Altrochè una notte: io nel deserto delle Wahiba Sands in Oman ce ne trascorrerei cento, di notti. Anche mille.
Da grande amante della montagna, mai avrei pensato di adorare così tanto i deserti, e di sentirmi perfettamente a mio agio nella loro infinitica dimensione. Galeotto fu l’Erg Chebbi marocchino (ovvero la porzione settentrionale del Sahara), che mi ha inviluppato per primo nelle sue onde di sabbia facendomi sentire piccola, viva e selvaggia, circondata dall’Immenso e da una Bellezza Assurda e Ardita.
Ecco qua, seppur spiegata in modo assai sommario, la motivazione per la quale ho incluso senza indugi una nuova tappa desertica nel mio on the road in Oman: desideravo ardentemente trascorrere altro tempo fra dune, impronte di dromedario, silenzio paradossale (eccolo qui, forse, il collegamento con la mia passione montanara: il silenzio che sperimento nel deserto è lo stesso che c’è quando vado in cima alle montagne dai 2.600 metri in su), e volte celesti imparagonabili.

Prima di raccontarvi tutto, facciamo un po’ di chiarezza: l’Oman non possiede mica un solo deserto eh, bensì almeno quattro! Analizziamoli brevemente.
VISITARE IL DESERTO IN OMAN: LE OPZIONI
Dicevamo, dunque, che l’Oman custodisce nei suoi 309.500 km² di superficie varie distese desertiche molto particolari, una delle quali si aggiudica il premio di secondo deserto sabbioso più grande del mondo.
Quali sono? È presto detto:
- SHARQIYAH SANDS – Noto ai più con l’appellativo di Wahiba Sands (dal nome delle tribù beduine che lo abitano), questo deserto si colloca nella parte centrale del paese, ed è il più accessibile per chi si muove da Muscat (da qui occorrono due ore e mezza di macchina per raggiungerlo).

- RUB’ AL-KHALI – La leggenda narra che Allah, nel momento di creazione dell’universo, decise di suddividerlo in quattro parti; creò il cielo, la terra, il mare, e lasciò vuoto il quarto spazio. Esso divenne dunque il Quarto Vuoto, o Rub’ Al-Khali, un immenso, misterioso e non ancora completamente esplorato deserto, secondo per grandezza soltanto al Sahara. Non è abitabile, e le sue dune possono raggiungere i 250 metri. L’Oman lo condivide anche con l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e lo Yemen. Per esplorare codesta meraviglia è meglio partire da Salalah, nel sud del paese.
- JIDDAT AL-HARASSISI – Incastonato fra i precedenti due, e non facile da raggiungere, si tratta di un deserto roccioso che è anche uno dei siti più importanti al mondo per concentrazione di meteoriti. Patria dell’onice d’Arabia, qui si concentra anche una nutrita avifauna.
- SUGAR DUNES – Le ineguagliabili Al-Khaluf Dunes, un deserto remoto ma incredibile e dalla sabbia bianchissima, le cui dune lambiscono il mare disegnando un paesaggio d’incanto come pochi altri al mondo.

Durante il mio viaggio on the road e fai-da-te in Oman, sono stata in due degli appena citati deserti: le Wahiba Sands e le Sugar Dunes. Di quest’ultima opzione vi parlerò in un prossimo articolo, mentre ora vi porto virtualmente con me nel primo deserto, che mi ha ospitato per due giorni e una magica notte.
ALLA SCOPERTA DEL DESERTO DELLE WAHIBA SANDS (O SHARQIYAH SANDS)
Da Muscat, rotolando verso sud (ma soprattutto verso Sur, splendida cittadina marittima sulla costa orientale del paese), ho fatto una deviazione a ovest proprio per vivere una delle esperienze che più bramavo del mio viaggio in Oman (insieme alla nuotata con le tartarughe alle isole Daymaniyat, alle Sugar Dunes e alle montagne del centro-nord): la permanenza nel deserto delle Wahiba Sands.
Una delle cose che mi ha subito colpito di tale deserto è stato il colore delle sue dune: se al mio arrivo, nel primo pomeriggio, erano di un bell’arancione intenso, quando il sole pian piano ha iniziato a calare hanno assunto sfumature più chiare, virando all’ocra tenue e sfoggiando suggestivi barlumi cerulei.

Sono rimasta qui fino al giorno successivo, godendomi più che ho potuto questa dimensione d’incanto che non capita tutti i giorni di vivere: ho lasciato le mie orme sulla sabbia, insieme a quelle dei dromedari, dei gatti selvatici e degli insetti che vivono stabilmente qui, ho scalato la duna più alta nei paraggi per ammirare il tramonto, ho imparato ad orientarmi nello spazio osservando a lungo le stelle in compagnia di un astrologo, ho chiacchierato in inglese con gente da tutto il mondo sotto una tenda e con un caldo tè fra le mani, ho visto l’alba dal letto della mia casetta.
📽 In questo video vi rendo partecipi/e della meraviglia che ho vissuto.
Ho scelto con cura la struttura che mi avrebbe ospitato, e non potrei essere più felice della scelta fatta: si tratta dello Starry Domes e Milky Way Desert Camp.

DOVE ALLOGGIARE NEL DESERTO DELLE WAHIBA SANDS: LO STARRY DOMES & MILKY WAY DESERT CAMP
Ubicato nel cuore delle Wahiba Sands, fra silenzio e dune a perdita d’occhio, questo campo tendato è Incredibile, con la I maiuscola.
L’impressione, appena vi si approda, è duplice: da un lato sembra di aver viaggiato indietro nel tempo in uno scenario da Far West (ma in chiave lussuosa), dall’altro, viceversa, è come essere approdati nel futuro e nello spazio.
Lo Starry Domes & Milky Way Desert Camp è un glamping concepito proprio per far sentire i suoi e le sue ospiti in un pianeta altro rispetto al globo terracqueo, un pianeta proiettato nelle galassie, sulla sabbia ma fra le stelle.
Gli alloggi che offre sono di due tipologie:
- delle caratteristiche cupole geodetiche, spaziose, luminose, dotate di ogni comfort;
- delle casette/tende in stile beduino, rialzate dal terreno e anch’esse super confortevoli.

