Conosciuto anche come Parco della Chiusa, il Parco Talon è uno delle più suggestive e pittoresche aree verdi intorno a Bologna.

Subito fuori dalla città, questo parco si trova nel comune di Casalecchio di Reno e costituisce un prezioso polmone verde di grande qualità ambientale, molto gettonato da bolognesi e casalecchiesi per passeggiate, allenamenti e scampagnate.

Alla scoperta del Parco Talon: scorci di prato e bosco
Benvenuti alla scoperta del Parco Talon e delle sue meraviglie!

Polmone verde cittadino ma anche fondamentale corridoio ecologico: i 110 ettari di superficie del Parco Talon, infatti, sono stati inclusi nel SIC (Sito di Importanza Comunitaria) – ZPS (Zona di Protezione Speciale) denominato Boschi di San Luca e del Reno. Ciò significa che quest’area ospita specie animali e vegetali rare e minacciate, e la sua struttura è stata studiata ad-hoc per proteggere e preservare i loro preziosi habitat.

Per inquadrare al meglio il Parco Talon, sappiate anche che dal 2014 esso è parte del Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto Colline di San Luca, un’area molto vasta (parliamo di 5000 ettari), che dalla zona urbana bolognese si spinge a sud fino a toccare la Riserva del Contrafforte Pliocenico, a est è delimitata dal torrente Savena e a ovest dal fiume Reno.

alla scoperta del parco talon: 8 curiosità su questo polmone verde bolognese

Il Parco Talon (o Parco della Chiusa di Casalecchio) è dunque uno scrigno di natura, storia e bellezza, ricchissimo di peculiarità e aneddoti tutti da scoprire.

Ecco dunque che ho pensato di rivelare qualcosa su di lui, per condividere con voi la meraviglia di quest’area verde bolognese. Ho approfondito lo studio del Parco durante la preparazione di un’escursione (sono una Guida Ambientale Escursionistica) e oggi, in codesto articolo, voglio raccontarvi qualche curiosità molto speciale.

Siete pronti per andare alla scoperta del Parco Talon? Sì? E allora… Partiamo!

un itinerario storico e spirituale

Proprio all’ingresso del Parco, accanto alla Parrocchia di San Martino, inizia il Sentiero dei Bregoli, un itinerario storico e spirituale che da secoli viene percorso non solo dai bolognesi ma anche da tanti turisti e pellegrini.

Non potete sbagliarvi: l’inizio del percorso è contrassegnato da un cartello con il nome del sentiero, e per tutta la sua lunghezza troverete la bandierina bianca e rossa del CAI 112/A a indicarvi la retta via.

Il Sentiero dei Bregoli misura 1,7 km e il suo punto finale è il Santuario della Beata Vergine di San Luca, uno dei simboli per eccellenza di Bologna, che osserva il mondo dall’alto del Colle della Guardia (280 metri). Da sempre, dunque, questa via accoglie pellegrini da ogni dove, che salgono dalla Valle del Reno verso il santuario (oggi seguendo la Via Crucis che, dal 1926, marca il percorso).

santuario di San Luca, veduta dal sentiero dei bregoli
Una suggestiva veduta su San Luca, dalla parte finale del Sentiero dei Bregoli

Da dove viene la curiosa denominazione bregoli, chiederete giustamente voi.

Ebbene, due ipotesi tentano di far luce nel mistero: la prima richiama una nota espressione del dialetto bolognese, brec, che significa “luogo scosceso e impervio“, riferendosi sicuramente alla pendenza del sentiero (in alcuni tratti parecchio elevata).

La seconda teoria, invece, arriva a noi da un’usanza molto in voga fino a metà del Novecento, quella di andar per bregoli (ovvero recarsi nei boschi per raccogliere fascine, rami e ceppi per accendere il fuoco).

Alla scoperta del Parco Talon: tratto del sentiero dei bregoli
Un tratto autunnale del sentiero

Il Sentiero dei Bregoli è molto pittoresco: transita in un bel bosco collinare, regala splendidi scorci panoramici sulla Valle del Reno e custodisce importanti brandelli di storia.

