conquistare il sassopiatto: nozioni preliminari

Ogni cultore della montagna che si rispetti, soprattutto se alle prime armi, non ha potuto esimersi, almeno una volta nella vita, dal puntare il dito verso una sublime vetta esclamando:

“Quanto mi piacerebbe andare lassù, dove osano le aquile!”.

Tutti l’abbiamo fatto, diciamoci la verità. Tutti abbiamo ammirato estasiati l’enrosadira accendere di fuoco rosa le Dolomiti, sognando di essere là, sotto quella minuscola croce protesa verso l’infinito, a vedere volteggiare in tondo quei prestanti rapaci simbolo di libertà e invincibilità.

Se vogliamo essere meno poetici e più pratici, possiamo anche dire che tutti noi, una volta raggiunta la cima di un’alta montagna, abbiamo scrutato minuziosamente il cielo sperando di imbatterci in almeno una di queste regine dei volatili.

Ma ahimè, salvo rarissimi casi, quasi nessuno ha potuto coronare tale mitologico sogno. E non perchè non ce ne siano di aquile in giro, eh! Secondo me questi scaltri esseri piumati si mantengono ben distanti dal chiassoso essere umano, in un loro regno inaccessibile.

Insomma, la cruda realtà è che, di aquile in vetta, se ne sono viste molto poche.

Di Pyrrhocorax Graculus invece, a bizzeffe.

pyrrhocorax graculus, il vero re delle dolomiti

What? Che hai detto scusa?

Questa pomposa nomenclatura latina designa una simpatica specie di uccelli appartenenti alla famiglia delle Corvidae (e questa parolina già dovrebbe dirvela lunga sulla tipologia di essere di cui sto parlando).

Ecco un rapido identikit:

  • più piccolo e snello della cornacchia (sì, i vostri sospetti erano esatti!)
  • onnivoro 
  • piumaggio uniformemente nero con becco giallo e zampe arancioni
  • nidifica su pareti rocciose
  • emette molto frequentemente grida acute e fischi 
  • decisamente gregario 
  • comunemente noto come Gracchio Alpino
gracchio alpino, tipico abitante del sassopiatto

Eccolo, il vero re delle alture!

Come una oscura presenza, solca i cieli delle vette dolomitiche, importunando ripetutamente lo scalatore con i suoi richiami. Impossibile mangiare il proprio meritatissimo panino senza essere osservati da quegli occhietti neri e saccenti, senza vedere la buffissima andatura di questi pennuti estremamente lontani dalla regalità dell’aquila.

Il gracchio alpino ti osserva, spia ogni tuo movimento, è ovunque.

conquistare il sassopiatto: il gracchio alpino, re dei volatili dolomitici

Ricorda che io ti vedo… sempre!

In ogni mia escursione in Trentino Alto-Adige, le sue corvine piume c’erano. Decine di fotografie scattate in cima al mondo lo esibiscono come soggetto principale. Egli è una costante fissa, goffa e disturbatrice, ma estremamente simpatica e bonaria.

C’è un posto, in particolare, che è stato eletto, nientepopodimeno che da me, regno indiscusso del gracchio. Si tratta del Sassopiatto, pittoresca montagna che domina una delle zone sudtirolesi più belle del mondo (no, non sto esagerando!). E ritengo sia giusto che anche voi dobbiate conoscerlo, e guardare il paesaggio dal punto di vista dei gracchi.

conquistare il sassopiatto: la cima e i gracchi alpini

Due simpatici esemplari vi danno il benvenuto nella loro dimora preferita

Per cui, lasciatemi ora raccontare questa splendida escursione!

conquistare il sassopiatto: come fare

  • Dove: Dolomiti del Gruppo del Sassolungo, tra la Val Gardena e la Val di Fassa (Trentino Alto-Adige)
  • Quando: da giugno a ottobre
  • Punto di partenza: passo Sella (quota 2.240 metri)
  • Punto di arrivo: cima del Sassopiatto (quota 2.969 metri)
  • Difficoltà: facile (sentiero alpinistico E – escursionistico)
  • Tipo di via: via normale
  • Tipo di percorso: sentiero e traccia segnata
  • Dislivello di salita: 730 metri
  • Tempo di salita: 3 ore (tempo totale: 5 ore)


Ecco le tappe del giro!

1. dal passo sella a rifugio friedrich august

Il punto di partenza del giro è il Passo Sella, valico alpino a quota 2.240 metri che collega Canazei, in Val di Fassa, con Selva di Val Gardena, in Val Gardena.

Una volta parcheggiata l’auto (se invece utilizzate i mezzi pubblici controllate orari e tempistiche qui), bisogna recarsi presso il Rifugio Carlo Valentini (2.213m), dove arriva l’antica mulattiera di transito. Non tutti sanno che è proprio questo, e non l’odierna strada, il punto storico di valico del Passo Sella!

conquistare il sassopiatto: prati d'incanto poco dopo il passo sella

Come in una favola

L’escursione inizia ufficialmente, in un incanto di morbidi prati costeggianti la già citata mulattiera in direzione del “panettone” Col Rodella, e protetti da alcune delle alture dolomitiche più famose: il Gruppo del Sella, le sublimi guglie del Sassolungo e del Sassopiatto, la Marmolada, regina delle Dolomiti, con il suo brillante ghiacciaio.

