LA ROMAGNA D’ENTROTERRA
Lo so, lo so: quando si pensa alla Romagna, le prime immagini che la nostra mente ci restituisce afferiscono prettamente alla sfera marina: ampie spiagge attrezzate, partite di briscola sotto l’ombrellone, scatenate feste, scorpacciate di piadine e crescioni, dolce vita estiva… .
Come dar torto a queste inimitabili caratteristiche che rendono famosa, anche a livello internazionale, la mitica riviera romagnola? Tutto vero, niente da obiettare. Eppure, questa calorosa terra è molto altro, e molto di più, di questo, e basta allontanarsi di qualche passo dal mare verso l’entroterra per constatarlo.

Subito dietro la costa, infatti, la Romagna schiude un magico e variegato mondo fatto di parchi e riserve naturali, straordinari e articolati ambienti ipogei, antichi borghi e castelli con mille storie da raccontare, musei, colline, Appennino, arte, storia, cultura. E buon cibo, ovviamente.
Il progetto Romagna Autentica, a cura del Gal L’Altra Romagna e Visit Romagna, mira proprio a valorizzare e far conoscere la Romagna “dentro”, ovvero quelle zone di entroterra che offrono esperienze uniche e indimenticabili, a ritmi slow.
Proprio come l’itinerario che ho percorso io, fra grotte, antichi paesi, musei e fortezze nell’area della Vena del Gesso Romagnola.

📽 Guarda questo reel dalle vibes super romagnole.
PROGETTO ROMAGNA AUTENTICA: DI CHE SI TRATTA?
Il nome veicola già molto bene l’obiettivo di questo bel progetto: raccontare e mostrare ciò che c’è subito alle spalle della Riviera, un territorio meno frequentato dal turismo, ma non per questo meno affascinante. Anzi.
Il focus di Romagna Autentica si concentra dunque sull’entroterra romagnolo, in particolare sulle otto vallate comprese nell’area del Faentino, del Forlivese e del Cesenate, partendo dalla celebre Via Emilia e raggiungendo le alture appenniniche.
Sono, queste, “terre di persone accoglienti e orgogliose, borghi affascinanti e ricchi di storie da raccontare“. Aree e paesaggi a dir poco sorprendenti “dove la luce del sole attraversa foreste antiche e l’acqua dei fiumi scende senza sosta verso il mare“, nelle quali è possibile vivere esperienze genuine come pagaiare nel lago artificiale di una diga, esplorare straordinarie grotte uniche al mondo, imparare a fare la piadina in una casa contadina, camminare nella rigogliosa natura di boschi, colline, vitigni.
Impossibile enumerare tutte le avventure che si possono sperimentare “dal di dentro”, in questa Romagna Autentica; per cui mi “limiterò”, in tale sede, a narrarvi del bellissimo itinerario in zona faentina che, grazie al progetto in questione, ho avuto l’opportunità di scoprire.

SCOPRIRE UNA ROMAGNA AUTENTICA: ITINERARIO PER GROTTE E CASTELLI NELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA
Come vi ho accennato poco fa, il mio tour firmato Romagna Autentica mi ha portato ad esplorare un’area molto speciale del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola.
Si tratta di una zona collinare estesa dalla valle del fiume Sillaro fino a Brisighella (nella valle del Lamone), e caratterizzata da una peculiarità unica nel suo genere: uno spettacolare affioramento di argentea roccia gessosa, il più lungo e imponente in Italia, che si sviluppa per 25 chilometri e interrompe bruscamente i bucolici pendii collinari circostanti, donando al paesaggio in questione un aspetto senza eguali.

L’area intorno a codesta brillante dorsale di gesso è avvolta da tanta natura, e sfoggia morfologie carsiche sorprendenti quali doline, valli cieche e numerosissime grotte. Un ambiente selvaggio e a tratti ancestrale, che dialoga con la millenaria presenza dell’uomo, artefice degli iconici paesi, castelli, chiese e cave di estrazione presenti in zona.
L’itinerario in tre tappe che vi propongo si focalizza su alcune di queste unicità territoriali, portandovi alla scoperta di due stupende cavità sotterranee e di un caratteristico borgo, con una fortezza molto interessante.
1° ESPERIENZA – ESPLORARE LA GROTTA TANACCIA: UN’AVVENTURA SPELEOLOGICA A DUE PASSI DA BRISIGHELLA
Tra le tante cavità presenti in zona troviamo la Grotta Tanaccia, prima tappa del nostro tour romagnolo.
Situata a tre chilometri da Brisighella, la Tanaccia figura tra le più belle e celebri grotte dell’intera Vena del Gesso romagnola: gli oltre due chilometri del suo sviluppo complessivo sono un avvicendarsi di ambienti ipogei e fenomeni carsici, da esplorare con un percorso di visita (rigorosamente insieme ad una guida speleologica) lungo i primi 500/600 metri.