Uno di questi ve lo racconto nel prossimo punto.

il rifugio antibomba “ettore muti”

Nel primissimo tratto del Sentiero dei Bregoli, poco più in alto dell’ingresso del Parco Talon e della Chiesa di San Martino, troviamo il rifugio antibomba Ettore Muti.

Si tratta di uno dei tanti rifugi localizzati intorno a Bologna che, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha accolto i cittadini offrendo loro riparo e protezione dai bombardamenti aerei.

Scavato sul fianco di Monte Castello, il rifugio è una galleria di 114 metri edificata nell’inverno del 1943 per volere del Comune di Casalecchio, ed è stato uno dei rifugi antibomba più sicuri della zona.

Qui dentro hanno trovato riparo fino a 500 persone tutte insieme, soprattutto nelle fasi finali della guerra, quando i bombardamenti aerei furono terribili; le condizioni all’interno del rifugio potevano diventare molto pesanti a causa della mancanza di spazio e ossigeno, e per la presenza di insetti, topi, pidocchi. Ma questo, come riportano le testimonianze dei superstiti, era niente in confronto a ciò che stava accadendo al di fuori.

la villa sampieri talon (ciò che ne rimane)

Addentriamoci ora nel vivo del Parco Talon, andando alla scoperta di un’altra sua curiosità. Dall’ingresso principale varchiamo la “soglia” di quest’area verde, percorriamo il bellissimo viale di ippocastani e arriviamo al cospetto di una peculiare costruzione sulla sinistra.

É la villa Sampieri Talon, o meglio: ciò che rimane di quella che, a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, era una prestigiosa villa di rappresentanza, frequentata da illustri ospiti del calibro di Stendhal e Rossini.

Alla scoperta del Parco Talon: Villa Sampieri Talon
Villa Sampieri Talon in un giorno d’autunno

Di questa splendida dimora appartenente alla famiglia dei marchesi bolognesi Sampieri (unitisi poi con la dinastia francese dei Talon), oggi rimane solo una facciata. Possiamo però indovinare la sua antica magnificenza mettendo insieme i pochi dettagli rimasti (ruderi del porticato, scalinate che portavano al sontuoso giardino, fontane) e osservando la pianta presente nel cartellone informativo in loco.

Proprio come il rifugio antibomba Ettore Muti, anche questo luogo è un importante simbolo della violenza della guerra: durante il secondo conflitto mondiale, infatti, la villa Sampieri Talon divenne sede del comando tedesco, e fu quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti pochi giorni prima della Liberazione.

antiche corti coloniche

Un’altra curiosità che dovete assolutamente conoscere per andare alla scoperta del Parco Talon è la presenza, storica o ancora attuale, di ben sei corti coloniche, che mi appresto ad elencare:

  • Montagnola di Sotto
  • Corte San Gaetano
  • Corte Casa Santa Margherita
  • Montagnola di Mezzo
  • Cà Bianca (quest’ultima interamente abbattuta nel 1987)
  • Montagnola di Sopra

Se oggi tutte queste antiche corti sono di proprietà pubblica, nel passato, a partire dal XVI secolo, appartenevano ad alcune nobili famiglie bolognesi quali i già citati Sampieri-Talon, i Boschi, i Marescaichi e i Zarnbeccari.

Alla scoperta del Parco Talon: scorcio su una delle corti coloniche
In questo territorio di natura tra il fiume Reno e le colline, queste famiglie videro un grande potenziale per la creazione di campi e aree coltivate

Con un grande fiuto per l’imprenditoria agricola, le dinastie che vi ho appena citato fondarono qui diversi centri agricoli. Questi nuclei avevano la duplice funzione di residenze estive di villeggiatura e di vere e proprie imprese agricole, la cui conduzione era a mezzadria; i proprietari fornivano il terreno, la casa, la stalla e le sementi al mezzadro, il quale si occupava del lavoro e si impegnava a dividere a metà il raccolto con il proprio padrone.

un parco agricolo

Nella zona centrale del Parco, quella in cui si concentravano la maggior parte dei campi e delle coltivazioni, sorge oggi la Zona Agricola.

