Succede che sei appena tornata da un bellissimo viaggio in Sardegna, e mentre stai disfando la valigia, e lottando disperatamente contro la depressione da ritorno alla realtà, ti invitano a trascorrere cinque giorni a Prato alla Drava, l’ultimo paesino italiano del Trentino Alto-Adige prima del confine austriaco. Nella meravigliosa Val Pusteria. E così, senza pensarci due volte, scaraventi via costumi e infradito e con rinnovata energia prepari zaino, felpe e scarponcini, perché al richiamo della montagna non si può resistere.

Giochi di luci sulle cime dolomitiche e sul lago di Dobbiaco dal monte Rota

Cinque giorni in Val Pusteria hanno la capacità di rigenerare corpo e spirito, di farti innamorare profondamente, di regalarti esperienze e ricordi indelebili, nonché il desiderio irresistibile di mollare tutto e prendere residenza qui, in uno dei paesi da fiaba di questa ampia valle soleggiata, crocevia di culture e sede di alcune tra le più belle cime dolomitiche.

Personalmente, sceglierei una delle coloratissime casette tirolesi nel centro di Dobbiaco, con un orticello selvaggio annesso pieno di girasoli, oppure un maso di pietra e legno a Prato alla Drava, ai piedi della collina su cui sorge la chiesa di San Nicolò, per poterci salire ogni sera al tramonto a respirare e a giocare con gatto Hubertus, il custode del paese.

Panni colorati al sole in un balcone di Dobbiacomicio grigio tigrato, custode del paesino di Prato alla Drava

La Val Pusteria segue il ritmo del sole, mettendosi in moto all’alba e quietandosi al tramonto. Come gran parte dei paesi e delle valli dell’Alto Adige, non ama trasgredire i propri orari (e può risultare molto difficile, se non si è nelle zone più turistiche, trovare un ristorante con la cucina ancora aperta alle otto e mezza di sera!), ma ti regala cose che probabilmente avevi dimenticato, come cieli stellati da mozzare il fiato e il silenzio.

Ti concede, inoltre, la facoltà di decidere tu come scandire il tuo tempo, a seconda dei tuoi desideri, delle tue passioni, del tuo spirito montanaro. Ecco qui qualche idea per tutti i gusti!

• Conquistare la vetta del Picco di Vallandro (2839m)

Se la guardi dal basso, dalla valle di Landro, questa cima assume le sembianze fiabesche e minacciose di un temibile drago alato. Ma vista dall’alpe di Prato Piazza, il punto di partenza della nostra escursione, a quota 1990 m., mostra un versante più morbido e verdeggiante che rassicura (in parte) l’escursionista.

La Croda Rossa vista dal sentiero per il Picco di Vallandro

Questo gioco di contrasti mi ha affascinato fin da subito e mi ha spinto a intraprendere, dopo un caffè al rifugio Prato Piazza, il sentiero CAI 40 che in poco più di due ore, e attraverso un succedersi di prati, rocce e mucche, sale fino alla croce in cima al Picco, a 2839 m.

La croce che segnala la cima del Picco di Vallandro

La vista da quassù ripaga tutta la fatica fatta per arrivarci; i vostri occhi si riempiranno della bellezza delle Dolomiti di Sesto, della Croda del Becco, delle Drei Zinnen, del Gruppo del Cristallo e delle Alpi Pusteresi.

Biciclettare in Austria lungo la pista ciclabile San Candido-Lienz

Sognavo da tempo di approdare alla cittadina austriaca di Lienz percorrendo, su due ruote, questo tratto di pista ciclabile della Drava.. e finalmente ce l’ho fatta! Un’esperienza molto bella e adatta a tutti poiché il dislivello di 500 metri da San Candido a Lienz si affronta in discesa e c’è la possibilità di tornare indietro in treno.

Noi abbiamo noleggiato le bici da Papin Sport, nel centro di San Candido, ma esistono diverse opzioni. Il percorso di sola andata è lungo 44 km e si snoda, seguendo il corso del fiume Drava, tra prati e pascoli lussureggianti, freschi boschi e gli scenari naturali di due paesi, attraversando il confine e arrivando nel cuore del Tirolo Orientale.

Tratto di pista ciclabile San Candido-Lienz in Austria

Due sono le soste obbligate di questa biciclettata: la prima presso la fabbrica della Loacker, per rimpinguare le tasche di delizie cioccolatose; la seconda presso Lienz, concedendosi una bella passeggiata per il suo elegante centro ed un Hugo in uno dei tanti localini caratteristici. Un po’ di romantica dolcevita non guasta mai! 🙂

Finestre e fiori al Geiger di Lienz

Poco prima del capoluogo dell’Osttirol si può inoltre visitare il Parco Acquatico di Galitzenklamm , con le cascate della Gola della Galizia, e gustarsi una zuppa d’orzo al ristorante attiguo.