Si passerà accanto a diversi rifugi, quali il Rifugio Salei e il pittoresco Chalet Margherita. Viene voglia di fermarsi in ognuno di essi, a sorseggiare caffè o succhi di mela (e nessuno ci vieta di farlo!).

Proseguendo ancora, si sorpasserà la forcella Rodella, a 2.318m, e si approderà al Rifugio Friedrich August (2.298 m).

  • tempistiche: circa 20 minuti

2. dal rifugio friedrich august al rifugio sassopiatto

Al Friedrich August viene voglia di mettere radici e vivere alla Heidi.

Giusto per darvi un’idea (cugina e fratello, qui immortalati, stavano per andare a proporsi come lavapiatti, per poter prendere residenza qui)

Una mucca Highlander gigantesca ci dà il benvenuto, e già questo è un ottimo motivo per non andarsene più. Essa, sebbene finta, segnala la presenza in carne ed ossa di suddetta amabile razza bovina.

conquistare il sassopiatto: mucca higlander nei prati

Eccone un esemplare, colto in un momento di riflessioni filosofiche

Oltre a queste belle pelosone, il rifugio ospita tanti altri animali, nonchè la lignea statua di Friedrich in persona, considerato un vero e proprio pioniere del turismo dolomitico. Il tutto condito da una cucina deliziosa. 

Tuttavia, bisogna andare avanti, poichè la meta è ancora lontana.

Dal rifugio, la via da seguire è l’incantevole Friedrich August Weg 557, un sentiero da cui si ammirano panorami impensabilmente belli che procede a mezzacosta, in un dolce saliscendi.

In circa cinquanta minuti si raggiungerà il Rifugio Pertini, a quota 2.300, anch’esso in una vallata mozzafiato che guarda le Dolomiti di FassaSiamo sotto la parete sud del nostro Sassopiatto, e in altri 20 minuti si giunge al valico di Laric (2.360m) da cui si avvista, in una rigogliosa conca erbosa, il vicino rifugio Sassopiatto.

conquistare il sassopiatto: il rifugio sassopiatto

Cartolina che vi spedisco mentre mi avvicino al Rifugio Sassopiatto

  • tempistiche: 1 ora e 10

3. dal rifugio sassopiatto alla cima sassopiatto

Vi scandalizzate molto se vi dico che, nel corso della mia escursione, ho peccato brutalmente di gola qui al Rifugio Sassopiatto?

Saranno state sì e no le 11 di mattina, quando io e i miei compagni (nello specifico: padre, fratello e cugina), approdammo davanti a questo modernissimo rifugio. Il nostro intento era quello di proseguire subito verso la vetta, tuttavia il freddo incipiente e il fascino di questa splendida struttura in legno chiaro ci hanno deviato verso il suo interno, con il pretesto di una rapidissima sosta rigenerante.

conquistare il sassopiatto: dettagli dell'ingresso del rifugio sassopiatto

Dettagli di modernità montanara

Il profumo derivante dalla cucina, unito alla bellezza del suo interior design ci hanno, ahimè, calamitato verso un tavolo, in cui giaceva un menù aperto.

Schlutzkrapfen (sono le tipiche mezzelune tirolesi), tagliere altoatesino di speck affumicato e formaggi, canederli di ogni tipo, formaggio di capra alla griglia, brasato di montone alla contadina… .

“Sentite, ma perchè non pranziamo? Siamo infreddoliti, fuori c’è un vento inclemente, dobbiamo pure accumulare energia per raggiungere la vetta, no?”.

Non ricordo bene chi di noi quattro pronunciò la galeotta frase, fatto sta che la proposta fu accolta all’unanimità e, in men che non si dica, il cameriere aveva già preso nota della nostra ingordigia.

Col senno di poi so che avrei potuto optare, per esempio, per un’insalatina, un tagliere di speck condiviso, una sana zuppa d’orzo. E invece no, non l’ho fatto.

Ho ordinato i canederli. Al burro fuso. Di tre tipi diversi: uno classico allo speck, uno ai funghi, uno ai formaggi. Alle 11 di mattina.

Questa eccellente idea (ah, avevo ancora sullo stomaco l’abbondante colazione dell’hotel e almeno metà della cioccolata Milka) ha condizionato simpaticamente il prosieguo del giro, soprattutto perchè dopo il rifugio Sassopiatto inizia la salita, quella vera, sotto forma di una sassosa e candida parete con pendenza media di 30-40 gradi.