La sua morfologia dolce e pianeggiante rendeva quest’area idonea per l’attività agricola: una volta pulita e disboscata da erbacce e arbusti, essa fu preparata a dovere per accogliere seminativi, alberi da frutto, vigneti e larghe siepi, la cui funzione, oltre che estetica, era quella di suddividere i vari poderi presenti.

Il Parco Agricolo costituisce oggi una preziosa testimonianza della vita contadina di un tempo, e anche del tipico paesaggio agrario dei colli bolognesi.

un romantico parco all’inglese

Oltre alla bella villa di cui vi ho parlato prima, la famiglia Sampieri-Talon creò anche in loco uno splendido parco all’inglese.

Correva il Settecento, e in quell’epoca andavano molto di moda i giardini ricchi di elementi naturali e artificiali insieme (quali grotte, tempietti, fontane, ruscelli, alberi secolari, rovine), dalle sembianze romantiche, sublimi e selvagge insieme.

sentiero nel parco talon
Il sentiero che conduce al cuore del Parco all’inglese

Il Parco all’inglese del Talon doveva essere uno spettacolo, di cui oggi possiamo solo immaginarne la bellezza e la poesia. Nell’area dedicata, infatti, vediamo qualche traccia della fastosità che fu, ovvero:

  • un meraviglioso cedro secolare (vero e proprio monumento di natura);
  • i resti della Casa dell’Orso, un piccolo castello voluto dai Sampieri che, si dice, ospitò un vero e proprio orso, tenuto in cattività;
  • una rete di sentieri in mezzo al bosco, in cui poter passeggiare in tranquillità.

importanti vie storiche

Andare alla scoperta del Parco Talon significa inevitabilmente anche percorrere tratti più o meno brevi di strade secolari e millenarie.

Alla scoperta del Parco Talon: sentiero immerso nella natura
Eccone una

Oltre al già citato Sentiero dei Bregoli (vedi primo punto), storica via spirituale, da qui transitano anche i seguenti percorsi:

  • Via degli Dei: il noto percorso escursionistico che collega Bologna a Firenze attraversando gli Appennini. Ricalca tratti dell’antica via romana Flaminia Militare, e deve il suo toponimo ad alcuni dei monti che attraversa (Monte Adone, Monte Venere, Monzuno, Monte Luario)
  • Via della Lana e della Seta: un itinerario di trekking che collega Bologna a Prato, sempre solcando l’Appennino. Si sviluppa su quella che, un tempo, era la principale via dei commerci tra le due città, l’una specializzata nella produzione di seta (Bologna), l’altra in quella della lana (Prato)
  • Via Cavera: meno famosa delle altre due vie appena citate, anche questa strada ha tuttavia giocato un ruolo importante nella storia locale. Costruita nel 1262, essa metteva in comunicazione Casalecchio e Sasso Marconi passando per la riva destra del Reno, e permettendo il trasporto dei blocchi di gesso ricavati dalla cavera (una cava di estrazione presente proprio nel Parco Talon).

il fiume reno: la passerella e la chiusa di casalecchio

Last (but not least) curiosità sul Parco Talon riguarda colui che delimita a ovest il perimetro del parco stesso e ne influenza la struttura e l’essenza: il Fiume Reno!

vista sul fiume reno dalla passerella
Come in uno specchio

Diversi sentieri del Parco consentono di avvicinarsi a questo grande fiume, che è il secondo più grande dell’Emilia-Romagna dopo il Po, e vi segnalo ora due punti interessanti per ammirarlo al meglio:

  • la passerella sul Reno: un ponte pedonale e ciclabile che collega le due sponde del fiume nella parte meridionale del Parco. Vi consiglio una capatina per una sublime vista sull’imponenza di questo corso d’acqua;
  • la Chiusa di Casalecchio: Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2010, è la più antica opera idraulica ancora in funzione d’Europa, simbolo prezioso del rapporto tra uomo e acqua. Fu realizzato a metà del XIV secolo per deviare il corso del fiume e farlo transitare verso la pianura nel Canale di Reno, e da allora la sua forza motrice ha consentito alla città di Bologna e alla pianura di crescere rigogliosa.