• Darsi a un tour eno-gastronomico sul Monte Elmo

Si parte con un caffè macchiato e una fetta di strudel fatto in casa alla bella baita Gröberhütte, a Versciaco. Leccandosi la vaniglia residua dai baffi, si prende la cabinovia attigua che ci catapulta presso la stazione a monte del Monte Elmo, a 2050 m. Da qui si prende il sentiero CAI 4, che in venti minuti arriva al rifugio Gallo Cedrone (2150 m), ideale pausa per un grappino al pino mugo.

Ritornando poi sullo stesso sentiero, si prosegue salendo e zig-zagando fino ai 2433 metri della cima dell’Elmo, che ospita un vecchio rifugio abbandonato.

Una capanna e una croce sulla cima del Monte Elmo

Da qui, direzione Sillianer Hütte (2477 m), sul versante austriaco del monte, a cui si sopraggiunge seguendo la traversata Carnica e passando per la forcella di Leckfeld (2381 m). Dopo aver degustato un tagliere di salumi e formaggi, un buon piatto di Spätzle e le mie amate Kaiserschmarren, si può scegliere se rientrare alla stazione a monte della cabinovia e scendere a Versciaco con questa, oppure percorrere a piedi i circa 1400 m di dislivello in discesa.

Per i pazzi che, come noi, optano per l’ultima opzione, c’è un’altra tappa gastronomica d’obbligo presso la Baita del Cacciatore Jägerhütte (1830 m), per concedersi la celebre merenda del cacciatore o i lamponi caldi con il gelato.

• Rilassarsi e ritemprare le energie all’Acquafun di San Candido

Una delle cose che più mi ha fatto innamorare dell’Alto Adige è la sua cultura del benessere, dell’armonia tra corpo e mente. Qui il relax viene preso molto seriamente, dunque un’esperienza in un centro benessere alto-atesino è un must da provare assolutamente, magari al rientro da un’escursione o nelle giornate di pioggia.

A San Candido c’è il Piscina – Wellness Acquafun in cui prima si  nuota e si fanno gli scivoli in piscina, poi ci si dedica alla spa, la quale prevede bagno turco, biosauna, sauna finlandese, idromassaggi, percorso Kneipp e, udite udite, la sauna a infrarossi!

• Sentirsi romantici girando intorno al Lago di Braies

La bellezza della valle di Braies richiama ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo, e il suo lago è ormai onnipresente sui profili Instagram. Tuttavia, anche per chi non ama i luoghi troppo affollati, è una tappa da non perdersi se ci si trova in questa zona!

Ammirando il Lago di Braies e la Croda del Becco

L’importante è non fermarsi solo nei pressi della casetta di legno del noleggio barchette, ma esplorare tutti i mutevoli scorci che questo fiabesco luogo offre. Il giro intorno al lago vi intratterrà per un’oretta circa e vi consentirà di scoprire nuovi e suggestivi angoli.

Un angolo di grande bellezza naturale del Lago di Braies

• Sentirsi degli dei conquistando la cima della Croda del Becco (2810m)

Il punto di partenza di questa escursione è sempre il lago di Braies; il punto d’arrivo, la microscopica croce che un occhio attento può scorgere sulla cima della montagna che domina il lago. Ma lasciate ogni speranza, o voi che entrate!

Segnale CAI che indica l'Alta Via verso il rifugio Biella e la Croda del Becco

Il sentiero è l’Alta Via n. 1, e dal lago sono necessarie 4 ore e mezza per raggiungere la cima, con un dislivello di circa 1400 m. Non è per tutti. Ma se riesci a portare a termine questa avventura, sarai una persona diversa: ti amerai un po’ di più, e porterai per sempre con te l’immagine del lago di Braies da uno dei tetti del mondo.

Il lago di Braies visto dalla cima della Croda del Becco

Scoprire nuovi profili delle Drei Zinnen girandoci intorno

Ok, fare questa gita nei giorni vicino al ferragosto può non rivelarsi una bella idea, data la fama del luogo. Problemi di parcheggio e di sovraffollamento sugli autobus che conducono in quota sono all’ordine del giorno. Ma la zona è veramente molto bella e offre scenari naturali spettacolari.

Fiori, chiesetta, montagne e nuvole intorno alle Tre Cime di Lavaredo

Questo giro è una variante più lunga del classico percorso ad anello delle Tre Cime di Lavaredo: partendo dal rifugio Auronzo (2320 m), si prende il sentiero CAI 104/101 che, dopo aver superato la chiesetta di Maria Ausiliatrice, incontra il rifugio Lavaredo (2344 m).

Da qui si prosegue ancora, poiché la nostra destinazione è il rifugio Pian di Cengia (2528 m), a cui si approda dopo aver oltrepassato il versante nord del monte Paterno. Il bellissimo rifugio offre una splendida vista sulle pareti nord delle Tre Cime (oltre ad un’ottima cucina casereccia).

