorsa estate ma purtroppo mi sono potuta fermare solamente una serata, ma tanto è bastato per farmene innamorare e farmi venire voglia di tornarci ed esplorarla con più calma!

    Valentina · 2 Maggio 2019 alle 22:10

    Otranto fa proprio questo effetto..strega e ammalia! 🙂

MARTINA BRESSAN · 29 Aprile 2019 alle 22:56

Complimenti per le bellissime foto.. mi è sembrato di essere lì a visitare Otranto con te! Quando sono stata in Puglia non ho avuto modo di visitare questa città, che mi hai ricordato essere il comune più orientale di Italia. Bellissimo il soffitto della cattedrale coperto da quel cassettone dorato!

    Valentina · 2 Maggio 2019 alle 22:12

    Grazie mille davvero Martina! <3 Che bel complimento, sono super feliciona di essere riuscita a trasmettere le emozioni della mia visita a Otranto! Se ne avrai l'occasione, ti consiglio di scoprirla con calma.. regala tante sorprese! 🙂

antomaio65 · 27 Aprile 2019 alle 0:28

Ho visitato Otranto molto frettolosamente ma la sua bellezza non mi era sfuggita. Non sapevo però dell’interessante mosaico della cattedrale nè degli 800 martiri. Bellissime le tue foto

    Valentina · 29 Aprile 2019 alle 19:05

    Grazie mille Anto!! Arrossisco 🙂 Eh sì, Otranto nasconde tantissimi segreti e curiosità molto interessanti!

Simona · 26 Aprile 2019 alle 18:47

Sono stata in Puglia ormai ben 4 volte eppure mai in Salento quindi mai ad Otranto. Una Puglia molto diversa da quella che ho visto io sui Monti Dauni. Adoro tutta quella luce, quella pace che si respira ad ogni angolo. Mi hai rapita con le tue parole e con le foto che sono tutte delle cartoline dalla prima all’ultima!

    Valentina · 2 Maggio 2019 alle 22:15

    Grazie di cuore Simona! Tutto merito di Otranto e della sua atmosfera, che ha saputo ispirarmi e lasciarmi un profondo segno nella memoria e nell’anima.. Io invece non sono mai stata nella zona dei Monti Dauni, ma mi piacerebbe molto esplorarla!

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