Il campo tendato dispone inoltre di una struttura centrale, con una parte al chiuso e un ampio terrazzo rialzato con cuscini per accoccolarsi a guardare le stelle, una tenda comune in cui riunirsi intorno al fuoco, una caratteristica altalena, panchine girate verso il tramonto e tanti altri splendidi dettagli. Quando si arriva, prima di fare il check-in, si riceve la tipica e calorosa accoglienza omanita: caffè Qahwa o tè caldo accompagnati da ghiottonerie quali datteri e salsa al burro d’arachidi.
La prima cosa che ho notato e apprezzato tantissimo è la distanza che intercorre fra ogni cupola e tenda. Ciò consente di avere il massimo relax e la massima intimità possibile.

Altro dettaglio fenomenale: tutte le strutture, cupole e tende, dispongono di ampie vetrate orientate ad est. Ciò significa che è possibile godersi l’alba (esperienza imprescindibile da vivere tra le dune del deserto) direttamente e comodamente dal letto, senza doversi intabarrare (non avete idea del freddo che si patisce di notte e al mattino presto nel deserto!) e uscire fuori.

Lo Starry Domes & Milky Way Desert Camp offre ottime cene e colazioni, nella struttura centrale. Al termine della cena, un’attività bellissima (e gratuita) che ho adorato è l’osservazione del cielo stellato in compagnia di un astrologo; ci si ritrova tutti nel grande terrazzo, ci si accomoda sui cuscini e sotto una morbida coperta, e si viaggia nel tempo e nello spazio alla scoperta di pianeti, galassie e costellazioni.

Tra le altre esperienze proposte, a pagamento, troviamo Sandboarding, Dune Bashing (giri adrenalinici sui fuoristrada tra le dune), giretto con i cammelli… Io ammetto di non averne provata nessuna, un po’ perchè ho sempre qualche dubbio etico riguardo a tali attività (anche se qui i cammelli mi sono sembrati molto ben tenuti, sereni e nutriti), un po’ perché il deserto a mio avviso va vissuto e assaporato a ritmi lenti, e a stretto contatto con la sua natura, senza riempirsi l’agenda di attività.

COME RAGGIUNGERE IL DESERTO DELLE WAHIBA SANDS
Lo so, riesco a percepirlo il pensiero, o il dubbio, che vi attanaglia da quando avete iniziato a leggere l’articolo:

I e le più attenti/e di voi avranno certamente notato, nella foto in cui vi ho mostrato il mio alloggio, la presenza del fidanzato romagnolo davanti a un macchinone. Ebbene sì, il modo migliore per arrivare nel cuore delle Wahiba Sands è proprio l’auto, nello specifico il 4×4.
Io vi consiglio caldamente di noleggiare il mezzo per conto vostro, così da poter essere liberi di scorazzare per tutto l’Oman e vivere un meraviglioso on the road. Io mi trovo benissimo con DiscoverCars, e con il suo servizio semplice, trasparente, intuitivo e vantaggioso.
Se alloggerete allo Starry Domes & Milky Way Desert Camp, la procedura per arrivare nel cuore delle dune sarà semplice e guidata: vi verrà dato appuntamento nel paese di Bidiya, in un comodo parcheggio, e da qui i due fuoristrada della struttura vi scorteranno prima presso un gommista (per sgonfiare leggermente i pneumatici), poi lungo una pista sabbiosa verso il glamping.

Se invece non avete un fuoristrada, o non ve la sentite di guidare nel deserto, niente paura: potrete salire in auto con lo staff della struttura (si tratta di un servizio a pagamento).
CONSIGLI PER UN’ESCURSIONE O UNA PERMANENZA NEL DESERTO
Quando si visita il deserto, nello specifico di questo articolo le Wahiba Sands, è importante pianificare bene il tutto a priori. Innanzitutto, il periodo: per un’esperienza migliore e completa considerate l’autunno e l’inverno (da ottobre a marzo), così da non morire di caldo durante il giorno.
Tenete a mente, in questi mesi specialmente, la forte escursione termica tra giorno e notte! L’abbigliamento a cipolla è quanto mai vitale, che contempla maniche corte e vestiti leggeri finchè il sole non tramonta, e felpe pesanti, sciarpe, pile e cuffie per la sera.
Se l’avete, portate con voi una Kefiah per quando tira vento (generalmente ciò accade al tramonto).
Non camminate scalzi sulla sabbia di notte, o comunque nei pressi di arbusti e acacia (potrebbero essere le tane di animaletti non troppo affettuosi con gli esseri umani).
Per il resto, godetevi al meglio questo luogo incredibile: camminate, correte, scalate le dune, fate foto, accomodatevi sulla sabbia a guardare il tramonto, innamoratevi delle stelle, prendete il tè con i beduini, meditate. State. ❤️
SPECIAL TIP – Ricordatevi di non partire mai per un viaggio del genere senza assicurazione! Io utilizzo regolarmente l’assicurazione di viaggio Heymondo (l’ho testata durante il mio tour on the road in Marocco e per il viaggio in Oman), e mi trovo davvero bene. Motivo per cui sono qui a raccomandarla anche a voi, con un piccolo regalino: un 10% di sconto sul vostro acquisto!
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Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog
Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.

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