Finita la sosta culinaria, si riparte di nuovo verso il celebre rifugio Locatelli (2438 m) e da lì si ritorna al punto di partenza, chiudendo il nostro anello (a meno che non sia già troppo tardi per prendere l’ultimo autobus per rientrare a valle e si debba scendere a piedi, per altre due ore, verso il lago di Landro.. ma questa è un’altra storia!).

Giochi di luce e colori sulle cime dolomitiche nei pressi del Rifugio Locatelli

E se questa intensa vita montanara vi fa venire fame, vi consiglio qui qualche posticino interessante!


17 commenti

rosy · 6 febbraio 2018 alle 22:14

Che paesaggi meravigliosi. Mi piacerebbe una vacanza in questi luoghi in estate, facendo escursioni e mangiando cose buone. In val Pusteria non ci sono mai stata, potrebbe essere un’idea interessante.

    Valentina · 7 febbraio 2018 alle 11:16

    Grazie mille Rosy!! Sono felice di averti dato un’ispirazione di viaggio! Posso confermarti che ti piacerà 🙂 se ami la natura, le camminate, gli animali e la buona tavola, sei nel posto giusto! Se hai bisogno di qualche consiglio non esitare a contattarmi.

dritteontheroad · 4 febbraio 2018 alle 10:07

Sono appena tornata da Dobbiaco e prima di partire mi ero promessa di fare qualche escurisione lungo i sentieri segnati dal CAI. Purtroppo per via del brutto tempo abbiamo optato per visitare Braies e San Candido. Ma ci tornerò in estate!! grazie per le dritte!

    Valentina · 5 febbraio 2018 alle 15:23

    Ma grazie mille a te per essere passata da qui 🙂 Beh, direi che hai visto due luoghi meravigliosi! Vedrai che in estate riuscirai a muoverti meglio 😉

Viaggiare con Laura · 3 febbraio 2018 alle 11:01

Hai fatto foto da urlo, ed una vacanza incredibile alla scoperta delle meraviglie naturali del nostro Alto Adige. Nono sono una scarpinatrice in altezza, però alle Drei Zinnen ci vorrei proprio andare…ma non so se riuscirò ad arrivare al Locatelli…mi hanno detto che è impegnativo….complimenti!! Bellissimo racconto!!

Tanja · 13 gennaio 2018 alle 18:00

Ho fatto il tuo stesso itinerario, ma in fretta e senza molto tempo a disposizione per le camminate. Peccato, lo rifarò sicuramente! La vista del lago di Braies dall’alto è eccezionale, non pensavo si arrivasse così in alto seguendo quel sentiero. Meraviglia 🤩

    Valentina · 17 gennaio 2018 alle 21:07

    Ci sono paesaggi e posticini spettacolari in Val Pusteria! Quella è la vista sul lago dalla cima della Croda del Becco, a quasi 2900 metri d’altezza! Una bella faticaccia arrivarci, ma ne vale davvero tanto la pena!

Stefania CON LA VALIGIA ARANCIONE · 13 gennaio 2018 alle 12:24

Sono luoghi splendidi! le tue foto rendono giustizia alla bellezza della natura

    Valentina · 17 gennaio 2018 alle 21:12

    Grazie mille davvero Stefania! con dei paesaggi così è molto facile fare belle fotografie 🙂

Lara C · 5 gennaio 2018 alle 21:40

Che bellissimi paesaggi!

    Valentina · 8 gennaio 2018 alle 15:32

    Grazieee Lara! <3 Eh sì, ci sono scenari naturali davvero mozzafiato qui!

Jamaluca · 5 gennaio 2018 alle 16:31

Siamo stati in Val Pusteria in viaggio di nozze e non vedo l’ora di tornarci <3 Ho migliaia di foto da condividere ancora nel blog.

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 16:43

    Ma che bellissima idea il viaggio di nozze in Val Pusteria!! <3 <3 <3 bellissimo... quando condividi le foto passerò sicuramente da te a dare una sbirciatina 🙂

Rocio Novarino · 30 dicembre 2017 alle 23:47

mi manca la montagna! prima vivevo praticamente a due passi dalle alpi. ora la montagna piu alta è un vulcano spento….e il resto deserto rosso. oceano atlantico attorno. però mi manca il monviso e tutto quello che vedevo dalla mia finestra!

    Valentina · 9 gennaio 2018 alle 16:58

    Mmm, mi pare di capire che tu ora vivi in un’isola delle Canarie..o sbaglio? 🙂 bellissimo lo stesso <3 anche se, come dici tu, il fascino e il richiamo della montagna è un qualcosa che non ti lascia mai se la ami!

Marta Sailis · 22 dicembre 2017 alle 18:56

C andavo sempre da piccola. La val Pusteria è incantevole amo i suoi prati, il cibo nei rifugi e le montagne di quel posto!

    Valentina · 27 dicembre 2017 alle 23:08

    Una valle magica!! 🙂 se potessi, ci tornerei subitissimo!!

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