Direi proprio che ora siete pronti per andare a vostra volta alla scoperta del Parco Talon!

Ci sono così tante altre belle cose da vedere e conoscere, e se volete visitare il parco e i suoi dintorni in relax mediante un’escursione guidata, scrivetemi una mail a valentina.kiligtravelblog@gmail.com oppure contattatemi sulla mia pagina Facebook da Guida Ambientale Escursionistica!


un liquidambar dai colori stupefacenti per celebrare un anno di blog

Valentina, l’autrice di Kilig Travel Blog

Scrivo, fotografo, mangio e racconto storie sul mondo e sulle cose belle. Amo l’autunno, i libri, i piccoli borghi, i tramonti sul mare, la mia gatta Trippy, i tortellini in brodo (sono bolognese, come potrebbe essere altrimenti?), la montagna, il caffè.


9 commenti

Simona · 27 Novembre 2020 alle 16:03

Pensa che io ho vissuto per anni proprio accanto al parco e ovviamente ho avuto occasione di farci molte passeggiate, tuttavia mi rendo conto non conoscevo quasi nulla di questo luogo! Davvero un articolo ben scritto e pieno di informazioni interessanti.

Federica Assirelli · 22 Novembre 2020 alle 21:54

Sono stata tante volte a camminare a Parco Talon e sono contenta di saperne di più ora grazie al tuo articolo! Mi riprometto sempre di andare a vedere la Chiusa di Casalecchio ma non ci sono ancora mai stata

Destinazione Irlanda & Uk - Ilaria Fenato · 15 Novembre 2020 alle 17:34

Sono stata a Casalecchio di Reno molto tempo fa e non avevo idea che esistesse un parco così bello e ricco di cose da vedere ed esplorare. Davvero meraviglioso, soprattutto in questa periodo in cui la natura ci aiuta a rimanere stabili e tranquilli 💗

partyepartenze · 7 Novembre 2020 alle 17:21

Nonostante le mie origini emiliane, non conoscevo questo luogo. Sono molto sorpresa di quanta bellezza e soprattutto di quante possibilità di visita si nasconda sopra questa collina. Dalla natura alla storia in un’unica gita domenicale. Me la devo segnare…

    Valentina · 9 Novembre 2020 alle 15:13

    Se passi in zona Bologna, ti consiglio assolutamente una visita! Un luogo davvero eccezionale 🙂

Beatrice · 6 Novembre 2020 alle 11:45

da amante del trekking quale sono sembra davvero un bell’itinerario. e dalle tue foto non mi sembra nemmeno che ci sia questo grande dislivello, se ho capito bene dovrebbero essere 280 metri?

    Valentina · 6 Novembre 2020 alle 20:57

    Sì, esatto! Dipende da quali zone del parco si desiderano visitare, ma il dislivello non supera i 300 metri dai punti più bassi (sulla sponda del fiume Reno), alle quote maggiori! 🙂

Valentina · 6 Novembre 2020 alle 10:48

Sai che sono di Modena e non ho mai sentito parlare di questo parco (mi chiedo come sia possibile)! Non avevo mai sentito parlare nemmeno nel rifugio antibomba di Ettore Muti. Ti ringrazio quindi per il post, molto ricco. Sicuramente con l’arrivo della bella stagione lo terrò a mente per qualche gita fuori porta.

    Valentina · 6 Novembre 2020 alle 20:58

    Grazie mille Valentina! 🙂 Non ti preoccupare, pensa che io, bolognese, non lo conoscevo benissimo fino a quando non mi sono messa a studiarlo per bene per organizzare un’escursione! In ogni caso, per una bella gita primaverile con tanto anche di pic-nic, è davvero un meraviglioso parco!

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