Sappiate subito che la visita alla Grotta Tanaccia è una vera e propria esperienza speleologica: non si tratta, dunque, di un percorso turistico, poichè ci si inoltra nei suoi spazi sotterranei senza l’ausilio di passerelle, corde o gradini di ferro e legno.

Il punto di partenza è la Capanna Speleologica Tanaccia, ubicata nel bosco subito sotto al parcheggio dedicato. Qui vi accoglierà la guida speleologica (nel mio caso è stata la bravissima e preparatissima Katia Poletti), la quale vi fornirà anche il kit fondamentale per entrare in grotta: tuta speleologica, guanti, casco munito di torcia frontale.

Sentendosi dei veri speleologi, ci si reca all’entrata artificiale della grotta, e lo si fa mediante un sentiero in discesa costellato da suggestivi affioramenti rocciosi, varie piante e fioriture, bei panorami sulle colline circostanti.

Varcando la porta in ferro della grotta, ci si ritrova in un mondo altro, dove la luce della torcia diventa fondamentale per orientarsi nell’oscurità brillante delle pareti gessose. Dopo un primo tratto largo e comodo, realizzato artificialmente, ecco che la Tanaccia rivela tutta la sua naturale e selvaggia bellezza: un susseguirsi di sale, saloni, ambienti modellati dall’azione dell’acqua sul gesso, particolarissime concrezioni.
Si attraversano scenari ipogei estremamente affascinanti, dagli evocativi nomi di Sala delle Sabbie, Salone di Crollo, Sala del Laghetto, Sala Piatta (formatasi in seguito allo scollamento di due grandi blocchi gessosi) e Sala del Guano (che si raggiunge mediante un ultimo passaggio da percorrere letteralmente a carponi), meravigliandosi ad ogni passo e non finendo mai di divorare con gli occhi gli infiniti dettagli circostanti.

Il percorso di visita si articola fra passaggi a volte non propriamente agevoli, blocchi rocciosi da aggirare e tunnel naturali in cui occorre procedere chinati (e, soprattutto se siete persone alte come la sottoscritta, facendo attenzione alla testa, opportunamente protetta dal casco), e non è affatto raro incontrare alcuni abitanti della grotta, quali pipistrelli, dolicopode, millepiedi, ragni… .
Un’esperienza che ho amato particolarmente qui in Tanaccia è stata il “gioco del buio e del silenzio“: la guida ci ha fatto accomodare su dei blocchi di roccia, abbiamo spento le torce e siamo rimasti in totale silenzio per qualche minuto ad apprezzare la vera atmosfera grottosa: l’oscurità è totale, gli occhi non si abituano mai ad essa, e si sente solo il rumore del torrente (se attivo) e lo stillicidio continuo delle gocce d’acqua.

INFORMAZIONI PRATICHE PER VISITARE LA GROTTA DELLA TANACCIA
- Modalità di visita: visita speleologica in grotta non turistica
- Punto di partenza: Capanna Speleologica Tanaccia (Via Rontana 32, Brisighella)
- Parcheggio: presente un’ampia piazzola poco sopra la Capanna, a lato della SP 23
- Durata della visita: circa 3 ore
- Lunghezza: 500/600 metri in grotta, più 400 metri di percorso esterno su sentiero
- Guida Speleologica: Katia Poletti (Tel: 338 8705910 – Mail: kapoletti@gmail.com)
- Costo: € 20,00 per gli adulti, € 15,00 per bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni
- Periodo di apertura: da aprile ad ottobre, tutti i giorni ma solo su prenotazione (con massimo 12 persone a visita guidata)
- Abbigliamento: kit da speleologo (tuta, guanti, casco con torcia) forniti dalla guida, voi dovrete indossare stivali di gomma o scarponcini con suola scolpita e dei vestiti di ricambio (spoiler: ci si sporca)
- Accessibilità: non è accessibile ai disabili
- Info aggiuntive: è richiesta una buona forma fisica e l’assenza di problematiche di salute
2° ESPERIENZA – VISITARE LA ROCCA DI RIOLO TERME, E IL SUO MUSEO DEL PAESAGGIO DELL’APPENNINO FAENTINO
Come seconda tappa di questo bel tour romagnolo d’entroterra, vi suggerisco una capatina a Riolo Terme.
Noto anche con l’appellativo di Citta d’Acque (per la presenza in loco di preziose acque termali, già utilizzate in epoca romana a scopi terapeutici), e per l’annuale celebrazione del Samhain (il Capodanno Celtico), questo borgo vanta origini trecentesche e si colloca a pochi chilometri dalla Via Emilia, a metà strada tra Imola e Faenza.
Da non perdere una visita alla sua imponente Rocca che, dalla fine del XIV secolo, veglia sul paese sfoggiando curiose fattezze architettoniche medievali e rinascimentali. Le sue tre torri, il maschio quadrato, e il fossato munito di ponte levatoio ne fanno un interessante esempio di fortezza militare, giunto a noi oggi in perfetto stato di conservazione.

