un calice di gewurstraminer alla specialissima tana dell'orso di oies

Dalle mie parti le osterie (quelle autentiche) sono come gli animali in via di estinzione, forse dovrebbero essere protette dal WWF. Prima sono scomparse nei paesi, sostituite dai bar: banconi lucidi di acciaio, tavoli col ripiano di formica, luci al neon, avventori più portati al caffè corretto che al bicchiere di vino.

In città, di osterie, ce n’erano rimaste: luoghi da vino, quartino, mezzo o litro, serviti nelle tradizionali caraffe di vetro che un tempo avevano il bollino fiscale della misura.

[…] Per esserci, però, ce ne sono ancora, ricavate sulle ceneri delle vecchie vere osterie, ma spesso sono quelle, per intenderci, con una falsa H medievale davanti o una A al posto della E. “Hostaria”, c’è scritto sull’insegna, e dentro trovi la pianola elettronica e un canterino che ti fa ascoltare gli ultimi successi impedendoti però ogni possibilità di conversazione.

Il vino, bè il vino è una cosa seria, è senza dubbio migliore di quello di un tempo, ma forse si esagera, diventa roba di bouquet, da sommelier esperti, vinificato o meno in purezza, a volte barricato, con sentori vuoi d’albicocca, di frutti di bosco, di amarena, di mandorla amara, di pomodoro acerbo.

“Lo sente, il pomodoro acerbo?”

“E come no! Con quello che costa la bottiglia, lo sento sì!”

[ Francesco Guccini, Nuovo dizionario delle cose perdute ]

Ricordi di avventure montanare, i miei preferiti.

Foto scattata alla Tana dell’Orso a Oies / Alta Badia / Trentino Alto-Adige – Autunno 2015


2 commenti

mysocialtravel · 16 dicembre 2017 alle 9:36

Complimenti per il tuo blog, è davvero molto particolare, scritto benissimo e con foto molto belle!

    Valentina · 18 dicembre 2017 alle 12:29

    Ti ringrazio tantissimo per le tue bellissime parole!! <3 non sai quanto mi fa piacere! Cercherò di migliorarlo e di farlo crescere costantemente..un abbraccio!

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