Brava Valentina, ancora una volta ti sei distinta per le tue brillanti scelte!

conquistare il sassopiatto: il cartello indicativo

Deviamo l’attenzione su questo scatto del bivio per la cima del Sassopiatto

conquistare il sassopiatto: la pietraia del sassopiatto

Il Sassopiatto visto dall’omonimo rifugio, in tutta la sua pietrosa bellezza

Con una pietra nell’apparato digestivo, ho affrontato stoicamente i ripidi tornanti del sentiero, segnalato sia dai classici segnali bianchi e rossi, sia da ometti di sassi. Si sale, si curva, si curva e si sale, senza pause, in un vallone lunare di un bianco accecante.

conquistare il sassopiatto: il punto in cui i prati cedono il posto alle candide pietre

Il punto in cui i prati cedono il posto alle candide pietre

Si possono fare varie soste, sia per favorire la digestione dei canederli-bomba, sia per introiettare i paesaggi magnifici intorno a noi.

conquistare il sassopiatto: panorama sull'alpe di siusi e sullo sciliar

La meravigliosa Alpe di Siusi, dominata dallo Sciliar

conquistare il sassopiatto: la marmolada

La Marmolada (sì, era la fine di un’estate particolarmente torrida!)

conquistare il sassopiatto: il catinaccio

Il maestoso Catinaccio

conquistare il sassopiatto: panorama ravvicinato sul catinaccio

Zoom sulla geografia del Catinaccio

Dopo un tempo che rasenta l’infinito, si giunge alla cresta finale, a una decina di metri dalla tanto agognata croce della cima.

Quando arriverete anche voi qui, sarà fatta!

conquistare il sassopiatto: valentina e la croce

Io in posa mistica, sulla cima del Sassopiatto

L’imponente insegna di metallo è a quota 2.969 metri, l’impressione è quella di dominare il mondo. Tale sensazione è alimentata dal ripido strapiombo sottostante, che si affaccia sulla valle lunare del Sassolungo, nonchè da scorci di dolomitica bellezza sul Sasso di Levante e sull’Innerkofler, dietro i quali si intravedono il Piz Boè, nel gruppo del Sella, e la Marmolada.

conquistare il sassopiatto: la marmolada vista dalla cima del sassopiatto

La regina delle Dolomiti fa capolino in una cornice rocciosa

conquistare il sassopiatto: panorama sul piz boè

Anche il Piz Boè fa cucù dietro le rocce

L’occhio si riempie, inoltre, dei paesaggi che vanno dalla Val Gardena alle Odle, dal Lagorai ai Monzoni, dall’Alpe di Siusi al Catinaccio.

conquistare il sassopiatto: scenari maestosi

Un dipinto di rocce e nuvole

conquistare il sassopiatto: la vista sublime verso l'alpe di siusi

Di nuovo Sciliar e Alpe di Siusi, visti da ancora più in alto di prima

Senza dimenticare i gracchi alpini.

conquistare il sassopiatto: la sua cima e un gracchio alpino


ricapitolando…
  • L’escursione al Sassopiatto è relativamente facile, sempre se siamo già abituati alla montagna e alla salita
  • Il tratto più impegnativo comincia dopo aver superato il Rifugio Sassopiatto, da cui inizia una ripida salita nella pietraia
  • Il panorama, da lassù, è un qualcosa di eccezionale
  • Indossate sempre scarponcini da trekking, e portate con voi una scorta di bevande e cioccolata
  • non dimenticate di omaggiare i sacri gracchi ♥

Bene, ora non mi resta che lasciarvi liberi di andare a mettere la bandierina su questa peculiare cima dolomitica e dirvi arrivederci!

E se vi piace conquistare montagne, vi consiglio qui un’altra splendida avventura dolomitica 🙂


6 commenti

Stefania C. (Girovagando con Stefania) · 14 agosto 2018 alle 15:48

Amando il trekking mi piacerebbe salire sul Sassopiatto è pure un’escursione relativamente semplice. Anche sulle Apuane diverse volte ho visto in volo degli uccelli neri che siano stati gracchi o saranno solo sulle Alpi? Pensa che una volta li ho visti girare sopra la mia testa e pensavo fossero aquile poi si sono avvicinati e ho visto che non le erano!

    Valentina · 16 agosto 2018 alle 0:08

    Ahahah i mitici gracchi alpini sono ovunque! Non vivono solo sulle Alpi, quindi molto probabile che li abbia incontrati anche tu sulle Apuane! 🙂

Lucy the Wombat · 14 agosto 2018 alle 14:08

Da ornitologa wannabe quale sono non potevo perdermi questo post. 💕 Che bei pennuti!! Adesso vado su YouTube a cercarmeli 🙂 Quanto al resto complimenti, per l’escursione spiegata bene bene ma soprattutto per i canederli, li avrei scelti anch’io!! 😅

    Valentina · 16 agosto 2018 alle 0:09

    Grazie mille cara Lucy!! <3 Bene dai, così mi sento meno sola nelle mie scelte culinarie non proprio azzeccate per l'occasione! 😀 I gracchi sono fantastici, ti piaceranno!

Sara - Cappellacci a Merenda · 14 agosto 2018 alle 13:25

Che escursione stupenda!!
Mi salvo il tuo dettagliatissimo post per un giro in quelle zone, la vista è davvero mozzafiato, le tue foto mi hanno fatto davvero sognare!

    Valentina · 16 agosto 2018 alle 0:10

    Grazie mille Sara!! Felicissima di averti dato un’ispirazione 🙂

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