Per scoprire al meglio gli ambienti della Rocca, e calarsi nella sua magica e atmosfera, vi invito a partecipare a una delle tante iniziative e visite guidate organizzate qui, grazie alle quali avrete anche l’occasione di conoscere un personaggio chiave per la rocca, Riolo Terme e la Romagna tutta: Caterina Sforza.

La Rocca di Riolo ospita anche il Museo del paesaggio dell’Appennino faentino e il Centro di Documentazione del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, punti salienti da visitare per comprendere meglio il territorio circostante, le sue caratteristiche, la sua storia, i suoi segreti.


3° ESPERIENZA – SCOPRIRE LA GROTTA DEL RE TIBERIO, MERAVIGLIOSA CAVITÀ RICCA DI STORIA E CURIOSITÀ
Dopo la visita alla Rocca di Riolo, in una decina di minuti d’auto si raggiunge un’altra splendida grotta, che merita come non mai di essere conosciuta e valorizzata: la Grotta del Re Tiberio.
Una curiosa leggenda rivela la scelta del suo nome: in passato, un certo Imperatore Romano noto con l’appellativo di Re Tiberio, rimase nascosto per diverso tempo all’interno di questa grotta, senza mai uscire. Voleva evitare l’avverarsi di un’ansiosa profezia, che prevedeva la sua morte a causa di un fulmine.
Un giorno, tuttavia, stanco dal lungo isolamento all’interno della cavità, Re Tiberio decise di avventurarsi fuori, ma non senza prendere precauzioni: mandò in avan scoperta un servo, che riferì una bella giornata di sole, serena, con solamente una piccola nuvola bianca in lontananza. Rincuorato da ciò, il re si concesse qualche momento all’aria aperta, ma ben presto l’innocua nuvoletta si rivelò, purtroppo, fantozziana: con un repentino cambio del meteo, essa scagliò un fatale fulmine contro lo sfortunato sovrano, confermando l’esito della tragica profezia.
Anche codesta grotta non scherza in fatto di dimensioni: costituisce la porzione terminale di un complesso sistema di cavità naturali il cui sviluppo complessivo supera i 6 chilometri e i 220 metri di dislivello.

Per visitarla occorre recarsi in località Borgo Rivola (RA), seguendo le opportune indicazioni e oltrepassando il fiume Senio. Si può optare per la visita guidata al tratto turistico (un percorso che si addentra in grotta per circa 60 metri), oppure per un’esperienza speleologica (simile a quella nella Grotta Tanaccia), che consente di inoltrarsi in questo mondo ipogeo per altri 200 metri.

Per raggiungere l’ingresso della grotta si percorre un bel tratto di sentiero lungo il gessoso fianco del Monte Tondo. Grazie alle spiegazioni della guida (anch’essa bravissima e molto preparata), già da qui si inizia a leggere il paesaggio circostante da un punto di vista geologico, scoprendo tante curiosità e capendo il modo in cui, per secoli, natura e uomo hanno dialogato e convissuto.
Non appena si arriva al cospetto dell’entrata della grotta, la sensazione è quella di trovarsi in un luogo magico: si notano subito numerose nicchie artificiali, delle specie di sedili e degli abbeveratoi scavati nella parete, testimonianze di come, in un passato ormai remoto, questa zona fu luogo di vita, di ritrovo e di culto.

Estremamente suggestivo il tratto successivo all’entrata, che si percorre su di una passerella in metallo; si ammirano tanti particolari curiosi, si osservano le tracce del lavoro degli archeologi che hanno riportato alla luce i vari reperti, e si viene a conoscenza di storie molto interessanti.

Che dire poi della meravigliosa Sala Gotica, a cui si accede dopo pochi passi? Un ampio salone ricavato nella roccia gessosa, in cui si possono ammirare concrezioni e formazioni calcaree molto particolari, e in cui si sperimenta la reale atmosfera di suoni e oscurità completa della grotta, spegnendo per un po’ le torce.

INFORMAZIONI PRATICHE PER VISITARE LA GROTTA DEL RE TIBERIO
- Modalità di visita: visita turistica (qui descritta) e visita speleologica
- Punto di partenza: Via Firenze, località Borgo Rivola c/o Cava di Monte Tondo, Riolo Terme (RA)
- Parcheggio: presente dopo aver oltrepassato l’apposito cancello, al di là del fiume Senio
- Durata della visita: circa 1 ora e mezza
- Lunghezza: 60 metri in grotta, più circa 500 metri di percorso esterno su sentiero
- Guide Speleologiche: Associazione La Nottola Aps-Asd
- Costo: € 10 per il tratto turistico (€ 8,00 per i ragazzi sotto i 12 anni), € 25 per il tratto speleologico
- Abbigliamento: comodo e sportivo, indossando stivali di gomma o scarponcini in suola scolpita
Articolo scritto in collaborazione con Visit Romagna e Gal L’Altra Romagna.

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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